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Affinità Elettive

Diamo un nome alle cose per poterle governare, etichettare e mettere in scala. Il nome è un potere che ci auto-attribuiamo, bollando o esaltando. È comodo mettere ordine in un mondo complesso usando regole semplici, banali. È conveniente far apparire Natura e Cultura come sorelle, pretendendo che le leggi dell’una valgano anche per l’altra. Non solo le leggi ma nemmeno le parole, i nomi valgono per entrambe. Oltre i ruoli sociali, oltre i fatti e il tangibile ci sono sfere dell’esistere molto più sfumate e delicate. Parlare di un sentimento spesso equivale a tradirlo, a corromperlo nel tentativo di riportarlo ad una dimensione di comprensibilità.

Non parole dunque ma immagini per raccontare una educazione sentimentale distante dalla quotidiana dicotomia tra letterale e simbolico. Un album fotografico straordinario perché privo di sforzo, eccezionale perché distante da quella sensibilità moralista che sembra metterci al riparo dalla vita stessa. Tiziano Demuro non invoca poteri o saperi, non cattedrali morali o poteri terreni. Lui registra e associa, affidandosi all’inviolabilità del numero 2, il paritario accostarsi e fronteggiarsi di un 1 con un altro 1 e non la gerarchizzazione imposta da una sequenza.

Il modulo, il doppio, il dittico. La rima baciata, la coppia, la gemellarità. Lo specchio, il calco, l’impronta. Ciò che società giudica, natura dimostra, replica, offre. Demuro articola la sua Heimat attraverso un diario visivo che non si limita a registrare ma crea una dimensione di possibilità, di accettazione.

Una confessione profonda. L’annotazione delicata di un quotidiano che diventa rito perché ci sei tu, tu che mi assomigli, tu che mi sei identico in biologia e così distante secondo tutte le altre leggi esclusa quella del sentire. La religione, la morale, il gusto, la moda, anche mia madre potrebbe esserci contro perché del suo ventre non mi interessa più. Rinasco nel mio specchiarmi in te. Le forme che si intrecciano come i giorni. La natura che è un’eco fedele delle vite che condividiamo. Non c’è prova maggiore che l’armonia. La Terra mi è Madre solo in questa dimensione di autenticità, senza l’abuso della morale. Diversamente, piegata e umiliata, la terra sarebbe madre straniera e infelice.

L’immagine fotografica non solo osa vedere armonia là dove solitamente viene negata ma si prende l’amorevole responsabilità della testimonianza. Lo ha fatto sempre, dalla nascita. E ancora cattura, contro ogni aspettativa, l’arrendevolezza, la sensibilità, la resistenza e la disponibilità di un corpo che conosce l’amore, di una terra che da questo amore è illuminata. [ Sonia Borsato ]

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AFFINITÀ ELETTIVE
di Tiziano Demuro
Cagliari Temporary Storing - Cagliari
21 luglio – 6 agosto 2016
ingresso: libero

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pubblicato in data 24-09-2016 in NOTIZIE / MOSTRE

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