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Paolo Aldi, Ira o La distruzione del mondo dal progetto Bellum. © Paolo Aldi. 1 / 10       Paolo Aldi, Ira o La distruzione del mondo dal progetto Bellum. © Paolo Aldi.

Paolo Aldi, Ecatonchiri o La morte viene dal cielo. © Paolo Aldi. 2 / 10       Paolo Aldi, Ecatonchiri o La morte viene dal cielo dal progetto Bellum. © Paolo Aldi.

Paolo Aldi, Urano o Lo sterminio dei figli. © Paolo Aldi. 3 / 10       Paolo Aldi, Urano o Lo sterminio dei figli dal progetto Bellum. © Paolo Aldi.

Paolo Aldi, Mithra o Il rifiuto della propaganda. © Paolo Aldi. 4 / 10       Paolo Aldi, Mithra o Il rifiuto della propaganda dal progetto Bellum. © Paolo Aldi.

Paolo Aldi, Vayu o L'asfissia delle genti. © Paolo Aldi. 5 / 10       Paolo Aldi, Vāyu o L'asfissia delle genti dal progetto Bellum. © Paolo Aldi.

Paolo Aldi, Arpocrate o Non voglio sentire. © Paolo Aldi. 6 / 10       Paolo Aldi, Arpocrate o Non voglio sentire dal progetto Bellum. © Paolo Aldi.

Paolo Aldi, Crono o L'autocastrazione dell'umanità. © Paolo Aldi. 7 / 10       Paolo Aldi, Crono o L'autocastrazione dell'umanità dal progetto Bellum. © Paolo Aldi.

Paolo Aldi, Ixtab o Il suicidio. © Paolo Aldi. 8 / 10       Paolo Aldi, Ixtab o Il suicidio dal progetto Bellum. © Paolo Aldi.

Paolo Aldi, Mnemosine o Il desiderio di non perdere memoria. © Paolo Aldi. 9 / 10       Paolo Aldi, Mnemosine o Il desiderio di non perdere memoria dal progetto Bellum. © Paolo Aldi.

Paolo Aldi, Ahoeitu o La ricerca della ricomposizione. © Paolo Aldi. 10 / 10       Paolo Aldi, Ahoeitu o La ricerca della ricomposizione dal progetto Bellum. © Paolo Aldi.

Mito e corpo femminile

Bellum, la mostra di Paolo Aldi, che può essere visitata presso La Soffitta - Spazio delle Arti di Colonnata a Sesto Fiorentino. si propone di raccontare la guerra attraverso la lente del mito. In dieci polittici, ognuno composto da dodici immagini, Paolo Aldi restituisce una riflessione sulla società contemporanea e sui suoi conflitti, narrati attraverso il corpo femminile e il ricorso alle storie provenienti dai miti originari di culture differenti. I polittici sono stati realizzati grazie alla messa punto da parte dell'autore di una tecnica di stampa usata da pochissimi artisti in tutto il mondo, che prevede la stampa delle fotografie a encausto su legno. A fronte dei polittici altrettanti pannelli testuali offrono al visitatore il racconto dei miti all'origine delle singole opere che da essi prendono il titolo. Racconto che è possibile leggere anche sul sito dell'autore.

«Bellum vuol dire guerra – afferma Paolo Aldi – In questo lavoro parlo della violenza dell’uomo, delle guerre che combatte tra nazioni e in famiglia. Alcuni pannelli sono volutamente un pugno nello stomaco e il messaggio che vorrei far passare è che affinché non succeda quello che racconto, l’unica via è essere più civili attraverso il sapere, la cultura, l’arte. Più si conosce più si apprezza il bello, più si è disponibili a comunicare con gli altri e a cercare una mediazione».

«L’ispirazione per la realizzazione di queste opere – prosegue l'autore – è arrivata in seguito alla guerra e alla distruzione nell’ex Jugoslavia. Si tratta di una raccolta di dieci opere, polittici che raccontano un mito. Per realizzarla non mi sono basato solo sui miti più conosciuti da noi, quelli greci e latini, ma anche su quelli provenienti da tutto il mondo, per dare all’opera un senso più ampio. Vediamo la figura di una donna nuda che racconta una serie di situazioni attraverso oggetti e gesti. La tecnica che ho scelto poi è quella poco usata dell’encausto. La parte testuale inoltre è altrettanto fondamentale perché l’arte contemporanea ha spesso la problematica di risultare poco comprensibile. Ecco quindi che il testo permette di entrare in contatto in maniera più profonda con le persone».

Il pessimismo sulle sorti dell'umanità, per ammissione dello stesso autore, pervade questo lavoro tuttavia in alcune tavole è possibile cogliere accenni di una «fievole speranza» in un «nuovo umanesimo» il cui avvento, per quanto difficile da ipotizzare a fronte di una società vittima di un progresso troppo rapido per poter essere stato realmente metabolizzato, potrebbe ancora realizzarsi. Il possesso di armi di distruzione, la solitudine dell'individuo, l'ebbrezza di una realtà artificiosamente espansa nel virtuale e il depauperamento delle risorse sono alla base di tensioni destinate a sfociare in odio, ma non tutto è perduto, a patto di riuscire a recuperare quell'umanità che sembriamo aver dimenticato.

La mostra Bellum di Paolo Aldi potrà essere visitata fino al 30 novembre 2021.

Bellum
La Soffitta - Spazio delle Arti di Colonnata, piazza Mario Rapisardi, 6 – Sesto Fiorentino FI
14 – 30 novembre 2021

orario: da martedì a sabato dalle 16:00 alle 19:00 | domenica dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 19:00
ingresso: libero
info: 055 442203 | 335 6136979

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RISORSE INTERNE
[ FPtag ] Paolo Aldi su FPmag
[ FPtalk ] FPtalk 32 | Sunny Flowers | Lia Aldi & Paolo Aldi

RISORSE ESTERNE
Paolo Aldi

La Soffitta Spazio delle Arti
Incontri con l'Arte - Bellum: Mostra di Paolo Aldi a cura di Marco Frosini

pubblicato in data 22-11-2021 in NOTIZIE / MOSTRE

PaoloAldi Bellum LaSoffitta






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