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Dalla mostra Idomeni, il territorio in-certo di Orestes Seferoglou. © Orestes Seferoglou 1 / 6       Dalla mostra Idomeni, il territorio in-certo di Orestis Seferoglou. © Orestis Seferoglou.

Dalla mostra Idomeni, il territorio in-certo di Orestes Seferoglou. © Orestes Seferoglou 2 / 6       Dalla mostra Idomeni, il territorio in-certo di Orestis Seferoglou. © Orestis Seferoglou.

Dalla mostra Idomeni, il territorio in-certo di Orestes Seferoglou. © Orestes Seferoglou 3 / 6       Dalla mostra Idomeni, il territorio in-certo di Orestis Seferoglou. © Orestis Seferoglou.

Dalla mostra Idomeni, il territorio in-certo di Orestes Seferoglou. © Orestes Seferoglou 4 / 6       Dalla mostra Idomeni, il territorio in-certo di Orestis Seferoglou. © Orestis Seferoglou.

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Dalla mostra Idomeni, il territorio in-certo di Orestes Seferoglou. © Orestes Seferoglou 6 / 6       Dalla mostra Idomeni, il territorio in-certo di Orestis Seferoglou. © Orestis Seferoglou.

Idomeni, il territorio in-certo

Instabile: aggettivo
1. che manca di stabilità, preoccupato e inquieto, che può cambiare; imprevedibile, non ancora risolto
2. (di un territorio) che non ha coloni o abitanti.

Idomeni (in greco: Ειδομένη) è un piccolo villaggio in Grecia, vicino al confine con la Macedonia. Il villaggio è costruito ad un’altezza di 65 metri, alla periferia della collina Kouri. Si erge sulla riva occidentale del fiume Axios. Il paese si intreccia con una stazione ferroviaria, che è la prima stazione ferroviaria che si incontra entrando in Grecia dal Nord.
Dal 2014, i rifugiati provenienti dalla Siria, Afghanistan, Pakistan e altri paesi del Medio Oriente hanno iniziato ad affollare Idomeni per superare i confini greci e continuare il loro viaggio verso l’Europa occidentale. Alla fine del 2015, la Macedonia ha deciso di chiudere e proteggere i suoi confini con la forza militare, per impedire ai rifugiati di entrare nel paese. Così per migliaia di profughi si è concluso il viaggio, bloccati in un campo improvvisato a Idomeni. Questo vasto campo si trova principalmente nei campi vicino alla rete ferroviaria internazionale.
Questo informale campo di confine è diventato una distopia in costante deterioramento per coloro che fuggono dalla guerra e dalla crisi, alla ricerca di un futuro migliore e più sicuro. Allo stesso tempo, questo sito di confine è l’immagine dell’incapacità dell’Europa di gestire e risolvere questo flusso di rifugiati senza precedenti. (Orestis Seferoglou)

Abbiamo iniziato questo viaggio di Menotrentuno, il quinto a chiudere una decade di lavoro, chiedendoci con onestà cosa fosse casa, cosa fosse terra e cosa madre. Ci siamo ritrovati spiazzati, consapevoli del lusso che questa riflessione rappresenta. Si, perché questi termini li stiamo pensando, meditando e non ricercando in fuga da un paese che ci ha partorito verso altri che non ci vogliono.

Non possiamo sapere cosa significa addormentarsi sotto un velo di plastica a ripararci dal mondo. Non osiamo nemmeno immaginare cosa sia lasciare tutto, rinunciare ad ogni cosa per affidarsi solo alla speranza.

Non lo possiamo spiegare ma ve lo possiamo mostrare. La scelta di lavori come quello di Orestis dice chiaramente che vogliamo esserci, vogliamo prendere parte al dibattito, muoverci non come sciacalli ma come testimoni. E soprattutto come attivatori di coscienze, evidenziatori di privilegi che vanno sfruttati con consapevolezza e gratitudine. [ Sonia Borsato ]

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IDOMENI, IL TERRITORIO IN-CERTO
di Orestis Seferoglou
vie del centro storico - Lodine NU
23 luglio – 4 settembre 2016
ingresso: libero

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pubblicato in data 31-08-2016 in NOTIZIE / MOSTRE

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