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Dalla mostra Ho chiamato le montagne, le ho sentite vibrare di Miia Autio. © Miia Autio 1 / 4       Dalla mostra Ho chiamato le montagne, le ho sentite vibrare di Miia Autio. © Miia Autio.

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Ho chiamato le montagne...

La serie Ho chiamato le montagne, le ho sentite vibrare della fotografa Miia Autio parla di rifugiati ruandesi che sono scappati in Europa e dei ricordi della patria che hanno lasciato dietro di sé. Autio ha fotografato i rifugiati in diversi paesi europei e i paesaggi ruandesi che hanno descritto.

I ritratti, i paesaggi e le interviste realizzate da Autio formano un’entità coesa che considera il rapporto tra terramadre, paesaggio e identità, riconoscendo la soggettività dei ricordi. Il contesto di fondo è la situazione politica in Ruanda, che fa parte di una più ampia agitazione politica nella regione africana dei Grandi Laghi.

Nel 2006, Autio lavorava in Germania, dove è diventata amica di Emmanuel, da poco arrivato dal Ruanda. Attraverso lui, Autio ha incontrato altri ruandesi che erano stati costretti a lasciare la loro patria a causa del conflitto politico.

Autio e i suoi amici ruandesi erano uniti dalla comune esperienza di vivere in un paese sentendosi stranieri. Tuttavia, a differenza dei ruandesi, Autio avrebbe potuto scegliere di tornare nella sua terra. Voleva imparare a capire i ricordi di una patria perduta e il tipo di nostalgia che si prova quando il ritorno a casa non è un’opzione.

«Dopo aver letto la storia del Ruanda e la sua situazione politica, ho sentito il bisogno di raccontarla, di dire qualcosa. Quando il Ruanda è salito agli onori della cronaca nei primi mesi del 2014, nel 20° anniversario del genocidio, il loro bianco e nero non ha dato un quadro sufficientemente multidimensionale del Ruanda.
Le persone continuano a fuggire dal Ruanda per motivi politici, ma di questo non si parla. Ho fotografato persone in Germania, Belgio, Norvegia e Finlandia. Trovare ruandesi è stato facile, perché le famiglie e gli amici formano reti in tutta Europa e negli Stati Uniti. Tuttavia, è stato difficile trovare soggetti disposti a farsi fotografare: la gente temeva che potessero sorgere difficoltà se, attraverso la serie di immagini, li avessero associati all’opposizione contro l’attuale regime che governa in Ruanda.
Nei primi mesi del 2015, ho viaggiato attraverso il Ruanda e ho fotografato i paesaggi nelle regioni in cui erano nati i protagonisti delle mie fotografie. È stato interessante vedere da dove provengono, ma allo stesso tempo era triste che non potessero essere lì in prima persona. Ho anche incontrato alcuni dei loro familiari. Attraverso i luoghi che ho fotografato, sono stata in grado di tuffarmi nel passato dei miei soggetti.
Ho anche sentito che per i membri della famiglia, ero un legame con la vita attuale dei loro cari fuggiti in Europa. Il progetto è diventato molto personale ed emotivo». [ Anna-Kaisa Rastenberger ]

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HO CHIAMATO LE MONTAGNE, LE HO SENTITE VIBRARE
di Miia Autio
vie del centro storico - Florinas SS
30 luglio – 30 settembre 2016
ingresso: libero

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pubblicato in data 28-08-2016 in NOTIZIE / MOSTRE

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