pubblicità su FPmag

Dalla mostra Ballo a Tre Passi di Roberta Masala. © Roberta Masala 1 / 11       Dalla mostra Ballo a Tre Passi di Roberta Masala. © Roberta Masala.

Dalla mostra Ballo a Tre Passi di Roberta Masala. © Roberta Masala 2 / 11       Dalla mostra Ballo a Tre Passi di Roberta Masala. © Roberta Masala.

Dalla mostra Ballo a Tre Passi di Roberta Masala. © Roberta Masala 3 / 11       Dalla mostra Ballo a Tre Passi di Roberta Masala. © Roberta Masala.

Dalla mostra Ballo a Tre Passi di Roberta Masala. © Roberta Masala 4 / 11       Dalla mostra Ballo a Tre Passi di Roberta Masala. © Roberta Masala.

Dalla mostra Ballo a Tre Passi di Roberta Masala. © Roberta Masala 5 / 11       Dalla mostra Ballo a Tre Passi di Roberta Masala. © Roberta Masala.

Dalla mostra Ballo a Tre Passi di Roberta Masala. © Roberta Masala 6 / 11       Dalla mostra Ballo a Tre Passi di Roberta Masala. © Roberta Masala.

Dalla mostra Ballo a Tre Passi di Roberta Masala. © Roberta Masala 7 / 11       Dalla mostra Ballo a Tre Passi di Roberta Masala. © Roberta Masala.

Dalla mostra Ballo a Tre Passi di Roberta Masala. © Roberta Masala 8 / 11       Dalla mostra Ballo a Tre Passi di Roberta Masala. © Roberta Masala.

Dalla mostra Ballo a Tre Passi di Roberta Masala. © Roberta Masala 9 / 11       Dalla mostra Ballo a Tre Passi di Roberta Masala. © Roberta Masala.

Dalla mostra Ballo a Tre Passi di Roberta Masala. © Roberta Masala 10 / 11       Dalla mostra Ballo a Tre Passi di Roberta Masala. © Roberta Masala.

Dalla mostra Ballo a Tre Passi di Roberta Masala. © Roberta Masala 11 / 11       Dalla mostra Ballo a Tre Passi di Roberta Masala. © Roberta Masala.

Ballo a Tre Passi

Qual è il vero luogo del nostro stare? Zanzotto poeta regala una domanda fatidica che riecheggia nel presente. Il paesaggio non è dato, non è certo, non è oggetto di contemplazione passiva, romantica, nostalgica, ma continuamente costruito, abitato. Una trama di racconti e attese che difficilmente può essere reso e raccontato nella sua interezza; il rispetto per il tremolio nostalgico che ogni luogo conserva. Il luogo del nostro stare, lo spazio del nostro essere è composto da sfumature che contarle è impossibile: parole che scricchiolano come briciole calpestate per sbaglio in una cucina lontana nel tempo o il bisbiglio del vento in un particolare momento dell’anno; il profumo insistente della frutta matura o la salsedine che si attacca alle narici e ai capelli.

Spazi mentali che potrebbero scomparire se decidessimo di voltare loro le spalle pretendendo, anche solo per un momento, che la parola casa sia composta solo di muri e pareti, che casa sia un tetto e piccole finestre da cui guardare il mondo.

Casa è una dimensione psichica entro cui la persona nasce, si partorisce oltre sua madre e definisce i tratti del suo essere. La parola casa è fatta per contenere emisferi emotivi ed è per noi certezza immutabile, precisa, ancorata ai nostri sensi e ai sentimenti. Ma già ecco che nel racconto, nella descrizione, nell’incontro con i giorni che sono vita, si trasforma. Nella traduzione qualcosa si perde e lo consegniamo agli altri modificato nel suo significante. L’ipotesi di incontro con la realtà si abbatte come il timore di una comunicazione interrotta. Una trama che può e deve essere ripresa seppur grazie ad un intermediario esterno, un medium moderno per sentimenti antichi. Le ragioni poetiche dello scatto fotografico sono quelle della creazione e della salvezza, ragioni di ancoraggio a spazi che sono quelli dell’anima.

Immagine fotografica come tramite indispensabile per un rapporto con la propria Heimat e non essere, in tempi di mareggiate, sbandati e senza ancora.

Quale luogo ti fa sentire a casa?

Là dove la parola sente il peso dei suoi limiti subentra l’immagine. E inventa, lo sguardo educato e filtrato, trittici di una sacra geografia interiore e paesaggi che non sono la ripetizione tardiva e scolastica del racconto ma una volontà interpretativa che diventa convivenza. La fotografia si fa carico di un processo spirituale che sappia unire, saldare insieme aspetti sociali, politici o squisitamente emotivi. L’immagine, nella sua triplice declinazione, si sostituisce alla mappa concreta diventando luogo altro, più autentico del vero. [ Sonia Borsato ]

- - -
BALLO A TRE PASSI
di Roberta Masala
Lo Quarter, largo San Francesco - Alghero SS
4 agosto – 4 settembre 2016
ingresso: libero

_ _ _

[ RISORSE INTERNE ]
◉ [ FPtag ] MENOTRENTUNO2016: il punto di vista della redazione
◉ [ video ] Menotrentuno: terramadre / homeland
◉ [ eventi ] Menotrentuno: un'Isola di mostre
◉ [ mostre ] Dall'altra parte del fiume di Jasper Walter Bastian
◉ [ mostre ]
Quattro Stagioni di Serena Vittorini
◉ [ mostre ] La fattoria dentro il villaggio di Sofie Amalie Klougart
◉ [ mostre ] Nelle terre di Arsuneli di Andrea Alfano
[ mostre ] Okoem, lo spazio intorno di Yevgeny Nakonechnyy
[ concorsi ] #meno31contest

[ RISORSE ESTERNE ]
Menotrentuno

pubblicità su FPmag

pubblicato in data 26-08-2016 in NOTIZIE / MOSTRE

MENOTRENTUNO2016






altro in MOSTRE



notizie recenti



FPmag

direttore responsabile Sandro Iovine | sandro.iovine@fpmagazine.eu - caporedattore Stefania Biamonti | stefania.biamonti@fpmagazine.eu - web developer Salvatore Picciuto | info@myphotoportal.com - coordinamento linguistico Nicky Alexander - traduzioni Nicky Alexander, Rachele Frosini - collaboratori Davide Bologna, Mimmo Cacciuni Angelone, Laura Marcolini, Stefano Panzeri, Pio Tarantini, Salvo Veneziano - referente per il Lazio Dario Coletti - referente per la Sardegna Salvatore Ligios - referente per la Sicilia Salvo Veneziano - redazione via Spartaco, 36 20135 Milano MI | redazione@fpmagazine.eu - tel. +39 02 49537170 - copyright © 2015 FPmag - FPmag è una pubblicazione Machia Press Publishing srl a socio unico - via Cristoforo Gluck, 3 20135 Milano MI | P.I. 07535000967 - C.F. 07535000967 - Registrazione del Tribunale di Milano n. 281 del 9 settembre 2014

about | newsletter | cookies, privacy, copyright