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Khatereh ha 13 anni. Suo zio abusava di lei, pertanto ha deciso di scappare di casa. Una settimana dopo, alcuni giovani l’hanno aggredita in un parco di Teheran ed ha subito uno stupro di gruppo. Per salvarsi si è ferita il braccio con un coltello. Gli ufficiali di polizia l’hanno trovata in stato d’incoscienza, riversa a terra. Dopo i primi soccorsi, è stata trasferita al centro di correzione minorile. Verrà rilasciata dopo 2 mesi e potrà tornare a casa. © Sadegh Souri. 1 / 2       Khatereh ha 13 anni. Suo zio abusava di lei, pertanto ha deciso di scappare di casa. Una settimana dopo, alcuni giovani l’hanno aggredita in un parco di Teheran ed ha subito uno stupro di gruppo. Per salvarsi si è ferita il braccio con un coltello. Gli ufficiali di polizia l’hanno trovata in stato d’incoscienza, riversa a terra. Dopo i primi soccorsi, è stata trasferita al centro di correzione minorile. Verrà rilasciata dopo 2 mesi e potrà tornare a casa. © Sadegh Souri.

Waiting Girls

Dieci foto. Tante sono bastate al fotografo iraniano Sadegh Souri per sollevare il sipario su una realtà tanto complessa quanto controversa, e pressoché sconosciuta ai più.
Con il reportage intitolato Waiting Girls, l'autore documenta infatti come l'attuale sistema giudiziario iraniano regolamenta la carcerazione femminile nelle prigioni e nei centri di correzione minorile del Paese. Una narrazione sintetica, ben strutturata nelle forme e nei contenuti, che ha colpito profondamente la giuria del World.Report Award | Documenting Humanity 2016, convincendola ad attribuire a Sadegh Souri la vittoria nella categoria Shot Story Award e ad argomentarla con le seguenti motivazioni:

Mahsa ha 17 anni. Si era innamorata di un ragazzo ed intendeva sposarlo, ma suo padre si era opposto. Un giorno hanno litigano e lei e sua madre hanno deciso di ucciderlo. Mahsa lo ha colpito con un coltello da cucina. I suoi fratelli hanno chiesto la condanna a morte o l’applicazione della legge del taglione per lei e sua madre. © Sadegh Souri
Mahsa ha 17 anni. Si era innamorata di un ragazzo ed intendeva sposarlo, ma suo padre si era opposto. Un giorno hanno litigano e lei e sua madre hanno deciso di ucciderlo. Mahsa lo ha colpito con un coltello da cucina. I suoi fratelli hanno chiesto la condanna a morte o l’applicazione della legge del taglione per lei e sua madre. © Sadegh Souri.

«Waiting Girls rappresenta uno straordinario connubio tra la forza di una storia dall’elevatissimo valore giornalistico e una qualità fotografica di livello superiore. L’autore, raccontando un mondo, quello della segregazione carceraria femminile in Iran, ha creato un documento di altissimo valore civile, affrontando una tematica scomoda ed entrando in un contesto difficilissimo da raccontare. Tuttavia lo ha fatto con delicatezza e rispetto nei confronti dei soggetti ritratti, rispettandone la dignità e restituendoci, attraverso il suo stile fotografico, anche momenti di intimità e poesia. Di notevole spessore è anche la trama narrativa presentata che restituisce, senza mai interromperla, una sensazione di sospensione delle vite delle persone fotografate».

Sowgand ha 16 anni. Si trovava a casa da sola quando i poliziotti sono entrati con un mandato di perquisizione, trovando 250 kg di oppio e 30 grammi di cocaina. Gli stupefacenti appartenevano a suo padre, ma al momento dell’arrivo degli agenti essendo la sola presente, Sowgand è stata arrestata. Per proteggere suo padre ed evitare che andasse in prigione, si è assunta la colpa confessando che gli stupefacenti erano suoi. © Sadegh Souri
Sowgand ha 16 anni. Si trovava a casa da sola quando i poliziotti sono entrati con un mandato di perquisizione, trovando 250 kg di oppio e 30 grammi di cocaina. Gli stupefacenti appartenevano a suo padre, ma al momento dell’arrivo degli agenti essendo la sola presente, Sowgand è stata arrestata. Per proteggere suo padre ed evitare che andasse in prigione, si è assunta la colpa confessando che gli stupefacenti erano suoi. © Sadegh Souri.

Il progetto è stato realizzato nell’arco di una decina di giorni nel distretto municipale di Shahr-e-ziba a Teheran, tuttavia è stato preceduto da una lunga e difficile fase preparatoria, come spiega lo stesso autore nella video intervista pubblicata in apertura e realizzata in concomitanza della visita guidata alla sua mostra ospitata a Lodi, presso Palazzo Barni, in occasione del Festival della Fotografia Etica 2016. Una fase che ha richiesto a Sadegh Souri molta tenacia e altrettanta empatia e sensibilità, rivelando la caratura di questo giovane autore.
Aldilà delle difficoltà riscontrate per riuscire a ottenere i permessi necessari per entrare in un centro di detenzione femminile iraniano, l'autore si è infatti dovuto confrontare con la diffidenza delle recluse. Donne e ragazze, spesso minorenni, dal passato difficile e dal futuro incerto, estremamente restie a farsi fotografare e a raccontare la propria storia. Senza il loro contributo, però, l'intero meccanismo narrativo che sottende Waiting Girls sarebbe saltato.

Sadegh Souri durante la visita guidata alla sua mostra Waiting Girls, allestita presso Palazzo Barni a Lodi. © FPmag
Sadegh Souri durante la visita guidata alla sua mostra Waiting Girls, allestita presso Palazzo Barni a Lodi. © FPmag.

Sadegh Souri non si limita infatti a documentare la quotidianità all'interno del centro di detenzione, ma si focalizza sulle singole storie delle ragazze ritratte con l'obiettivo di far emergere tutta l'angoscia che pervade la loro vita di recluse. Anzi, la loro vita sospesa, spesso a tempo indeterminato. Molte di loro si ritrovano infatti prigioniere di una sentenza definitiva che tarda ad arrivare, altre scontano gli effetti di un sistema patriarcale che non permette loro di affrancarsi senza il benestare del padre, dei fratelli o del marito. Altre ancora trascorrono lunghe e penose detenzioni in attesa di essere trasferite altrove o, peggio, giustiziate.
Grazie alle loro storie, e alla capacità del fotografo di riportarle accompagnate da immagini estremamente efficaci sotto il profilo dalla significazione e della costruzione del senso, è possibile intravedere, con solo dieci scatti, i contorni di un sistema giudiziario diversissimo dal nostro. Un sistema, regolamentato secondo i principi del Diritto Penale Islamico, che sembra abbattersi duramente contro le donne a prescindere da quel che noi possiamo percepire come il reale peso della loro colpa. Ciò rende più labili, ai nostri occhi, i confini che separano le etichette carnefice e vittima, ma allarga a dismisura il portato e il significato della parola colpevole. [ Stefania Biamonti ]

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WAITING GIRLS
di Sadegh Souri
Palazzo Barni, corso Vittorio Emanuele II, 17 - Lodi
8 – 30 ottobre 2016
ingresso: 12,00 € (per tutte le mostre)

Fujifilm Italia.


La video intervista a Sadegh Souri e la foto della visita guidata sono stata realizzata con attrezzature messe a disposizione da Fujifilm Italia.


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pubblicato in data 10-11-2016 in NOTIZIE / MOSTRE

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