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1 / 6       Herb Ritts, Tatjana Veiled Head (Tight View), Joshua Tree 1988. © Herb Ritts Foundation.

2 / 6       Herb Ritts, Alek Wek, Los Angeles 1998. © Herb Ritts Foundation.

3 / 6       Herb Ritts, Madonna (Profilo True Blue), Hollywood 1986. © Herb Ritts Foundation.

4 / 6       Herb Ritts, Stephanie, Cindy, Christy, Tatjana, Naomi, Hollywood 1989. © Herb Ritts Foundation.

5 / 6       Durante la visita alla mostra Herb Ritts. In equilibrio. © Pio Tarantini.

6 / 6       Durante la visita alla mostra Herb Ritts. In equilibrio. © Pio Tarantini.

Herb Ritts: ritratti patinati di fine secolo

Si conclude in questi giorni nel suggestivo salone dedicato alla fotografia del Palazzo della Ragione di Milano la prima retrospettiva italiana del fotografo statunitense Herb Ritts (1952-2002). La mostra ‒ ottima dal punto di vista della presentazione ‒ intitolata In equilibrio e curata da Alessandra Mauro, presenta una selezione di circa 100 fotografie, in prevalenza ritratti e studi sul corpo umano. Le persone ritratte ‒ con l’eccezione di alcuni scatti realizzati in Africa, dal sapore antropologico ‒ appartengono praticamente tutte allo star system, in grandissima parte americano.
Questo dato mi fa riprendere una mia recente riflessione ‒ nata da una nota sulla mostra dedicata dalla Galleria Belvedere di Milano ai ritratti di tre importanti fotografi italiani: Cesare Colombo, Carla Cerati e Mario Dondero ‒ sull’influenza intrinseca che il soggetto ritratto, essendo famoso, opera sulla fotografia stessa. Notavo che i grandi maestri del Novecento ‒ da Sander ad Avedon, a Arbus ‒ in merito alla ritrattistica sono tali perché, tra l’altro, le loro fotografie restano di livello altissimo anche quando fotografano gente comune.
I ritratti di Ritts invece, pur nell’alto livello esecutivo, conservano sempre l’ambiguità che lo spettatore avverte ‒ o almeno l’avverto io ‒ quando si trova davanti al ritratto di una persona famosa. In molti di essi Ritts, nello sforzo di originalità, fa assumere pose complicate e innaturali ai soggetti, che ben si prestano a questo gioco teatrale dove tutto è finto e patinato. Siamo su uno stile opposto a quello del grande Avedon che, pur praticando una ritrattistica sicuramente diversa se non opposta al realismo da fotografia diretta di Arbus, sapeva coniugare la sapienza esecutiva con la semplicità di impostazione: massimo dettaglio su fondo neutro. Con Ritts invece siamo più dalle parti di Mapplethorpe, pare quasi la continuazione cronologica di questi, scomparso nel 1989, con un estetismo che diventa sempre più accademico, una sorta di deriva patinata che però ben rappresenta l’ultimo decennio del secolo scorso, prima che gli attentati al World Trade Center facessero piombare di colpo il mondo occidentale dentro l’amara realtà del nuovo millennio.
Una mostra importante dunque perché significativa di anni in cui le top model o le stelle ‒ del cinema e della musica in particolare ‒ parevano svolgere davvero il loro ruolo di star, di orientamento, di modello da seguire così come i corpi scolpiti di uomini e donne ritratti da Ritts come moderni semidei: non a caso l’installazione principale presente in mostra lungo un’intera parete rappresenta un modello nudo in una sequenza di movimenti organizzata visivamente come il frontone di un tempio classico. Il mondo patinato della pubblicità e della bellezza privilegiata mostra però tutta la sua inconsistenza quando si scontra con la realtà del mondo: soprattutto quando non contiene in sé un tocco di ironia o la potenza del rapporto tra eros e thanatos che invece era presente in Mapplethorpe.
Ma voglio concludere citando invece quel capolavoro sulla bellezza che è l’altra opera significativa presente in mostra: The big five dove cinque giovani modelle che sarebbero diventate ben presto tra le più note al mondo posano per Ritts che le ritrae nude in una composizione chiusa di sapore rinascimentale e dove ogni volto esprime un sentimento diverso.

[ Pio Tarantini ]



Herb Ritts. In equilibrio

Palazzo della Ragione Fotografia, piazza Mercanti, 1 - Milano
20 febbraio – 5 giugno 2016

orario: martedì, mercoledì, venerdì e domenica, ore 9,30 - 20,30 | giovedì e sabato, ore 9,30 - 22,30 | chiuso il lunedì | Festivi: 28 marzo, 25 aprile e 1 maggio, ore 9,30 - 20,30; 2 giugno, ore 9,30 - 22,30
ingresso: (comprensivo di audioguida) intero 12,00 € | ridotto 10,00 € per gruppi di almeno 15 persone, Over 65, minori dai 6 ai 26 anni, disabili, soci Touring Club con tessera, aderenti a Lunedì Musei, militari, forze dell’ordine non in servizio, insegnanti, possessori AMAMI Card, soci FAI, titolari Card Musei Lombardia; titolari Giunti Card, Amici di Forma e per tutti sabato 9 aprile 2016, dalle 19,30 alle 22,30, in occasione di MIART | ridotto speciale 6,00 € per gruppi di studenti e scolaresche di ogni ordine e grado, gruppi organizzati dal Touring Club o dal Fai, altre categorie convenzionate, dipendenti comunali con esibizione badge, giornalisti iscritti all’albo con tesserino | gratuito per minori di 6 anni, un accompagnatore per gruppo, due insegnanti accompagnatori per classe, un accompagnatore per disabile, un accompagnatore e una guida per gruppo Touring, dipendenti della Soprintendenza ai Beni Architettonici, giornalisti iscritti all’albo e accreditati da ufficio stampa, tesserati ICOM, guide turistiche abilitate, impiegati presso il Servizio Mostre di Palazzo Reale, membri della Commissione di Vigilanza e Vigili del Fuoco, soci AMACI
info: 02 43353535
www.palazzodellaragionefotografia.it

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[ RISORSE INTERNE ]
[ mostre ] Herb Ritts. in equilibrio

[ RISORSE ESTERNE ]
Palazzo della Ragione Fotografia
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pubblicato in data 03-06-2016 in NOTIZIE / FPART

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