1 / 4       Lucas Techeira ha tre anni ed è nato con l’ittiosi, una malattia della pelle che causa screpolature e secchezza. Il piccolo è conosciuto nella zona come “il bambino di cristallo”. Suo padre Arnoldo ha dovuto abbandonare il lavoro nelle piantagioni di tabacco quando è na to il figlio. Sua madre, Rosana Gaspar di 32 anni, durante la gravidanza utilizzava sempre il glifosato nel suo orto. Alicia Baja - Colonia Aurora, Provincia di Misiones, 7 dicembre 2014. © Pablo E. Piovano.
2 / 4       Nella Provincia di Misiones cinque bambini su mille nati sono affetti da meningocele, una malformazione grave del sistema nervoso centrale per cui i bambini presentano una incompleta chiusura delle vertebre, incontinenza urinaria e fecale e problemi agli arti inferiori. L’ abuso di agrotossici causa la contaminazione di risorse preziose, quali l’acqua e il suolo. I problemi più gravi si registrano nelle aree dove i pesticidi sono ampiamente usati (nelle località di Aristóbulo del Valle, San Vicente e Colonia Aurora, al centro della Provincia). Si stima che circa il 13% della popolazione presenti una qualche forma di disabilità, il doppio rispetto alla media nazionale. Fracán, Provincia di Misiones. © Pablo E. Piovano.
3 / 4       Fabián Tomasi ha lavorato per anni in un’ azienda agrochimica come addetto al carico ed all’irrorazione di diserbanti. Fabián soffre di polineuropatia grave e attualmente riceve cure come se fosse affetto da un’atrofia muscolare generalizzata che lo costringe a restare sempre a casa. Basavilbaso, Provincia di Entre Ríos. © Pablo E. Piovano.
4 / 4       Durante la visita alla mostra El costo humano de los agrotóxicos di Pablo Ernesto Piovano. © Stefania Biamonti/FPmag.

Il volto oscuro dell'agribusiness

Sulle coltivazioni OGM, sui benefici che potrebbero apportare al settore agricolo e sui possibili rischi ambientali e sanitari interconnessi si discute ormai da tempo. E di fronte a un’opinione pubblica profondamente divisa, il Parlamento Europeo sembra non sapere ancora bene come muoversi, autorizzando di fatto le culture OGM, ma demandando la decisione se accettare o meno i campi transgenici ai singoli Paesi membri.
Molto diversa in materia di OGM è l’impostazione dell’Argentina, divenuta da circa vent’anni una sorta di laboratorio a cielo aperto per le multinazionali dell’agribusiness. Nel 1996 il governo ha infatti approvato in soli tre mesi la coltivazione di soia transgenica e l’impiego dell’erbicida glifosato su coltivazioni geneticamente modificate resistenti al diserbante, senza condurre alcuna indagine interna, ma basandosi, come unica evidenza scientifica, sulle ricerche pubblicate dall’azienda Monsanto. Ciò ha permesso all’Argentina di diventare in brevissimo tempo uno dei maggiori produttori di soia transgenica. Oggi gli ettari coltivati a OGM coprono una superficie di 28 milioni di ettari e, solo nel 2012, duecento milioni di litri di agro-tossici sono stati diffusi su 21 milioni di ettari, cioè sul 60% della terra coltivabile. Un uso smodato di pesticidi e diserbanti, di cui solo di recente si comincia a intravedere il volto più oscuro e terrificante. Un volto che il fotografo Pablo Ernesto Piovano ci mostra nella sua smorfia più agghiacciante.
Le immagini riunite nella mostra El costo humano de los agrotóxicos – allestita nell’Ex Chiesa di San Cristoforo, come tutte le altre esposizioni parte dello Spazio Tematico: Il cibo che uccide – ci mostrano infatti uomini, donne e bambini affetti da rare malformazioni, malattie della pelle, tumori e gravi problemi respiratori proprio a causa dell’uso indiscriminato di pesticidi. Immagini dure, che colpiscono allo stomaco, ricomponendo il profilo di una vera emergenza sanitaria che, secondo accurati studi medico-scientifici, colpisce oggi dodici milioni di persone, cioè un terzo della popolazione del Paese. In alcuni villaggi, negli ultimi dieci anni i casi di cancro nei bambini sono triplicati e le malformazioni nei nuovi nati sono salite del 400%. Tuttavia, nonostante le attuali evidenze scientifiche e il riscontro medico-sanitario, ancora quasi nulla è stato fatto e, ad oggi, non esiste neppure un’informazione sistematica ufficiale sul tema. Del resto, si sa, quando gli interessi delle multinazionali sfiorano cifre da capogiro e coinvolgono l’economia di un’intera Nazione, è difficile per le popolazioni danneggiate rivendicare i propri diritti. Tutto passa in secondo piano. Tutto diventa un mero danno collaterale. [ S. B. ]

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EL COSTO HUMANO DE LOS AGROTÓXICOS
di Pablo Ernesto Piovano
Ex Chiesa di San Cristoforo | 10-11 / 17-18 / 24-25 ottobre 2015
ingresso: 10,00 € (valido per la visita a tutte le altre mostre in rassegna)


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[ RISORSE INTERNE ]
FFE2015 su FPmag

[ RISORSE ESTERNE ]
Il cibo che uccide
Festival della Fotografia Etica
Pablo Ernesto Piovano

pubblicato in data 24-10-2015 in NOTIZIE / MOSTRE

FFE FFE2015 PabloErnestoPiovano StefaniaBiamonti






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