1 / 4       Dorothea Lange, fotografie per la FSA, serie 1935-1939.
2 / 4       Luigi Ghirri, Infinito, 1974.
3 / 4       Man Ray, Femmes et Mode au Congo, serie 1941-1955.
4 / 4       Paradigna (Parma), Abbazia Valserena, la sede CSAC vista da Sud, 2002. © Paolo Rosselli (dettaglio).

Il nuovo volto dello CSAC

Il Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma (CSAC) è stato fondato nel 1968 da Arturo Carlo Quintavalle. Trasferito nel 2007 nell'Abbazia cistercense di Valserena – tradizionalmente identificata come la stendhaliana Certosa di Parma – il Centro ospita un grande archivio che raccoglie e conserva materiali originali della comunicazione visiva e della ricerca artistica e progettuale italiana prodotti a partire dai primi decenni del XX secolo. Un patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi suddivisi in cinque sezioni (Arte, Fotografia, Media, Progetto, Spettacolo), che sarà presto possibile osservare dal vivo.
A partire da sabato 23 maggio 2015, lo CSAC cambierà infatti volto, trasformandosi in uno spazio multifunzionale aperto a tutti: una macchina viva, dove si integreranno un Archivio, un Museo e un Centro di Ricerca e Didattica, che vivrà grazie alla partecipazione attiva della comunità scientifica e del circuito di ricercatori, dottorandi e studenti dell'Università di Parma. Tra gli spazi dell'Abbazia – oggi totalmente rinnovata grazie a un importante progetto architettonico promosso e sostenuto dall’Università di Parma – verrà quindi allestita una grande esposizione permanente che, con oltre 600 opere in mostra a rotazione, permetterà ai visitatori di apprezzare la straordinaria ricchezza delle collezioni custodite dall’archivio dello CSAC. Il lungo percorso espositivo sarà infatti suddiviso in sedici sezioni e spazierà dall’Arte alla Moda, dal Design alla Fotografia, dall’Architettura alla Pubblicità, fino al Disegno della satira, facendo emergere la complessa natura del nuovo Archivio-Museo. In mostra, tra le sale della grande Chiesa cistercense, della Sala delle Colonne, della Sala Ipogea e della Corte delle sculture, ci saranno infatti opere di autori importanti per i rispettivi settori, come Lucio Fontana, Giorgio Armani, Mario Sironi, Man Ray, Luigi Ghirri, Dorothea Lange, Giò Ponti, Pier Luigi Nervi, Fausto Melotti, Giuseppe Samonà, Armando Testa e Vincino. Inoltre, in chiusura del variegato itinerario visivo, ci sarà la mostra monografica dedicata alla cultura figurativa e progettuale degli anni Sessanta e Settanta, che riunirà opere entrate nelle collezioni dello CSAC sin dai primi anni di attività, tra cui spiccano quelle di Enrico Baj, Mario Ceroli, Luciano Fabro, Emilio Isgrò, Enzo Mari, Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto, Mario Schifano, Ettore Sottsass e Emilio Tadini.
L'obiettivo dell'intera operazione di riorganizzazione funzionale dello CSAC è quella di mantenere e potenziare le attività finora condotte di consulenza e supporto all’istruzione universitaria con seminari, workshop e tirocini, nonché aprire al pubblico lo straordinario repertorio visivo custodito dal Centro, rafforzare e intensificare le attività di organizzazione di mostre e pubblicazione dei rispettivi cataloghi (oltre centoventi dal 1969 ad oggi) e di prestito e supporto a esposizioni in altri musei, nazionali e internazionali (come il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Tokyo Design Center e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid).

CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione
c/o Abbazia di Valserena, strada Viazza di Paradigna, 1 - Parma
dal 23 maggio 2015

orario: da martedì a venerdì, ore 10,00 - 15,00 | sabato e domenica, ore 10,00 - 20,00 | chiuso il lunedì
ingresso: intero 10,00 € | riduzioni per gruppi, giovani sotto i 18 anni, studenti, docenti e persone con disabilità | gratuito per i bambini sotto i 12 anni
info: 0521 033652
info@csacparma.it
www.csacparma.it

pubblicato in data 22-05-2015 in NOTIZIE / MELTINGPOT

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