1 / 3       Durante i giorni di visita nella Exclusion Zone, i turisti hanno a disposizione qualche minuto per fotografarsi davati al sarcofago del reattore che contiene il reattore numero 4. «Non ci si può avvicinare di più, fate in fretta!» dice la guida ai visitatori chiedendo di rimanere sulla strada asfaltata perché «le radiazioni sono più alte sull'erba».
Pripyat, Ukraine, 2013.
© Gerd Ludwig/National Geographic Creative/National Geographic Magazine.

2 / 3       Nella Exclusion Zone un parco commemorativo delle case abbandonate è stato inaugurato nel 2011. Sui pannellli son iscritti i nomi di tutti i villaggi evacuati.
Chernobyl, 21 septembre 2013.
© Gerd Ludwig/National Geographic Creative/National Geographic Magazine.

3 / 3       Durante la visita alla mostra Tourisme nucléaire di Gerd Ludwig. © Stefania Biamonti÷FPmag.

Turisti nucleari

Ad Arles mi aveva colpito la mostra Tourisme de la désolation di Ambroise Tézenas, in cui veniva analizzato il fenomeno piuttosto discutibile della visita di massa, con tanto di foto ricordo, nei luoghi colpiti da catastrofi di varia natura. Difficile non fare un parallelo nel momento in cui, a Perpignan, ci si trova davanti al lavoro sul turismo nucleare di Gerd Ludwig. Quest'ultimo, che segue la copertura della catastrofe di Chernobyl da circa venti anni, ha fotografato questa sinistra forma di svago che si muove intorno alla disgraziata città ucraina, generando fenomeni che una mente lucida fatica a comprendere.
Dopo l'apertura nel 2011, operata dal governo ucraino, della zona protetta intorno al luogo dell'incidente nucleare, si è infatti sviluppato un mercato turistico che arriva a prevedere anche workshop fotografici. L'aspetto surreale della questione è che il permesso di accesso è stato concesso proprio nel momento in cui si diffondeva nel mondo la notizia di un'altra catastrofe nucleare, quella di Fukushima. Quasi che il clamore mediatico intorno a questo altro terribile episodio avesse potuto accelerare i tempi di decadimento radioattivo.
Al di là di altre considerazioni, se è vero che è possibile perfino fotografare il sarcofago che ricopre il reattore nucleare, l'attenzione dei turisti sembra essere catalizzata soprattutto dalla città di Pripyate e, in particolare, dal suo parco giochi, che avrebbe dovuto essere inaugurato nel maggio del 1986. L'atmosfera sospesa della città abbandonata di colpo, a causa dell'incidente alla centrale nucleare, sembra affascinare morbosamente il turista nucleare, che si illude di vedere un mondo cristallizzato alle ore 1,23 del 26 aprile 1986, quando il reattore numero 4 esplose. Di fatto, si tratta di verità assimilabili a quelle che potrebbero offrire una passeggiata a Disneyworld, dove la mente non viene certo nutrita maggiormente, ma probabilmente si riducono drasticamente i rischi di esposizione radioattiva. I saccheggiatori hanno infatti portato via quanto c'era di valore ben prima della riapertura di questi territori. E a ben guardare potrebbero essere sospetti anche quei libri scolastici aperti proprio sulle pagine in cui si parla di Marx o Lenin, o le sedie che, in una scuola, stanno davanti a un pianoforte, ma sono troppo basse per ipotizzare che un bambino possa raggiungere, sedendosi su di esse, la tastiera. E che dire di quelle casuali installazioni in cui una bambola è a fianco a una maschera antigas? Ma evidentemente questo non ha particolare importanza per chi intraprende un viaggio del genere. Del resto, l'ampiezza speculativa di certi personaggi è ben riassunta da brillanti performance, come quella di farsi fotografare su un tappeto di maschere antigas abbandonate sul pavimento, indossando una maschera antigas, rigorosamente portata da casa. [ S. I. ]

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TOURISME NUCLÉAIRE
di Gerd Ludwig
Couvent des Minimes | fino al 13 settembre 2015
ingresso: gratuito

pubblicato in data 14-09-2015 in NOTIZIE / MOSTRE

VISA2015 Russia






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