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Antoine Tempé Tear My Bra Les Rencontres d'Arles 2016 Blow Up 1 / 2       Antoine Tempé, Blow Up, Dakar, 2013, projet (re-)Mixing Hollywood. Avec l’aimable autorisation de l’artiste. © Rencontres Arles

Uche Okpa Iroha, A Room for a Favour, série The Plantation Boy. Avec l’aimable autorisation de l’artiste. © Rencontres Arles. 2 / 2       Uche Okpa Iroha, A Room for a Favour, série The Plantation Boy. Avec l’aimable autorisation de l’artiste. © Rencontres Arles

Tear My Bra

Tear My Bra è il titolo di una delle tre mostre dedicate all'universo visivo africano proposte dalla sezione Africa Pop nell'ambito della 47ª edizione de Les Rencontres d'Arles.
Curata da Azu Nwagbogu e Maria Pia Bernardoni, l'esposizione si propone di alzare il sipario sull'industria cinematografica nigeriana, la cosiddetta Nollywood, un settore in piena espansione che vede la produzione di oltre un migliaio di film ogni anno, investimenti miliardari e un pubblico in costante aumento. Una realtà estremamente vivace e impattante, che sta assumendo i contorni di un vero e proprio fenomeno interculturale.

L'entrata della mostra Tear My Bra, a cura di Azu Nwagbogu e Maria Pia Bernardoni. © Stefania Biamonti/FPmag.L'ingresso alla mostra Tear My Bra, a cura di Azu Nwagbogu e Maria Pia Bernardoni. © Stefania Biamonti/FPmag.

Il successo di queste pellicole – dall'iconografia esplosiva, ricca di colori, sangue, armi e gestualità violente – rivela infatti non solo l'esistenza di una domanda effettiva, ma anche lo sviluppo di un immaginario visivo inedito e tutto africano che, sebbene al momento coinvolga soprattutto l'Africa occidentale, sta di fatto avendo un enorme impatto sull'intera cultura visiva contemporanea africana, contribuendo a pieno titolo a quella che nel testo di presentazione della mostra viene definita come la «globalizzazione di un'estetica». Ed è proprio attorno a questo punto, a questa nuova tendenza iconografica e alle sue ramificate e stratificate influenze, che gravita il percorso espositivo proposto da Azu Nwagbogu e Maria Pia Bernardoni.

Durante la visita alla mostra Tear My Bra, a cura di Azu Nwagbogu e Maria Pia Bernardoni. © Stefania Biamonti/FPmag.Durante la visita alla mostra Tear My Bra, a cura di Azu Nwagbogu e Maria Pia Bernardoni. © Stefania Biamonti/FPmag.

Attraversando le sale adibite alla mostra è infatti possibile osservare non solo le locandine di alcuni dei film più celebri realizzati a Nollywood negli ultimi tempi, ma anche una serie di lavori che dimostrano quanto la produzione cinematografica nigeriana stia influenzando non solo la storia del cinema africano, ma anche la fotografia contemporanea di questo continente. Si tratta ovviamente dei primi passi di una rivoluzione i cui frutti si potranno raccogliere forse solo tra qualche decina di anni, tuttavia ciò che risulta interessante osservare dal punto di vista fotografico è come grazie alla spinta propulsiva del cinema nigeriano sia in atto una presa di distanza, lenta e sviluppata su più fronti, sia dai modelli della fotografia africana più tradizionale sia da quelli occidentali. [ Stefania Biamonti ]


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TEAR MY BRA.
DRAMES ET FANTAISIES DANS LE CINÉMA DE NOLLYWOOD... ET SON INFLUENCE SUR LA PHOTOGRAPHIE AFRICAINE CONTEMPORAINE

a cura di Azu Nwagbogu e Maria Pia Bernardoni
Ground Control, avenue Paulin Talabot - Arles (France)
4 luglio – 25 settembre 2016
orario: tutti i giorni, ore 10,00 - 19,30
ingresso: 12,00 € (previsti biglietti cumulativi e riduzioni)



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◉ [ FPtag ] ARLES2016: il punto di vista della redazione
◉ [ eventi ] Rencontres d'Arles 2016: anticipazioni
◉ [ FPtag ] ARLES2015: il punto di vista della redazione sull'edizione 2015

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Les Rencontres d'Arles 2016

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pubblicato in data 12-07-2016 in NOTIZIE / MOSTRE

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