1 / 5       Mario Cresci, dalla serie Interni Mossi, Autoritratto, Barbarano Romano, 1978. © Mario Cresci/Museo di Fotografia Contemporanea.
2 / 5       Mario Cresci, dalla serie Interni Mossi, Autoritratto, Tricarico, 1979. © Mario Cresci/Museo di Fotografia Contemporanea.
3 / 5       Mario Cresci, dalla serie Interni Mossi, Autoritratto, Barbarano Romano, 1978. © Mario Cresci/Museo di Fotografia Contemporanea.
4 / 5       Mario Cresci, dalla serie Interni Mossi, Tricarico, 1979. © Mario Cresci/Museo di Fotografia Contemporanea.
5 / 5       Mario Cresci, dalla serie Interni, Matera, 1970. © Mario Cresci/Museo di Fotografia Contemporanea.

Racconti privati

Mario Cresci nasce a Chiavari nel 1942. Si forma al Corso Superiore di Industrial Design di Venezia e, tra il 1966 e il 1967, con il gruppo di urbanistica Il Politecnico si reca a Tricarico, un paese in provincia di Matera. L'obiettivo è la realizzazione del piano regolatore del paese e il compito di Cresci è quello di occuparsi della grafica degli elaborati e del rilevamento fotografico degli ambienti, degli oggetti e di tutti gli aspetti della vita sociale e produttiva della comunità.
Appena arrivato, Cresci tenta un racconto fotografico delle identità del luogo attraverso i dati fisici dell’ambiente. Nel 1967 inizia così la serie Ritratti mossi (ripresa poi nel 1974), che consiste in un insieme di figure in interni i cui volti risultano cancellati attraverso il mosso fotografico, quindi illeggibili, mentre gli oggetti e i luoghi risultano a fuoco e perciò descrivibili. Dopo questo primo viaggio e alcuni spostamenti fra Roma, Parigi e Milano, Cresci torna in Basilicata e si stabilisce a Matera fino al 1988, quando si trasferisce a Milano e successivamente a Bergamo. La lunga permanenza in Basilicata gli permette però di lavorare sui concetti di territorio, memoria e archivio, temi che intreccia con disinvoltura ad altre tematiche e aspetti centrali nella sua opera. Tra il 1967 e il 1972 realizza la serie Ritratti reali, un lavoro che egli stesso definisce di verifica sul sociale e su se stesso. La serie mostra gruppi familiari che posano in interni tenendo in mano fotografie dei loro antenati e si incentra sul rapporto fra lo sguardo delle persone riprese e lo sguardo degli antenati rappresentati nelle fotografie, che crea una sorta di corto circuito tra presente e passato, il qui e ora e la memoria. Fra il 1978 e il 1979 è la volta di un’ampia serie di ritratti in interni realizzata a Barbarano Romano in cui, sempre annullando la fisionomia delle persone attraverso il mosso, inserisce nuovamente anche se stesso.
Nel complesso si tratta di lavori nei quali l’identità dell’individuo e della comunità viene letta attraverso gli oggetti e gli arredi della casa e di cui, a partire dal 15 marzo, sarà possibile osservare un'ampia selezione presso il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo. La mostra, curata da Roberta Valtorta, riunisce infatti buona parte delle fotografie realizzate da Mario Cresci tra Tricarico e Barbarano Romano nel periodo 1967-1978. Parte delle opere in mostra provengono dal Museo stesso, che conserva circa 280 fotografie realizzate dell’autore dalla metà degli anni Sessanta, mentre un'altra parte è tratta dal Fondo Lanfranco Colombo (Regione Lombardia) e un'altra ancora è stata gentilmente prestata dall’autore per questa occasione espositiva.
L'inaugurazione è prevista per sabato 14 marzo alle ore 17,00.

Racconti privati. Interni 1967 - 1978
Fotografie di Mario Cresci dalle collezioni del Museo di Fotografia Contemporanea
Museo di Fotografia Contemporanea, via Frova, 10 - Cinisello Balsamo MI
15 marzo – 6 settembre 2015

orario: da mercoledì a venerdì, ore 15,00 - 19,00 | sabato e domenica, ore 11,00 - 19,00
ingresso: libero
info: 02 6605661
info@mufoco.org
www.mufoco.org


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In bilico nel tempo. Opere di Mario Cresci

pubblicato in data 10-03-2015 in NOTIZIE / MOSTRE

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