1 / 8       Interno, Borgo Taccone (Basilicata). Dimensioni variabili, edizione 5+1. © Silvia Camporesi, 2015.

2 / 8       Hotel, Salsomaggiore Terme (Emilia Romagna). Dimensioni variabili, edizione 5+1. © Silvia Camporesi, 2015.

3 / 8       Cementificio, Alzano Lombardo (Lombardia). Dimensioni variabili, edizione 5+1. © Silvia Camporesi, 2015.

4 / 8       Castello, Rovasenda (Piemonte). Dimensioni variabili, edizione 5+1. © Silvia Camporesi, 2015.

5 / 8       Veduta, Roghudi (Calabria). Dimensioni variabili, edizione 5+1. © Silvia Camporesi, 2015.

6 / 8       Veduta, Borgo Giuliano (Sicilia). Dimensioni variabili, edizione 5+1. © Silvia Camporesi, 2015.

7 / 8       Terme, Porretta Terme (Emilia Romagna). Dimensioni variabili, edizione 5+1. © Silvia Camporesi, 2015.

8 / 8       Veduta, Isola di Pianosa (Toscana). Dimensioni variabili, edizione 5+1. © Silvia Camporesi, 2015.

Per un atlante della dissolvenza

Un anno e mezzo in viaggio, attraverso le venti regioni che compongono l'Italia. Un anno e mezzo trascorso alla ricerca di paesi ed edifici abbandonati, di luoghi dimenticati, ma non per questo privi di memoria. Tanto ci è voluto alla fotografa Silvia Camporesi per tratteggiare una mappa ideale dell’Italia che sta svanendo, per comporre una sorta di «atlante della dissolvenza» in grado di dipingere il nostro Paese come realtà fantasmatica. Vestigia di tradizioni ormai scomparse.
Il progetto, intitolato Atlas Italiae, si presenta perciò come una collezione poetica di luoghi, frutto di una ricerca e di una selezione meticolosa volta a ricomporre visioni e frammenti di memoria. Un susseguirsi di immagini, dalla velata impronta ghirriana, che mostrano ora borghi disabitati da decenni, ora architetture fatiscenti divorate dalla vegetazione, ora archeologie industriali cadute nella dimenticanza, ora interni ed ex-colonie balneari decadenti, che appaiono imprigionate in un è stato che non è più. «Nelle immagini dell’artista – scrive Marinella Paderni nel testo che apre l'omonimo volume, edito dalla Peliti Associati – il velo dell’anonimato e del silenzio visivo si apre svelando l’anima di luoghi congelati nelle nebbie dell’amnesia generale. Qui lo sguardo di Silvia Camporesi va oltre la pura registrazione di uno stato della realtà, è indirizzato sia a cogliere la tensione silenziosa di un’Italia degli estremi sia a rivelare per la prima volta qualità liminari, inespresse, portatrici di un mistero e di un incanto». Un lavoro dagli echi filosofici che si propone non solo di fissare le tracce di un passato ormai evanescente, ma anche di rendere evidenti quelle energie primordiali, e impalpabili, che oggi abitano questi luoghi. Un lavoro che, a partire dal 20 febbraio 2016, sarà possibile ammirare presso le sale della Galleria del Cembalo a Roma.
In mostra per la prima volta, grazie al percorso realizzato in collaborazione con z2o Sara Zanin Gallery, un'ampia selezione di immagini tratte da questo progetto, suddivise tra stampe in grande formato a colori e stampe più piccole in bianconero, colorate a mano con un procedimento attraverso il quale l’autrice forlivese cerca di restituire simbolicamente ai luoghi l'identità perduta. Un vero e proprio omaggio al passato della fotografia, e a quell'Italia minore così fortemente ancorata alle proprie origini da rimanere immune agli appelli della modernità. Un'Italia immobile, sull'orlo dell'oblio.

Atlas Italiae
Galleria del Cembalo, Largo della Fontanella di Borghese, 19 - Roma
20 febbraio – 9 aprile 2016

orario: da martedì a venerdì, ore 16,00 - 19,00 | sabato, ore 10,30 - 13,00 e 16,00 - 19,00 | chiuso domenica e lunedì
ingresso: gratuito
info: 06 83796619
www.galleriadelcembalo.it


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[ RISORSE INTERNE ]
◉ [ mostre ] Storie Sovietiche alla Gallerie del Cembalo
◉ [ eventi ] Atlas Italiae da Micamera

[ RISORSE ESTERNE ]

Silvia Camporesi
Galleria del Cembalo

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pubblicato in data 03-02-2016 in NOTIZIE / MOSTRE

GalleriaDelCembalo SilviaCamporesi






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