1 / 4       Senza titolo, dalla serie Superimpositions, 1968–75.
© Boris Mikhailov, Courtesy Camera - Centro Italiano per la Fotografia.

2 / 4       Senza titolo, dalla serie Superimpositions, 1968–75.
© Boris Mikhailov, Courtesy Camera - Centro Italiano per la Fotografia.

3 / 4       Senza titolo, dalla serie Superimpositions, 1968–75.
© Boris Mikhailov, Courtesy Camera - Centro Italiano per la Fotografia.

4 / 4       Senza titolo, dalla serie Superimpositions, 1968–75.
© Boris Mikhailov, Courtesy Camera - Centro Italiano per la Fotografia.

Mikhailov inaugura CAMERA

Sarà la retrospettiva, con oltre 300 opere esposte, Boris Mikhailov: Ukraine a inaugurare il 1 ottobre la nuova sede di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia a Torino.
L'esposizione, curata da Francesco Zanot, non è solo una delle più grandi mostre dedicate a Mikhailov, ma riveste particolare importanza soprattutto perché propone la sua ricerca artistica incentrata sull’Ucraina, patria dell’autore e luogo di massimo interesse geopolitico in questo periodo storico. Il percorso si articola infatti su tre assi: gli ultimi cinquant’anni di storia dell’Ucraina – dalla nascita dell’Unione Sovietica a oggi – la carriera artistica di Mikhailov e l'inserimento del tema dell’Ucraina attraverso la documentazione, la ricostruzione, la teatralizzazione, la diaristica, per arrivare fino alla narrazione e all’antinarrazione.
Nel dettaglio, la mostra presenta al pubblico nove serie: Superimpositions (1968-75), Black Archive (1968-79), Red Series (1968-75), Luriki (1976-81), Crimean Snobbism (1981), At Dusk (1993), Case History (1997-98), Tea Coffee Cappuccino (2000-10) e The Theater of War (2013). Si passa quindi dall'esordio nel mondo dell'arte, con la relativa revisione del linguaggio utilizzato (Superimpositions), alle stampe vintage in piccolo formato della città nativa, fulcro del Costruttivismo Sovietico, di Kharkiv (Black Archive). Il rosso, simbolo del regime comunista, è invece onnipresente, quasi ossessivo in Red Series, mentre gli stereotipi dell’ideologia sovietica propongono un ritratto al limite del grottesco, con l'applicazione manuale di colore su vecchie fotografie in bianconero, in Luriki. Scivolano invece su tinte brune le immagini che ritraggono lo stesso Mikhailov e le persone che gli sono più vicine in costume da bagno sulle spiagge della Crimea (Crimean Snobbism). At Dusk racconta invece il periodo immediatamente successivo al collasso dell’Unione Sovietica, con uno sguardo che si proietta nel futuro venato però di nostalgia e di timore per le difficoltà che si prospettano. Case History costituisce un affresco sulla civiltà contemporanea dopo la disgregazione del blocco comunista. Tea Coffee Cappuccino prosegue idealmente Case History, concentrandosi sulla dimensione plastica e fittizia della Kharkiv post-sovietica. The Theater of War, infine, è il più recente lavoro di Mikhailov ed è dedicato alle manifestazioni di Euromaidan, che hanno posto l’Ucraina al centro degli equilibri internazionali, scatenando un vasto interesse mediatico.

Boris Mikhailov: Ukraine
CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia, via delle Rosine, 18 - Torino
1 ottobre 2015 – 15 gennaio 2016

orario: lunedì, mercoledì, venerdì, sabato domenica, ore 11,00 - 19,00 | giovedì 11,00 - 21,00 | martedì chiuso
ingresso: Intero 8,00 € | ridotto 5,00 € (fino a 26 anni, Over 65 e possessori Abbonamento Musei Torino Piemonte) | gratuito per bambini fino ai 12 anni di età | Apertura straordinaria in occasione dell’inaugurazione: venerdì 2 e sabato 3 ottobre dalle 11,00 alle 21,00 | ingresso gratuito domenica 4 ottobre dalle 11,00 alle 19,00
info: camera@camera.to
camera.to

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[ RISORSE INTERNE ]
[ video ] L'intervista a Boris Mikhailov
[ video ] L'intervista a Lorenza Bravetta, Direttrice di Camera – Centro Italiano per la Fotografia

[ RISORSE ESTERNE ]

CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia

pubblicato in data 29-09-2015 in NOTIZIE / MOSTRE

CAMERAtorino BorisMikhailov






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