1 / 3       Homs, Siria, sabato 14 giugno 2014. Una famiglia cammina tra le macerie verso il proprio appartamento, abbandonato due anni prima, per valutare se è possibile tornare ad abitarci. © Sergey Ponomarev pour le New York Times.
2 / 3       Quartiere d’Al-Khalidiya, Homs, Siria, domenica 15 giugno 2014. Abu Hisham Abdel Karim e la sua famiglia caricano i propri averi su un taxi. I taxi circolano per le strade deserte, tra le macerie, per aiutare le famiglie a recuperare ciò che resta nelle loro abitazioni. © Sergey Ponomarev pour le New York Times.
3 / 3       Durante la visita alla mostra La Syrie d’Assad di Sergey Ponomarev presso i Couvent des Minimes. © Stefania Biamonti/FPmag.

La Siria di Assad

Come si vive in un paese come la Siria devastato dalla guerra da oltre quattro anni? Come sono cambiati il paesaggio e la quotidianità dei suoi abitanti? In altre parole, com'è la Siria al tempo di Assad? Lo racconta in modo superbo il talentuoso fotogiornalista russo Sergey Ponomarev con il lavoro La Syrie d'Assad, commissionato da The New York Times ed attualmente esposto a Perpignan presso la sala Rosenthal dei Couvent des Minimes.
Attraverso un sofisticato linguaggio visivo, l'autore – terzo classificato nell'ambito dell'ultima edizione del World Press Photo nella categoria General News Stories, con il lavoro Gaza Conflictci offre un punto di vista sulla Siria diverso da quello a cui ci hanno ormai tristemente abituato giornali e telegiornali. Il suo obiettivo si sofferma infatti su aspetti secondari, quelli che di norma scivolano fuori le inquadrature per rimanere impressi solo negli occhi di chi, sul posto, è occupato a seguire l'evolversi del conflitto. Aspetti di retroscena, dunque, apparentemente insignificanti, capaci però di restituire tridimensionalità a quel fenomeno chiamato guerra e, forse, di farne arrivare la drammatica portata molto meglio di centinaia di scatti con pile di cadaveri e frammenti di azioni militari. Ponomarev non cerca immagini sensazionali, semmai rende sensazionale ciò che di norma rimane confinato sullo sfondo. Un capovolgimento di prospettiva che vive grazie alla sua capacità di vedere, di riordinare il caos del mondo all'interno di inquadrature impeccabili, in cui ogni elemento acquisisce un senso, un significato interconnesso, un appunto in prospettiva.
Un lavoro che lascia il segno senza ricorrere a fiumi di sangue, che dice molto senza alzare la voce, e che al momento, almeno per la sottoscritta, è l'esposizione migliore offerta da questa edizione del Visa pour l'Image. Peccato solo che l'elevata qualità di forma e contenuti di questo reportage non sia facilmente dimostrabile attraverso le immagini concesse dall'ufficio stampa... [ S. B. ]

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LA SYRIE D’ASSAD
di Sergey Ponomarev
Couvent des Minimes | fino al 13 settembre 2015
ingresso: gratuito

pubblicato in data 06-09-2015 in NOTIZIE / MOSTRE

VISA2015 StefaniaBiamonti SergeyPonomarev






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