1 / 9       A young girl stands on the ruin of the Surp Giragos Armenian Church in Diyarbakir, Turkey, which was subsequently reconstructed with the encouragment of the city. A significant community once flourieshed in this south-eastern province. © Kathryn Cook.
2 / 9       Visitors walk in a procession in commemoration of the Armenian Genocide on the path toward the Genocide monument in Yerevan, Armenia on the eve of the Genocide anniversary - April 24th. © Kathryn Cook.
3 / 9       A priest's frock hands out at an Armenian abbey in Jerusalem. © Kathryn Cook.
4 / 9       A small child plays in the rubble of Sancak (Sanjak) camp in the Bourj Hamoud district of Beirut, Lebanon. Sancak was originally an Armenian refugee camp and is now a very poor neighborhood. The municipality has demoslished part of the camp in hopes of eventually building a modern apartment building and shopping cmplex in its place. © Kathryn Cook.
5 / 9       A horse wanders through a meadow outside of the town of Agapgir, Turkey, formerly inhabited by a signifcant Armenian population. © Kathryn Cook
6 / 9       A visitor to the Holy Sepulchre church in Jerusalem runs his hand across crosses that pilgrims have engraved on a wall in the Armenian section of the church. Thousands of Armenian refugees arrived in Jerusalem after surviving deportations from Ottoman Turkey in 1915. © Kathryn Cook.
7 / 9       Young Armenian boys run around the grounds of the abandoned seminary that stands in the Armenian quarter of the old city area in Jerusalem. Thousands of refugees arrived in Jerusalem after the Armenian deportations began in 1915, seeking shelter in churches and convents, one of the primary being the St. James convent in the Armenian quarter. © Kathryn Cook.
8 / 9       Deportees on their way through the desert heading to Aleppo, Syria. © Kathryn Cook.
9 / 9       A flock of birds flies over the coast of Lake Van in eastern Turkey where the largest population of Turkey's Armenians had been living for centuries. The area around Lake Van was hit hard by violence during World War I, and by conflicts between Armenians and Turks in the late 1800s to early 1900s. On April 24, 1915, as the Ottoman empire was falling and the fiercely nationalistic Young Turks movement took power, a deportation decree was issued in Constantinople. In the following years (it is estimated) over one million Armenians were deported and massacred in Turkey and what is now northern Syria. © Kathryn Cook.

La Memoria degli Alberi

È un meticoloso lavoro di ricerca e documentazione sulle tracce dell'olocausto armeno del 1915, quello di Kathryn Cook attualmente in mostra presso la Galleria del Cembalo a Roma. Un lungo itinerario visivo che rievoca il primo genocidio del Ventesimo secolo, causa della morte di oltre un milione di armeni in Turchia, cercando di mostrare ciò che resta. Ma «come fotografare quello che non c’è più e che si è cercato di cancellare?», si chiede l'autrice.
Quesito complesso che sottende un compito alquanto difficile, a cui però la fotografa americana, classe 1978, non sembra essersi sottratta. La Memoria degli Alberi – questo il titolo scelto per la mostra collegata, curata da Annalisa D’Angelo – intreccia infatti i fili sepolti di una storia frammentata (fatta di detti e non detti, e ancora oggi troppo spesso negata) in una narrazione intensa e complessa, che incede per simboli e rimandi, mescolando bianconero e colore, poesia e memoria, presente e passato. Grazie a questa commistione, dal sapore contemporaneo, e alle numerose testimonianze di armeni e turchi raccolte durante i suoi viaggi in Armenia, Turchia, Libano, Siria, Israele e Francia, Kathryn Cook propone un punto di vista diverso non solo su un capitolo di storia recente ancora oscuro, e sulle sue conseguenze, ma anche sull'infinita sofferenza di un popolo, quello degli armeni, che di questo capitolo è stato suo malgrado protagonista. Le sue fotografie vorrebbero infatti restituire qualcosa di diverso dalla semplice documentazione dei fatti: vorrebbero trasmettere la carica emozionale della Storia, nonché mostrare, tra le righe, quanto muta la percezione di un paesaggio quando si sa ciò che lì è accaduto.

«I segreti dei secoli sono ombre sotto i grossi rami.
Ma non ci diranno in modo semplice cosa è successo qui, o lì.
Restano immobili, quiescenti, tornando alla storia solo quando appellati.
»
[ Kathryn Cook ]

La Memoria degli Alberi. Fotografie di Kathryn Cook
Galleria del Cembalo, largo della Fontanella di Borghese, 19 - Roma
23 aprile – 27 giugno 2015

orario: mercoledì, giovedì e venerdì, ore 17,00 - 19,30 | sabato, ore 10,30 - 13,00 e 16,00 - 19,30 | apertura su appuntamento il lunedì, il martedì e le mattine di mercoledì, giovedì e venerdì | chiuso la domenica
ingresso: libero
info: 06 83796619
info@galleriadelcembalo.it
www.galleriadelcembalo.it

pubblicato in data 27-04-2015 in NOTIZIE / MOSTRE

GalleriaDelCembalo KathrynCook






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