1 / 5       Martin Gusinde, Ulen, le bouffon masculin. Son rôle est d’amuser les spectateurs du Hain. Cérémonie du Hain, rite Sel’knam, 1923. Avec l’aimable autorisation de Martin Gusinde/Anthropos Institut/Éditions Xavier Barral. © Rencontres Arles.
2 / 5       Martin Gasinde, Jeux pour effrayer les femmes. Yamana, 1919-1924. Avec l’aimable autorisation de Martin Gusinde/Anthropos Institut/Éditions Xavier Barral. © Rencontres Arles.
3 / 5       Durante la visita alla mostra L’esprit des hommes de la terre de feu di Martin Gusinde. © Stefania Biamonti/FPmag.
4 / 5       Durante la visita alla mostra L’esprit des hommes de la terre de feu di Martin Gusinde. © Stefania Biamonti/FPmag.
5 / 5       Durante la visita alla mostra L’esprit des hommes de la terre de feu di Martin Gusinde. © Stefania Biamonti/FPmag.

L’esprit des hommes de la Terre de Feu

Il percorso si snoda all'interno di un allestimento sobrio e ben poco vivace, ricco di testi densi e approfonditi, didascalie rigorose e, verso il fondo, di volumi storici, libri e apparati testuali originali utili per inquadrare il lavoro di Martin Gusinde nella giusta prospettiva storica. Perché nonostante alcune immagini lascino letteralmente stupiti per composizione e rigore formale, Gusinde fu fotografo per contingenza, non certo per vocazione.
Prete missionario ed etnologo, fu infatti il solo a compiere agli albori del Novecento uno studio approfondito sulle società sudamericane Selk'nam, Yamana e Kawésqar, già considerate in via di estinzione. Una ricerca meticolosa che lo portò a mettere insieme qualcosa come 1200 scatti e una mole di scritti, appunti e reperti talmente consistente da trasformarlo in breve tempo in uno dei massimi esperti sulle culture più arcaiche dell'estremo sud sudamericano. A distanza di quasi un secolo, chiunque si occupi delle popolazioni indigene della Terra del Fuoco non può non imbattersi nella documentazione prodotta da questo missionario tedesco dall'occhio illuminato – divenuto successivamente professore di Antropologia presso la Catholic University of America di Washington DC – capace di aprire una finestra su mondi altrimenti inaccessibili e di mostrarne efficacemente miti, rituali e tradizioni.
Ciò che colpisce mentre ci si aggira tra le sale dei Cloître Saint-Trophime non è infatti solamente il rigore compositivo dei suoi scatti, di per sé già sorprendente, ma l'accurata metodologia di lavoro e l'attenzione e il rispetto verso l'alterità che questa sottende. Pur essendo uomo di fede, Gusinde dimostra con le sue immagini un approccio partecipativo in linea con la scuola antropologica del periodo, così come un estremo rigore scientifico nel riportare ciò che l'immagine, e soprattutto il bianconero, inevitabilmente ammutoliva.
Una mostra che potrebbe non esaltare a prima vista, ma che se si considera in prospettiva storica ha molto da dire, oltre a fare la felicità di chi si occupa di antropologia. [ S. B. ]

- - -

L’ESPRIT DES HOMMES DE LA TERRE DE FEU
di Martin Gusinde
Cloître Saint-Trophime | fino al 30 agosto 2015
ingresso: 4,50 €

pubblicato in data 17-07-2015 in NOTIZIE / MOSTRE

ARLES2015 StefaniaBiamonti






altro in MOSTRE



notizie recenti



FPmag

direttore responsabile Sandro Iovine | sandro.iovine@fpmagazine.eu - caporedattore Stefania Biamonti | stefania.biamonti@fpmagazine.eu - web developer Salvatore Picciuto | info@myphotoportal.com - coordinamento linguistico Nicky Alexander - traduzioni Nicky Alexander, Rachele Frosini - collaboratori Davide Bologna, Mimmo Cacciuni Angelone, Laura Marcolini, Stefano Panzeri, Pio Tarantini, Salvo Veneziano - referente per il Lazio Dario Coletti - referente per la Sardegna Salvatore Ligios - referente per la Sicilia Salvo Veneziano - redazione via Spartaco, 36 20135 Milano MI | redazione@fpmagazine.eu - tel. +39 02 49537170 - copyright © 2015 FPmag - FPmag è una pubblicazione Machia Press Publishing srl a socio unico - via Cristoforo Gluck, 3 20135 Milano MI | P.I. 07535000967 - C.F. 07535000967 - Registrazione del Tribunale di Milano n. 281 del 9 settembre 2014

about | newsletter | cookies, privacy, copyright