1 / 5       Big Eye Kabul, progetto di Antonio Ottomanelli, Kabul 2012/2013.

2 / 5       Mapping identity – Baghdad, progetto di Antonio Ottomanelli, Baghdad 2012.

3 / 5       Mapping identity – Baghdad, progetto di Antonio Ottomanelli, Baghdad 2012.

4 / 5       Big Eye Kabul, progetto di Antonio Ottomanelli, Kabul 2012/2013.

5 / 5       Big Eye Kabul, progetto di Antonio Ottomanelli, Kabul 2012/2013.

Kabul + Baghdad

Fino al 13 marzo 2016, presso CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino, sarà possibile visitare la mostra Kabul + Baghdad del fotografo barese Antonio Ottomanelli.
Durante gli studi universitari di architettura il reporter approfondisce la passione verso la fotografia, mezzo espressivo da lui utilizzato non solo per indagare lo spazio urbano come risultato della commistione di elementi paesaggisti e architettonici, bensì per analizzare le sfaccettature concettuali e i risvolti sociopolitici che lo caratterizzano, incentrandosi in particolar modo su alcune alcune zone calde diventate scenari di guerra e di morte.
Nelle due serie esposte all'interno del corridoio monumentale di CAMERA, Ottomanelli ha rivolto il suo obiettivo verso due importanti città: Kabul e Baghdad, territori dilaniati e lacerati dalla guerra e dai bombardamenti incessanti. Nella prima serie, dal titolo Big Eye Kabul, l'occhio del fotografo compie un'inversione di prospettiva. L'artista segue infatti con attenzione un dirigibile americano in volo sul cielo di Kabul, che di norma sorvola la città per osservare, attraverso sensori elettronici, gli abitanti della capitale afghana. Un occhio indiscreto, per questa ragione chiamato Big Eye, che negli scatti del fotografo si tramuta, se pur per un breve istante, da osservatore in osservato. La seconda serie, Mapping Identity, è invece un lavoro che concettualmente rimanda allo spazio urbano di matrice situazionista. Per realizzarlo, il fotografo ha coinvolto alcuni studenti di Baghdad affidando loro il compito di tracciare, con il solo utilizzo della loro memoria, una mappa della città, così come quotidianamente la vivono. La capitale irachena – pesantemente bombardata dalle forze militari statunitensi e successivamente occupata dalle stesse dopo la deposizione di Saddam Hussein – non presenta più la stessa configurazione urbanistica nella quale i ragazzi sono cresciuti. Di conseguenza, ciò che il minuzioso lavoro di Ottomanelli ha portato alla luce è la percezione soggettiva e identitaria degli spazi derivata dai mutamenti topografici avvenuti in questi anni, ed è così che «l'esperienza diretta e quotidiana si innesta [...] sul corpo astratto della mappa, dando vita ad autentiche “istantanee dell'ordinario, una sorta di 'ritratto giacomettiano', dal momento che Baghdad viene tenuta nascosta”».
La mostra è stata inaugurata insieme alle esposizioni Sulla scena del crimine. La prova dell’immagine dalla Sindone ai droni e Lise Sarfati. Oh man (entrambe ancora aperte al pubblico) e rientra in un più ampio programma espositivo che si propone di sondare e far conoscere al pubblico di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia il vasto, e spesso sconosciuto, panorama dei giovani fotografi italiani. [ Claudia Stritof ]

Kabul + Baghdad
CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, via delle Rosine, 18 - Torino
27 gennaio – 13 marzo 2016

orario: lunedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica, ore 11,00 - 19,00 | giovedì, ore 11,00 - 21,00 | martedì chiuso
ingresso: intero 10,00 € | ridotto 6,00 € per Under 26, Over 65 e possessori Abbonamento Musei Torino Piemonte | gratuito per bambini fino ai 12 anni di età e per i possessori della Torino+Piemonte Card
info: 011 0881150
camera@camera.to
camera.to

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[ RISORSE INTERNE ]
◉ [ mostre ] Lise Sarfati. Oh Man
◉ [ mostre ] Sulla scena del crimine. La prova dell’immagine dalla Sindone ai droni

[ video ] L'intervista a Lorenza Bravetta, Direttrice di Camera – Centro Italiano per la Fotografia

[ RISORSE ESTERNE ]
CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia
Antonio Ottomanelli

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pubblicato in data 16-02-2016 in NOTIZIE / MOSTRE

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