1 / 10       Fotogramma estratto da Decoding video testimony, Miranshah, Pakistan, 30 marzo, 2012. © Forensic Architecture en collaboration avec SITU Research.

2 / 10       Messinscena dimostrativa del sistema di fotografia metrica di Bertillon, con un corpo a simulare il cadavere e l’apparecchiatura in posizione. Materiale didattico per corsi e conferenze. Rodolphe A. Reiss, 1925. Collezione dell’Institut de police scientifique dell’Università di Losanna. © R. A. REISS, coll. IPSC.

3 / 10       Tombe A-Sud, Koreme, Iraq del nord, giugno 1992. © Susan Meiselas, Magnum Photos.
4 / 10       Cimetière al-Türi, al-‘Araqïb, Fazal Sheikh, 9 ottobre 2011. Le tombe al centro del cimitero sono le più vecchie e datate a prima della formazione dello Stato d’Israele. © Fazal Sheikh.
5 / 10       Gli accusati il 29 novembre 1945 prima della proiezione delle immagini dei campi di concentramento nazisti. Fotogrammi estratti dal film Nuremberg, les nazis face à leurs crimes, realizzato da Christian Delage (2006). © Christian Delage, Compagnie des phares et balises, 2006.

6 / 10       Montaggio video prodotto usando fotografie di Mengele e del suo cranio nella dimostrazione per sovrapposizione di Richard Helmer, Medical-Legal Institute Labs, San Paolo, Brasile, giugno 1985. © Richard Helmer, courtesy Maja Helmer, 1985.

7 / 10       Rodolphe A. Reiss, Fazzoletto con il quale è stata strangolata la Signora Ducret, Beaumaroche, Vaud, 24 settembre 1907. Collection de l’Institut de police scientifique de l’Université de Lausanne. © R. A. Reiss, coll. IPSC

8 / 10       Stanisław Rytchardovitch Budkiewicz, Polonia, nato 1887 a Łód. Studi superiori, membro del VKP(b), commissario di brigata (ufficiale politico) affidato al servizio di intelligence militare, ufficialmente segretario scientifico per la preparazione dell’Enciclopedia Militare Sovietica. Residente a Mosca, piazza Pouchkine 6, app. 15. Arrestato il 9 giugno 1937. Condannato a morte il 21 settembre 1937. Giustiziato lo stesso giorno. Riabilitato nel 1956. © Archivi Centrali FSB e Archivi Nazionali della Federazione Russa GARF, Mosca, copie pubblicate dagli archivi dell’Associazione Internazionale Memorial, Mosca.

9 / 10       Sacra Sindone, Torino: viso, tracce di sangue e siero lasciate sulla fronte della corona di spine. Negativo. Tiraggio realizzato tramite l’ingrandimento del cliché di Giuseppe Enrie (1931-1933). Fondo Paul Vignon. © Institut catholique de Paris, Bibliothèque de Fels.

10 / 10       Fort de Douaumont, nei pressi di Verdun, 4 novembre 1916, 12h, altitudine 900 m. Sezione di Fotografia Aerea. © Paris – Musée de l’Armée, Dist. RMN-Grand Palais, photo: Marie Bour.

Sulla scena del crimine

È una mostra che esplora contemporaneamente la potenza e i limiti del mezzo fotografico nella ricerca della verità, quella che verrà esposta a Torino, presso gli spazi di CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia, a partire dal 27 gennaio 2016.
Ideata da Diane Dufour, l'esposizione propone undici casi-studio per illustrare un approccio scientifico alla fotografia in grado di trasformare quest'ultima in uno strumento giudiziario. Un corpus di opere che coprono più di un secolo di storia della fotografia forense, dalle prime immagini entrate nelle aule di tribunale fino alle fotografie satellitari usate dalle organizzazioni per i diritti umani per denunciare l’uccisione di civili, come nel caso degli attacchi con i droni. «Più di ogni altro avvenimento – scrive la curatrice e ideatrice della mostra, Diane Dufour – i fatti criminali si rivelano opachi, indescrivibili, non rappresentabili. Nella materia stessa dell’immagine sono impressi una moltitudine di segni chiari, mescolati a segni confusi, possibili “trappole” affiancano dettagli significativi. L’immagine è quindi sempre un enigma in sé che richiede che si dica ciò che mostra. La sfida per gli esperti è allora quella di costruire un dispositivo capace di rivelare la sostanza dell’immagine, la sua verità». La verità, insomma, in questi casi non viene solo ri-costruita, bensì letteralmente costruita per poi essere difesa attraverso la raccolta di prove, di cui spesso le immagini rappresentano l'assoluta maggioranza. Avvicinarsi alla verità tramite le immagini si rivela dunque un esercizio complesso, per certi versi pericoloso (visti i possibili margini d'errore, interpretativi e non), ed è proprio attorno a questa problematica che gravita il percorso espositivo proposto da CAMERA. «Mettere in mostra queste immagini – prosegue la curatrice della mostra – implica spostarle dal loro contesto abituale. Abbiamo cercato di capire come, quando e da chi sono state create e di proporre una prospettiva critica sulla loro natura, che siano immagini simboliche o prova in sé. Per il ricercatore come per lo spettatore, mettere in azione un pensiero in immagini costituisce già il trovare… una finestra di verità».
L'esposizione è una coproduzione Le Bal (Parigi), Photographers’ Gallery (Londra) e Netherlands FotoMuseum (Rotterdam), ed è organizzata grazie alla collaborazione di Luce Lebart, Christian Delage ed Eyal Weizman, e con il contributo di Jennifer L. Mnookin, Anthony Petiteau, Tomasz Kizny, Thomas Keenan ed Eric Stover. L'allestimento è a cura di Marco Palmieri.

Sulla scena del crimine. La prova dell’immagine dalla Sindone ai droni
CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia, via delle Rosine, 18 - Torino
27 gennaio – 1 maggio 2016

orario: lunedì, mercoledì, venerdì, sabato domenica, ore 11,00 - 19,00 | giovedì, ore 11,00 - 21,00 | martedì chiuso
ingresso: intero 10,00 € | ridotto 6,00 € (fino a 26 anni, Over 65 e possessori Abbonamento Musei Torino Piemonte) | gratuito per bambini fino ai 12 anni di età e per i possessori della Torino+Piemonte Card
info: camera@camera.to
camera.to


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[ RISORSE INTERNE ]
[ eventi ] L'immagine alle origini del crimine
[ video ] L'intervista a Lorenza Bravetta, Direttrice di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia

[ RISORSE ESTERNE ]

CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia

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pubblicato in data 27-01-2016 in NOTIZIE / MOSTRE

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