1 / 12       Nell'ufficio della fonderia, fabbrica di costruzioni meccaniche Oerlikon, 1937. © Jakob Tuggener Foundation, Uster. Dalla mostra Fabrik 1933-1953. Poetica e impronta espressionistica nelle immagini industriali.

2 / 12       Ballo ACS, Grand Hotel Dolder, Zurigo, 1948. © Jakob Tuggener Foundation, Uster. Dalla mostra Nuits de bal 1934-1950. I balli nell'alta società elvetica e il lavoro invisibile.

3 / 12       Palace Hotel, St. Moritz, San Silvestro, 1948/49. © Jakob Tuggener Foundation, Uster. Dalla mostra Nuits de bal 1934-1950. I balli nell'alta sociatà elvetica e il lavoro invisibile.

4 / 12       Fochista addetto al forno elettrico, 1943. © Jakob Tuggener Foundation, Uster. Dalla mostra Fabrik 1933-1953. Poetica e impronta espressionistica nelle immagini industriali.

5 / 12       Ballo ungherese, Grand Hotel Dolder, Zurigo, 1935. © Jakob Tuggener Foundation, Uster. Dalla mostra Nuits de bal 1934-1950. I balli nell'alta sociatà elvetica e il lavoro invisibile.

6 / 12       Facciata, fabbrica di costruzioni meccaniche Oerlikon, 1936. © Jakob Tuggener Foundation, Uster. Dalla mostra Fabrik, 1933-1953. Poetica e impronta espressionistica nelle immagini industriali.

7 / 12       Senza titolo, Tornos, Moutier, 1942. © Jakob Tuggener Foundation, Uster. Dalla mostra Fabrik, 1933-1953. Poetica e impronta espressionistica nelle immagini industriali.

8 / 12       Ballo ungherese, Grand Hotel Dolder, Zurigo, 1935. © Jakob Tuggener Foundation, Uster. Dalla mostra Nuits de bal 1934-1950. I balli nell'alta sociatà elvetica e il lavoro invisibile.

9 / 12       Hotel Belvédère, Davos, 1944. © Jakob Tuggener Foundation, Uster. Dalla mostra Nuits de bal 1934-1950. I balli nell'alta società elvetica e il lavoro invisibile.

10 / 12       Laboriatorio di ricerca, fabbrica di costruzioni meccaniche Oerlikon, 1941. © Jakob Tuggener Foundation, Uster. Dalla mostra Fabrik, 1933-1953. Poetica e impronta espressionistica nelle immagini industriali.

11 / 12       Fischio a vapore, fabbrica di filati di seta artificiale Steckborn, 1938. © Jakob Tuggener Foundation, Uster. Dalla mostra Fabrik, 1933-1953. Poetica e impronte espressionistiche nelle immagini industriali.

12 / 12       Carlton Hotel, St. Moritz s.d./Palace Hotel, St. Moritz s.d. © Jakob Tuggener Foundation, Uster. Dalla mostra Nuits de bal, 1934-1950. I balli nell'alta società elvetica e il lavoro invisibile.

Jakob Tuggener a Bologna

A fine gennaio, in occasione di Arte Fiera 2016, la Fondazione MAST di Bologna ha inaugurato due mostre dedicate al fotografo svizzero Jakob Tuggener (1904-1988), curate da Martin Gasser e Urs Stahel. Si tratta di due esposizioni – promosse dal MAST in collaborazione con la Fondazione Jakob Tuggener, Uster e la Fondazione Svizzera per la fotografia, Winthertur – che si focalizzano sulla produzione più significativa di questo eclettico autore, ancora poco noto al grande pubblico, offrendo per la prima volta in Italia un'ampia selezione di immagini e documenti in grado di restituire un assaggio del suo raffinato linguaggio espressivo.
La prima mostra, intitolata Fabrik 1933-1953. Poetica e impronta espressionistica nelle immagini industriali, propone oltre 150 stampe originali la cui maggioranza proviene dal volume fotografico FABRIK (1943), un saggio unico nel suo genere che, incentrato sul rapporto tra uomo e macchina, ripercorrere la storia dell’industrializzazione elvetica attraverso un approccio critico di grande impatto visivo volto a illustrare, tra le righe, anche il potenziale distruttivo di un progresso tecnico da lui considerato indiscriminato. Un progresso il cui esito, secondo l’autore, era la guerra in corso, per la quale l’industria bellica svizzera produceva indisturbata. La seconda mostra, intitolata Nuits de bal 1934-1950. I balli nell'alta società elvetica e il lavoro invisibile e presentata attraverso una serie di proiezioni, si concentra invece sulle feste e sulla vita mondana dell'alta società dell'epoca, restituendone luci, ombre e chiaroscuri. Come spiega infatti il testo che introduce al percorso, «Tuggener aveva iniziato a fotografare a Berlino le dame eleganti e i loro abiti di seta, ma è a Zurigo e a St Moritz che con la sua Leica, indossando lo smoking, ha colto le misteriose sfaccettature delle Nuits de bal. Riprendeva con il suo obiettivo anche il lavoro invisibile dei musicisti, dei camerieri, dei cuochi, dei valletti, dei maître, che attraversavano silenti il mondo festoso ed autoreferenziale degli incuranti ospiti. Quest’ultimi osteggiarono la pubblicazione del materiale dedicato ai balli, in quanto preferivano rimanere anonimi e non essere visti in intrattenimenti danzanti».
In mostra – oltre a questi due percorsi che, tra luminose sale da ballo e oscuri capannoni industriali, mostrano gli estremi della sua produzione fotografica – anche una serie di lungometraggi e prototipi di libri. Jakob Tuggener si definiva infatti un poeta dell’immagine e, oltre a occuparsi di fotografia, si interessava di pittura e di cinema, ispirandosi all’espressionismo tedesco degli anni Venti del Novecento. «Era un osservatore e un magistrale interprete del mondo dei forti contrasti – prosegue il testo introduttivo alle mostre – “Seta e Macchine, questo è Tuggener” come amava affermare di sé stesso».

Fabrik 1933-1953. Poetica e impronta espressionistica nelle immagini industriali
Nuits de bal 1934-1950. I balli nell'alta società elvetica e il lavoro invisibile
Fondazione MAST, via Speranza, 42 - Bologna
27 gennaio – 17 aprile 2016

orario: da martedì a domenica, ore 10,00 - 19,00 | lunedì chiuso
ingresso: gratuito
info: segreteria@fondazionemast.org
www.mast.org


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[ RISORSE INTERNE ]
◉ [ appunti critici ] La fotografia industriale su FPmag: Emil Otto Hoppé e Stefano Robino
[ appunti critici ] Un festival d'Oltralpe dedicato alla fotografia industriale
[ eventi ] Foto/Industria 2015

[ RISORSE ESTERNE ]
Arte Fiera 2016
Fondazione MAST

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pubblicato in data 08-02-2016 in NOTIZIE / MOSTRE

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