1 / 6       Natasha Caruana, Et je l’ai vue. Avec l’aimable autorisation de l’artiste. © Rencontres Arles.
2 / 6       Natasha Caruana, Le tonnerre. Avec l’aimable autorisation de l’artiste. © Rencontres Arles.
3 / 6       Durante la visita alla mostra Coup de foudre di Natasha Caruana. © Stefania Biamonti/FPmag.
4 / 6       Durante la visita alla mostra Coup de foudre di Natasha Caruana. © Stefania Biamonti/FPmag.
5 / 6       Durante la visita alla mostra Coup de foudre di Natasha Caruana. © Stefania Biamonti/FPmag.
6 / 6       Alla mostra Coup de foudre di Natasha Caruana. © FPmag.

Coup de foudre

Parla sostanzialmente d’amore la mostra di Natasha Caruana, di quelle passioni fulminanti, improvvise e travolgenti di cui molti avranno avuto esperienza nella vita, tuttavia il suo approccio è ben lontano dal sentimentalismo che normalmente si associa e ci si aspetta da questo genere di argomenti.
L’autrice, vincitrice della Résidence BMW au Musée Nicéphore Niépce 2014, indaga infatti lo specifico del cosiddetto colpo di fulmine con una metodologia rigorosa, dall’impostazione formalmente scientifica, addentrandosi nell’intricato intreccio di emozioni e stati d’animo che costituiscono la natura di questo complesso fenomeno attraverso una commistione di linguaggi apparentemente inconciliabili. L’amore a prima vista viene sviscerato e disciolto in un reticolo di dati scientifici, storici, letterari ed esperienziali, a cui è necessario dedicare un po’ di tempo e parecchia attenzione per trovare il filo d’Arianna e ricomporre la lettura composita proposta dall’autrice. Si tratta infatti di un progetto stratificato su più livelli interconnessi – di non sempre immediata accessibilità – in cui la natura impalpabile, e per certi versi insondabile, del coup de foudre viene imprigionata e in qualche modo spogliata di ogni suggestione per essere analizzata nei minimi dettagli. Ciò che viene mostrato nel percorso sono perciò soprattutto tavole, grafici e schematizzazioni di varia natura, a cui la fotografia offre un contrappunto visivo.
Un lavoro indubbiamente stimolante sotto il profilo intellettuale, ma il tentativo di ricerca di verità su questo fenomeno operato da Natasha Caruana – come lo ha definito il curatore François Cheval – ha il suo prezzo. Come coricato sul tavolo del chirurgo, l’amore viene infatti vivisezionato in ogni sua componente emotiva e fisiologica, privato del suo calore, della sua aura misteriosa e, con questi, della sua romantica insondabilità. Se da un lato è quindi apprezzabile il tentativo (riuscito) di affrontare l’argomento senza concedersi a biechi sentimentalismi, dall’altro resta la sensazione che qualcosa sia sfuggito, che il cuore del fenomeno sia stato solo sfiorato. La proposta di un’analisi rigorosa, coerente e coesa sul tema, in cui la componente fotografica viene giustamente asservita all’idea complessiva, è ammirevole, tuttavia a fine percorso ciò che resta è il vago, freddo sentore che a prevalere sia stato un non del tutto esaustivo processo analitico. [ S. B. ]

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COUP DE FOUDRE
di Natasha Caruana
Salle Henri - Compte | fino al 30 agosto 2015
ingresso: 4,50 €

pubblicato in data 11-07-2015 in NOTIZIE / MOSTRE

ARLES2015 NatashaCaruana StefaniaBiamonti






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