1 / 6       Yoko Ono & John Lennon, Bed In for Peace, 1969.
2 / 6       Gina Pane, Azione sentimentale, 1973.
3 / 6       Valie Export, Smart Export, 1970.
4 / 6       Orlan, Smiley blood test with an harlequin's hat, 5th surgery performance titled Operation opera, July 6th, 1991.
5 / 6       Yoko Ono, Cut Piece, 1964. Performed by Yoko Ono, Carnegie Recital Hall, New York, March 21st, 1965. © Minoru Niizuma. Courtesy Lenon Photo Archive, New York.
6 / 6       Shirin Neshat, Pulse, 2001.

Women in Action

A partire dal 6 febbraio, fino al 10 aprile 2016, le sale di Merano Arte ospiteranno Gestures – Women in action, un'esposizione che ripercorre la storia della Body e Performance Art femminile dagli anni Sessanta fino ai giorni nostri.
Curata da Valerio Dehò, la mostra pone l'accento sulla poetica di alcune dalle più importanti esponenti della Body e Performance Art femminile, artiste che hanno utilizzato il proprio corpo come «mezzo espressivo primario per veicolare un pensiero di protesta e sovvertimento dei valori costituiti». In mostra gli oggetti, le fotografie e i video che documentano le loro performance, per certi versi rivoluzionarie. Grazie infatti alla loro natura volutamente effimera e concettuale, strettamente legata al qui ed ora, queste azioni performative hanno di fatto abolito la distanza tra artista e pubblico, «facendo dell'arte un fondamento della comunicazione sociale, uno specchio e un laboratorio dei cambiamenti in atto. Il pubblico non era più considerato uno spettatore passivo, ma parte integrante dell'opera stessa». Ad accogliere lo spettatore all'ingresso del museo, il violoncello dell'artista e musicista americana Charlotte Moorman, a cui è accostato il video della performance in cui è inserito, mentre sulla parete dell'edificio è esposta una grande fotografia di Marina Abramović. Nella prima sala vengono invece presentate le fotografie relative alla performance Cut Piece (1965) di Yoko Ono, pioniera in questo genere, a cui si aggiungono le immagini della performance realizzata insieme al marito John Lennon: Bed In (1969). Seguono quindi una serie di foto e video di Marina Abramović – artista nota per le sue performance estreme, attraverso le quali ha esplorato i limiti della sopportazione corporea – e, nella sala successiva, l'opera Blood sign (1972) di Ana Mendieta, la quale viene posta in dialogo con l'artista italiana Gina Pane e la sua Azione sentimentale (1973). Tuttavia la lista è lunga e molte sono le artiste, di ieri e di oggi, le cui opere figurano all'interno del percorso. Tra queste ricordiamo, l'austriaca Valie Export, Yayoi Kusama, Carolee Schneemann e Orlan, ma anche le contemporanee Sophie Calle, Jeanne Dunning, Regina José Galindo, Shirin Neshat, Silvia Camporesi e Odinea Pamici.
Una rassegna che si propone dunque di restituire una vivida testimonianza di «un percorso artistico tortuoso, attraverso il quale le donne protagoniste del movimento della Body Art hanno mutato profondamente il corso dell'arte contemporanea». La mostra GESTURES - Women in action è realizzata in collaborazione con The Cultural Broker e 123 Art e verrà inaugurata venerdì 5 febbraio 2016, alle ore 19,00.

Gestures - Women in action
Merano Arte, Edificio Cassa di Risparmio, via Portici, 163 - Merano
6 febbraio – 10 aprile 2016

orario: da martedì a domenica, ore 10,00 - 18,00 | lunedì chiuso
ingresso: intero 6,00 € | ridotto 5,00 € (Over 65, guestcard...) | ridotto 2,00 € per studenti fino a 26 anni | gratuito per bambini fino ai 14 anni di età
info: 0473 212643
info@kunstmeranoarte.org
www.kunstmeranoarte.org


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Merano Arte

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pubblicato in data 29-01-2016 in NOTIZIE / MOSTRE







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