1 / 5       Motel Desert Isle, Las Vegas, Nevada, 1979. Avec l’aimable autorisation de Luïscius. © Rencontres Arles.

2 / 5       Holiday Motel, Las Vegas, Nevada, 1979. Avec l’aimable autorisation de Luïscius. © Rencontres Arles.

3 / 5       Durante la visita alla mostra American Neon Signs by Day and Night di Toon Michiels. © Stefania Biamonti/FPmag.

4 / 5       Durante la visita alla mostra American Neon Signs by Day and Night di Toon Michiels. © Stefania Biamonti/FPmag.

5 / 5       Durante la vista alla mostra American Neon Signs by Day and Night by Toon Michiels. © FPmag.

USA Neon Night & Day

Una passione retrò di sapore statunitense quella che sembra animare le prime scelte del nuovo direttore artistico dei Rencontres Sam Stourdzé che, grazie alla collaborazione con Christian Baks e Erik Kessels, propone una mostra dall’allestimento un po’ misero nell’Église des Trinitaires.
Disposte in dittici, le immagini realizzate da Toon Michiels mostrano – con un rigore che ha spinto Frits Gierstberg ad accostare questo lavoro al maniacale approccio fotografico dei coniugi Becher – il duplice aspetto di un paesaggio americano degli anni Settanta che si trasforma dal giorno alla notte grazie all’accensione delle luci al neon. Con una pulizia che fa individuare, sempre a Gierstberg, un’ulteriore possibilità di paragone con il Walker Evans del periodo tra le due guerre mondiali, di cui Michaels sembra ereditare la fascinazione per la parola all’interno del testo iconico.
Come sculture anonime, i neon narrano per riflesso storie di società e quotidianità che percorrono gli Stati Uniti degli anni Settanta. Da grafico Michiels è sicuramente attratto dalla potenza del segno e dalla pulizia della composizione che detona nella perfetta corrispondenza di forme tra l’immagine in cui, di giorno, si presenta la struttura e l’ambiente all’interno dei quali sono inseriti i neon e quella in cui, di notte, scompaiono le tracce di contestualizzazione e le linee colorate si mostrano, quasi come una sorta di negativo del reale, nel loro fulgore. L’assenza delle strutture portanti e del luogo cancellati dal buio esaltano la funzione primaria dei neon e portano in evidenza il substrato che le ha prodotte, misto di cultura pop e pura attitudine commerciale.
Scarso, davvero, l’allestimento su pareti troppo chiare in cui sembrano annegare i dittici, probabilmente troppo piccoli rispetto alle dimensioni del contesto espositivo. Unico guizzo la riproduzione, nelle contrapposte pareti corte della sala, di due immagini in formato gigantescamente immersivo. Troppo poco per alleggerire il giudizio sulla fase di edizione. Peccato, perché affrontata con la giusta calma questa mostra propone riflessioni molto più profonde di quanto ci si potrebbe attendere a una prima superficiale visione. [ S. I. ]

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AMERICAN NEON SIGNS BY DAY AND NIGHT
di Toon Michiels
Église des Trinitaires | fino al 6 settembre 2015
ingresso: 9,00 €
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pubblicato in data 08-07-2015 in NOTIZIE / MOSTRE

ARLES2015






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