1 / 6       Attila Csörgö, Semi Space, 2001, in The Camera’s Blind Spot II, installation view, Extra City Kunsthal, 2015. © We Document Art.
2 / 6       Johan Österholm, Lunar Year, 1930s-2015.
3 / 6       Fabio Sandri, Autoritratto di tempi lunghi 031, positivo, 2010. Stampa a contatto, 147x106cm. Courtesy Artericambi, Verona.
4 / 6       Evaristo Richer, Nuages au iodure d'argent, 2005.
5 / 6       Carlos Vela Prado, Primates, 2012.
6 / 6       Lisa Oppenheim, Landscape Portraits (Some North American Trees), 2014.

Sulla materialità della fotografia

La sala maggiore di Palazzo De' Toschi a Bologna ospiterà, dal 30 gennaio al 28 febbraio 2016, la mostra LA CAMERA. Sulla materialità della fotografia, a cura di Simone Menegoi, terzo episodio di un progetto espositivo più ampio e complesso dal titolo The Camera's Blind Spot.
L'esposizione esplora il rapporto fra scultura e fotografia attraverso: «una rassegna di eccentricità, arcaismi, hapax legomena fotografici il cui scopo è quello di spiazzare le aspettative comuni dello spettatore rispetto alla fotografia, e di fargli sperimentare di nuovo, almeno per un istante, la meraviglia del suo avo ottocentesco di fronte a un’invenzione che ha rivoluzionato la cultura visiva e il rapporto stesso con la realtà». Il percorso pone l'accento sulle potenzialità tecniche e concettuali del mezzo fotografico, che vengono indagate attraverso numerose opere «realizzate con le tecniche fotosensibili più insolite e rare fra quelle attualmente in uso oggi presso artisti visivi e fotografi: dai dagherrotipi di Evariste Richer ai negativi in vetro impressionati dalla luce della luna di Johan Österholm, dalle scansioni fotografiche sferiche di Attila Csörgő ai "monotipi a getto d’inchiostro" di Justin Matherly». D'altra parte anche la scultura è indagata attentamente, diventando la protagonista delle fotografie esposte. Si possono citare le «sculture romane fotografate da Paolo Gioli con un procedimento di sua invenzione, che comprende una pellicola fosforescente, oppure le stalattiti e stalagmiti, vere e proprie sculture naturali, fissate su vetro da Dove Allouche con la tecnica ottocentesca dell’ambrotipia. Più spesso, la scultura si ripropone nella presenza fisica di opere basate su tecniche fotografiche, e che tuttavia si stenta a chiamare “fotografie”: ad esempio, la Structure for Moon Plates and Moon Shards (2015) di Johan Österholm, una costruzione realizzata con i vetri di una vecchia serra per fiori, spalmati di emulsione fotosensibile e poi esposti alla luce della luna».
La mostra è realizzata in collaborazione con Banca di Bologna e rientra tra gli appuntamenti espositivi della 4ª edizione di ART CITY Bologna, l'iniziativa promossa dal Comune di Bologna e da Bologna Fiere per affiancare l’annuale edizione di Arte Fiera. L'inaugurazione è prevista per venerdì 29 gennaio 2016, alle ore 18,30.

The Camera's Blind Spot III
LA CAMERA. Sulla materialità della fotografia
Palazzo De' Toschi, piazza Minghetti 4/D - Bologna
30 gennaio – 28 febbraio 2016

orario: da martedì a domenica, ore 10,00 - 13,00 e 16,00 - 19,00 | chiuso il lunedì | Durante ART CITY Bologna: venerdì 29 gennaio, ore 12,00 - 20,00 | sabato 30 gennaio, ore 12,00 - 24,00 | domenica 31 gennaio, 12,00 - 20,00
ingresso: gratuito
info: www.bancadibolognaeventi.it


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[ RISORSE ESTERNE ]
Banca di Bologna


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pubblicato in data 29-12-2015 in NOTIZIE / MOSTRE







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