1 / 4       Dalla mostra Street Portfolio. © Gabi Ben Avraham.

2 / 4       Dalla mostra Street Portfolio. © Gabi Ben Avraham.

3 / 4       Durante la visita alla mostra Street Portfolio di Gabi Ben Avraham. © Stefania Biamonti/FPmag.

4 / 4       Durante la visita alla mostra Street Portfolio di Gabi Ben Avraham. © Stefania Biamonti/FPmag.

Street Portfolio

Personalmente non amo la cosiddetta street photography, definizione che peraltro trovo di discutibile significato. Il motivo principale della mia avversione è riconducibile all'inconsistenza progettuale che normalmente sottende i lavori di chi si dedica a questo genere. Fa invece decisamente e piacevolmente eccezione la mostra dell'israeliano Gabi Ben Avraham dall'inquietante (per me) titolo Street Portfolio. Al di là della proposizione di immagini che denotano chiaramente una visione fotografica di altissimo livello, infatti, dietro alla mostra non è difficile individuare una progettualità di tutto rispetto. Avraham individua nella street photography lo strumento in grado di evidenziare quei segni della cultura occidentale che costituiscono il surplus quotidiano di immagini che, a sua volta, si traduce in un'inflazione di segni e colori. In questo costante rumore visivo finiscono per essere assimilati anche gli esseri umani con i loro vestiti, con i tatuaggi che ricoprono la loro pelle, in una generalizzata perdita di identità individuale che è essa stessa un prodotto controllato dal sistema consumistico. La stessa Pop-Art finisce per scomparire nella sua essenza originaria per diventare oggetto di utilizzo pubblicitario, in un appiattimento culturale sempre più incalzante ed efficace. La continua oscillazione tra arte e industria finisce per essere messa in evidenza proprio dall'intervento del fotografo, che per mezzo del suo apparecchio di ripresa introduce una separazione tra gli elementi che permette di ridefinire come tale quell'arte che era stata asservita al capitalismo. Il fotografo, quindi, nel suggerire allo spettatore di mettere da parte la propria passività e assumere un ruolo attivo all'interno di un processo di conversione senza fine, utilizza l'ironia esercitata attraverso una serie di citazioni che permettono di assumere consapevolezza dell'intero sistema di costruzione della cultura popolare. [ S. I. ]

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STREET PORTFOLIO
di Gabi Ben Avraham
Royal Gardens | 5 dicembre 2015 - 5 gennaio 2016
ingresso: libero

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pubblicato in data 20-12-2015 in NOTIZIE / MOSTRE

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