1 / 10       Mosca, Quartiere Piatinsky, 1966. © Piergiorgio Branzi/Courtesy Contrasto Galleria Milano.
2 / 10       Adriatico, 1957. © Piergiorgio Branzi/Courtesy Contrasto Galleria Milano.
3 / 10       Scanno, 1955. © Piergiorgio Branzi/Courtesy Contrasto Galleria Milano.
4 / 10       Ischia, 1954. © Piergiorgio Branzi/Courtesy Contrasto Galleria Milano.
5 / 10       Burano, piazza Grande, 1954. © Piergiorgio Branzi/Courtesy Contrasto Galleria Milano.
6 / 10       Atene, Caffè in piazza Omonia, 1957. © Piergiorgio Branzi/Courtesy Contrasto Galleria Milano.
7 / 10       Natura Morta, 1953. © Piergiorgio Branzi/Courtesy Contrasto Galleria Milano.
8 / 10       Adriatico, 1957. © Piergiorgio Branzi/Courtesy Contrasto Galleria Milano.
9 / 10       Adriatico, 1957. © Piergiorgio Branzi/Courtesy Contrasto Galleria Milano.
10 / 10       Muro, Parigi, 1954. © Piergiorgio Branzi/Courtesy Contrasto Galleria Milano.

Piergiorgio Branzi: il flâneur

Si intitola Flâneur ed è la mostra di Piergiorgio Branzi che verrà inaugurata martedì 30 giugno, alle 18,30, presso gli spazi di Leica Galerie Milano. Un titolo che richiama apertamente la definizione di Charles Baudelaire – che descriveva il flâneur come il gentiluomo che vaga per le vie cittadine, immergendosi nei luoghi e provando emozioni nell'osservare il paesaggio – riassumendo perfettamente l'approccio alla fotografia adottato dall'autore fiorentino nel corso della sua lunga carriera.
Formatosi nel solco della tradizione figurativa rinascimentale toscana, e dotato di una naturale eleganza, Branzi abbandona infatti quasi subito la ricerca formale per diventare un maestro del ritratto ambientato. I suoi soggetti, colti di sorpresa e talvolta con sottile sarcasmo durante il suo girovagare per le strade del mondo, appaiono sospesi tra un lirismo sommesso e una vivida caratterizzazione psicologica all'interno di immagini sempre rigorosamente bilanciate nella composizione, frutto di previsioni, riflessioni, aggiustamenti di tono e tagli in camera oscura. Un delicato equilibrio tra rigore formale e momento decisivo nella ripresa, maturato soprattutto in seguito all'incontro con il fotografo Mario Giacomelli, il quale contribuì notevolmente alla sua evoluzione stilistica. «Aveva più o meno la mia età – racconta Branzi – e con lui stabilii un certo sodalizio artistico, perché tutti e due impegnati, in quel momento, a scandagliare le possibilità d’impianto espressionista: toni definitivamente neri e bianchi bucati, mangiati nella ripresa e nella stampa. In accordo definimmo questo segno l’identificazione stessa del fare fotografia, e su questo richiamo alla grafica stabilimmo un rapporto di intesa che contribuì ad avvicinarci anche sul piano dell’amicizia…»
Una poetica visiva colta e raffinata, dunque, di cui le oltre trenta fotografie in mostra alla Leica Galerie Milano restituiranno una vivida testimonianza, confermando lo spessore tecnico e autoriale del celebre giornalista e fotografo fiorentino. Buona parte delle immagini inserite nel percorso espositivo – realizzato in collaborazione con Contrasto Galleria Milano – è inoltre stampata utilizzando la tecnica giclée, una procedura che restituisce loro nuova luce e un contrasto più denso, una dimensione diversa, facendo riaffiorare particolari rimasti a lungo sepolti sulla pellicola.

Piergiorgio Branzi. Flâneur
Leica Galerie Milano, via Mengoni, 4 - Milano
30 giugno – 12 settembre 2015

orario: lunedì, ore 14,30 - 19,30 | da martedì a sabato, ore 10,30 - 19,30 | chiuso la domenica
ingresso: libero
info: Facebook
www.leicastore-milano.com (in fase di costruzione)

pubblicato in data 29-06-2015 in NOTIZIE / MOSTRE







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