Friuli Venezia Giulia Fotografia 2017

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Joel Meyerowitz, Guichet de salle de cinéma (Biglietteria di cinema), Times Square, New York City, 1963. Courtesy of the artist and Howard Greenberg Gallery. © Rencontres Arles. Joel Meyerowitz, Guichet de salle de cinéma (Biglietteria di cinema), Times Square, New York City, 1963. Courtesy of the artist and Howard Greenberg Gallery. © Rencontres Arles.

Joel Meyerowitz. Early Works

Joel Meyerowitz appartiene senza dubbio a quella categoria di uomini che possiedono l'invidiabile capacità di trasporre l'ambito in cui operano. Considerato unanimemente, con un'espressione altamente urticante, un maestro della street photography è uomo dai molteplici meriti. Personaggio di estrema gradevolezza umana e raffinata cultura visiva, Meyerowitz ha avuto un impatto straordinario sulla fotografia contemporanea. Al di là delle considerazioni che si possono fare sul suo modo di approcciarsi alla fotografia, uno dei motivi per cui merita di essere ricordato è quello di aver aperto la strada all'utilizzo del colore.

Joel Meyerowitz, Couple au manteau camel sur Street Steam (coppia con cappotto cammello sulla Street Steam), New York, 1975. Courtesy of the artist and Howard Greenberg Gallery. © Rencontres Arles.

Joel Meyerowitz, Couple au manteau camel sur Street Steam (coppia con cappotto cammello sulla Street Steam), New York, 1975. Courtesy of the artist and Howard Greenberg Gallery. © Rencontres Arles.

Oggi ai più giovani potrebbe anche sembrare strano, ma ancora negli Settanta del XX secolo la nobiltà in fotografia era riconosciuta quasi esclusivamente al linguaggio del bianconero. Gli scatti a colori, in genere, erano considerati alla stregua di una volgare imitazione della realtà, buona al più per una foto ricordo di un compleanno, di una ricorrenza o di un viaggio. A farsi portabandiera dell'impiego del colore come un vero e proprio linguaggio in grado di soddisfare anche la fotografia... colta, come alcuni amano definirla, è stato proprio Joel Meyerowitz.

Un momento della visita alla mostra Early Works di Joel Meyerowitz presso la Salle Henri-Comte ad Arles in occasione dei Rencontres d'Arles 2017. © FPmag.
Un momento della visita alla mostra Early Works di Joel Meyerowitz presso la Salle Henri-Comte ad Arles in occasione dei Rencontres d'Arles 2017. © FPmag.

Ma se questo è un indubbio merito che i Rencontres de la Photographie di Arles, nella persona del suo direttore artistico Sam Stourdzé, non mancano di riconoscergli doverosamente, i meriti di Joel Meyerowitz non si limitano a questo. E non mi riferisco all'indubbia capacità di scandagliare il reale cogliendone quegli aspetti che la scelta di una adeguata prospettiva esalta con dettagli che possono anche far sorridere, pur facendoci riflettere, come nel caso dell'immagine che pubblico in apertura. E nemmeno faccio riferimento alle capacità... balistiche espresse nella seconda immagine messa a disposizione dall'ufficio stampa dei Rencontres.

Un momento della visita alla mostra Early Works di Joel Meyerowitz presso la Salle Henri-Comte ad Arles in occasione dei Rencontres d'Arles 2017. © FPmag.
Un momento della visita alla mostra Early Works di Joel Meyerowitz presso la Salle Henri-Comte ad Arles in occasione dei Rencontres d'Arles 2017. © FPmag.

Quello che mi piace sottolineare è invece la capacità di Meyerowitz di aver intuito e anticipato, aprendo la strada a filoni di ricerca che hanno fatto esplodere nella sua grandezza la fotografia contemporanea. Rimettendo le mani, ma soprattutto gli occhi, sulle immagini dei primi lavori realizzati da Joel Meyerowitz è infatti impossibile non riconoscere gli embrioni delle immagini di William Egglestone e, forse, più ancora Stephen Shore. Mi colpiscono, ri-vedendo i materiali iconici assemblati nella triste e maleodorante Salle Henri-Comte, non solo la capacità di anticipare i tempi, l'intuizione nell'utilizzo del colore o la precisione delle inquadrature colte al volo in strada, ma soprattutto la morbidezza, se mi si concede il termine utilizzato con un discreto scarto di significato, con cui Joel Meyerowitz guarda il mondo. Nelle sue immagini c'è sempre grande periziata e non l'esibizione di quest'ultima. È assente, insomma, quell'ansia un po' penosa di dimostrare al mondo quanto si è bravi (molto ben descritta da Clément Chéroux nel suo Vernaculaires: Essais d'histoire de la photographie) che affligge tanta, troppa di quella fotografia che si autodefnisce street photography per tentare di occultare la propria inutile vuotezza. [ Sandro Iovine ]

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EARLY WORKS
di Joel Meyerowitz
Salle Henri-Comte, 28 Rue de l'Hôtel de ville – Arles (Francia)
3 luglio – 27 agosto 2017
ingresso: 6,00 €


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[ RISORSE INTERNE ]
[ portfolio ] Morandi's Objects di Joel Meyerowitz
[ FPtag ] Les Rencotres de la Photographie 2017: il punto di vista della redazione
[ FPtag ] Les Rencotres de la Photographie 2016: il punto di vista della redazione
[ FPtag ] Les Rencotres de la Photographie 2015: il punto di vista della redazione

[ RISORSE ESTERNE ]
Joel Meyerowitz
William Egglestone
Stephen Shore
Les Rencontres de la Photographie

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pubblicato in data 14-08-2017 in NOTIZIE / MOSTRE

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