1 / 5       Dalla serie Confrontier. © Kai Wiedenhoefer.
2 / 5       Dalla serie Confrontier. © Kai Wiedenhoefer.
3 / 5       Durante la visita alla mostra Confrontier di Kai Wiedenhoefer. © Stefania Biamonti/FPmag.
4 / 5       Durante la visita alla mostra Confrontier di Kai Wiedenhoefer. © Stefania Biamonti/FPmag.
5 / 5       Durante la visita alla mostra Confrontier di Kai Wiedenhoefer. © Stefania Biamonti/FPmag.

Confrontier

«Voglio sottolineare che muri e recinzioni di confine non sono una soluzione agli attuali problemi politici ed economici globali. Il muro di Berlino ne è la miglior prova: la pace inizia dove i muri cadono, non dove vengono eretti». Poche parole, semplici e dirette, che ben riassumono i termini del discorso proposto da Confrontier, il lavoro di Kai Wiedenhoefer esposto nelle sale al pian terreno del Vecchio Ospedale. A pronunciarle è l’autore stesso, nato in Germania e impegnato ormai da anni in questo progetto coltivato sull’onda lunga dei ricordi innestati durante la caduta del muro di Berlino: «È stato l’evento politico più positivo ed emozionante di cui sono stato testimone in tutta la mia vita. È stata per me un’esperienza formativa e ha fatto sì che anni dopo rimanessi impressionato e preoccupato dalla costruzione di una barriera di separazione nei Territori Palestinesi Occupati. L’ho fotografata tra il 2003 e il 2006 e il mio lavoro è diventato un libro, Wall. Con Confrontier ho ampliato il tema a livello globale».
Un ampliamento che ha sicuramente giovato alla riuscita del progetto, e che l’allestimento scelto per proporlo a Cortona ha messo ben in evidenza. Imboccando il primo corridoio del Vecchio Ospedale si viene infatti subito rinchiusi tra barriere enormi che, leggendo le didascalie, si scopre essere collocate nelle zone più disparate del pianeta. Stampate in grandi dimensioni e affisse al muro senza alcuna cornice, le immagini in formato panorama di Wiedenhoefer ti portano così a indietreggiare. Ad allontanarti da quelle barriere minacciose, intessute con cemento, reti e filo spinato, capaci di rievocare scenari oscuri che avevamo creduto appartenere a un passato remoto. Ma il passato ritorna, se non si resta vigili, strisciando nell’indifferenza proprio sotto le macerie di quei muri che avevamo faticosamente abbattuto.
Un lavoro che visivamente trova quindi il suo punto di forza in una ripetitività imperfetta, in grado di suggerire la progressione su scala globale di una pericolosa tendenza e, allo stesso tempo, di favorire il confronto/scontro diretto tra le diverse situazioni riprese. Un progetto che fa riflettere e che, proprio per la sua capacità di mostrare l'insieme lasciando intravedere lo specifico, riesce a sprigionare la sua potenza comunicativa soprattutto quando esposto in grandi dimensioni e all’interno di allestimenti minimali, come quello proposto a Cortona. Davvero una bella mostra. [ S. B. ]

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CONFRONTIER
di Kai Wiedenhoefer
Vecchio Ospedale | fino al 27 settembre 2015
ingresso: 6,00 €

pubblicato in data 22-07-2015 in NOTIZIE / MOSTRE

COTM COTM2015






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