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Intervista a Massimiliano Sticca

Eurasian Eagle-Owl (Bubo bubo). © Massimiliano Sticca. Eurasian Eagle-Owl (Bubo bubo). © Massimiliano Sticca.

Intervista a Massimiliano Sticca

Massimiliano Sticca.

La pazienza è una delle doti più importanti per un fotografo naturalista, ma ovviamente deve essere accompagnata da una grandissima conoscenza tecnica che permette di utilizzare con successo attrezzature non sempre semplici da domare. Ne abbiamo parlato con Massimiliano Sticca, classe 1982, docente Nikon School e uno dei migliori fotografi italiani in questo settore, nonché apprezzatissimo fotografo di interni, che collabora da anni con alcune delle più importanti testate italiane ed estere, come Daily Mail, The Sun, New York Post, Gente, Oggi, Sette, Sky Magazine, La Stampa, TV Sorrisi e Canzoni, FourFourTwo, Visto, DiPiù, Chi, Silhouette, Nationalgeographic.it.

◼︎ FPmag - Sei conosciuto e apprezzato soprattutto come fotografo naturalista, una specializzazione complessa, come ti sei avvicinato a questo genere?
MASSIMILIANO STICCA - «Ho iniziato ad apprezzare la fotografia da piccolo e grazie ai viaggi dei miei ho sperimentato per prima proprio quella naturalistica, per la prima volta in Kenya con una Nikon F 401 analogica e un vecchio 80-200mm, con risultati non proprio fantastici, ma la tecnica era ancora un po’ sconosciuta! Da allora ho sempre adorato la fotografia naturalistica e ancor prima di orientare al cento per cento il mio lavoro sulla fotografia, ho continuato a sperimentarla con la poca attrezzatura che avevo. Ricordo che avevo una delle prime Nikon Coolpix e un aggiuntivo per aumentare la lunghezza focale massima dello zoom, se non erro era il 2004. Negli anni successivi, investendo in nuove attrezzature sono passato alla mia amata e odiata Nikon D200, con cui ho ottenuto le prime piccole soddisfazioni. Nella vita di tutti i giorni mi occupo di fotografia commerciale, di interni, di corporate, di ritratto e di viaggio. Nell’ambito naturalistico sto cercando di sviluppare, più che singole immagini documentative, progetti legati alla fauna che abbiano una tematica comune in grado di raccontare una storia, una situazione o di rendere visibile problematiche che tutti noi sottovalutiamo, come per esempio il progetto WastFood che documenta la vita di alcune specie di uccelli nelle discariche torinesi».

Whooper Swan (Cygnus Cygnus). © Massimiliano Sticca. Whooper Swan (Cygnus Cygnus). © Massimiliano Sticca.

◼︎ FPmag - Al di là di quelle che sono le competenze tecniche, occorre conoscere bene i propri soggetti, tu come ti prepari?
MASSIMILIANO STICCA - «Penso che senza conoscere il soggetto e le sue abitudini sia difficile realizzare delle belle immagini. Quando decido di realizzare un progetto mi informo sull’ambiente, sulle specie presenti e contatto magari delle organizzazioni o degli enti che operano sul posto per sapere tutte le informazioni possibili, magari cercando anche delle guide locali per avere un contatto sul posto».

<em>Madagascan Fish Eagle (Haliaeetus Vociferoides). © Massimiliano Sticca. Madagascan Fish Eagle (Haliaeetus Vociferoides). © Massimiliano Sticca.

◼︎ FPmag - Occorre molta pazienza per dedicarsi a questo tipo di fotografia, puoi raccontarci un episodio legato alla realizzazione di una fotografia che ti è particolarmente cara?

MASSIMILIANO STICCA - «Un episodio molto divertente che ricordo molto bene fu quando andai in Madagascar a fotografare un’aquila molto rara, la Madagascan Fish Eagle. Dopo una ventina di giorni di preparazione per organizzare a distanza il da farsi e recuperare informazioni sull’animale, le sue abitudini e la sua storia (era stata salvata in situazioni disperate e reintrodotta dopo varie vicende) venne il fantastico giorno della partenza. La mia idea era di sistemare una fotocamera remotata vicino a dove si ritirava al tramonto e di creare un piccolo capanno per nascondermi ed evitare di disturbarla. Sapevo infatti che aveva un ottimo rapporto con il suo salvatore, ma non con il resto dell’umanità. Il primo giorno andò bene, ma poi il carattere spigoloso dell’aquila venne fuori e dopo aver tentato di portarsi via la camera remotata, tentò anche di attaccarmi all’interno del capanno, io pensavo alla paura che hanno i nostri volatili in italia e non pensavo minimamente che lei tentasse di attaccarmi! A parte i diversi attacchi e le mille difficoltà, riuscii a realizzare il progetto, non proprio come volevo, ma bastò per raccontare la bella storia di Eva, così era stata chiamata, del suo salvatore e del loro incredibile rapporto, ringrazio ancora National Geographic Italia che pubblicò la storia sul sito web».

European Bee Eater (Merops Apiaster). © Massimiliano Sticca. European Bee Eater. (Merops Apiaster). © Massimiliano Sticca.

◼︎ FPmag - Ti è mai capitato di fare un lungo appostamento e poi non riuscire a fare lo scatto che desideravi?
MASSIMILIANO STICCA - «Anni fa cercai di fotografare in una particolare situazione un Tarabuso, mi ha sempre affascinato, allora andai almeno 10 volte ad attenderlo con tanta pazienza, ma al contrario di altri fotografi che lo immortalarono senza problemi non ci riuscii mai, anzi, fui pure sbeffeggiato perché me lo trovai sulla strada davanti a me che camminava, ormai a tramonto passato, davanti alla macchina lungo una strada secondaria vicino a delle risaie».

Little Bittern (Ixobrychus Minutus Ardeidae). © Massimiliano Sticca. Little Bittern, (Ixobrychus Minutus Ardeidae). © Massimiliano Sticca.

◼︎ FPmag - Come si svolgono i tuoi workshop?
MASSIMILIANO STICCA - «Durante i workshop cerco di dare consigli pratici, ma anche consigli etici su come comportarsi: avere una bella foto ma rovinare la vita a un animale non è un buon risultato, ma qualcosa di cui vergognarsi».

Cattle Egret (Bubulcus Ibis). © Massimiliano Sticca. Cattle Egret (Bubulcus Ibis). © Massimiliano Sticca.

◼︎ FPmag - Spesso vediamo immagini spettacolari in cui prevale la forza del soggetto, ovvero la fotografia è molto piacevole da guardare soprattutto per le doti del soggetto, ma è possibile ottenere buone immagini naturalistiche senza andare troppo lontano da casa?
MASSIMILIANO STICCA - «Assolutamente sì, potrei citare alcuni fotografi che grazie alle loro doti tecniche e alle loro conoscenze scientifiche hanno realizzato foto vincitrici di importantissimi concorsi non troppo lontano da casa. Nel mio modesto background naturalistico ho portato in semi finale al Wild Life Photographer of the Year la foto di una cicogna sotto la neve realizzata a circa 45km da casa mia».

White Stork (Ciconia Ciconia). © Massimiliano Sticca. White Stork (Ciconia Ciconia). © Massimiliano Sticca.

◼︎ FPmag - È necessario possedere un’attrezzatura e una preparazione specifiche per partecipare?

MASSIMILIANO STICCA - «Quando organizziamo i workshop con Nital riusciamo a fornire ai partecipanti diverse tipologie di corpi e lenti per affrontare la giornata, per questo per partecipare a un mio workshop non è necessario essere già in possesso di ottiche specialistiche. Al contrario è possibile provare le attrezzature sul campo per rendersi conto praticamente delle loro caratteristiche».

Plains Zebra (Equus Quagga). © Massimiliano Sticca. Plains Zebra (Equus Quagga). © Massimiliano Sticca.

◼︎ FPmag - Come dicevamo all’inizio la fotografia naturalistica non è una cosa semplice, occorrono attrezzature specifiche che ti supportino nella ripresa in funzione di ciò che vuoi fotografare: tu come prediligi lavorare?
MASSIMILIANO STICCA - «Negli ultimi anni amo molto la fotografia ambientata, non solo l’animale estrapolato dal suo ambiente, con sfondi sfocati, mi piace far capire a chi osserva l’immagine dove sta l’animale, il suo ambiente. Quando riesco lavoro con ottiche mediolunghe, dove non si può per questioni di distanze o animali diffidenti punto sul mio AF-S Nikkor 500mmf/4G ED VR e me la rischio con la mia magnifica Nikon D810 che potrà anche essere un po' limitata per quanto riguarda la raffica (nella fotografia naturalistica le riprese in rapida sequenza aiutano molto), ma è in grado di produrre file che lasciano sbalorditi per la qualità anche quando si lavora a sensibilità anche molto elevate».

Verreaux's Sifaka (Propithecus Verreauxi). © Massimiliano Sticca. Verreaux's Sifaka (Propithecus Verreauxi). © Massimiliano Sticca.

◼︎ FPmag - Tu hai scelto Nikon per scattare le tue immagini, perché?
MASSIMILIANO STICCA - «Iniziai nel 1994 in Kenya con i miei genitori a fotografare con una vecchia Nikon F401 e di lì che iniziò la passione per la fotografia di natura. Ho scelto Nikon perché la utilizzo da sempre, perché la trovo ergonomica e un magnifico strumento di lavoro».


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[ RISORSE INTERNE ]
◉ [ FPtag ] Nikon Educational
◉ [ workshop ] A contatto con la natura con Massimiliano Sticca


[ RISORSE ESTERNE ]
Nikon School
Massimiliano Sticca




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pubblicato in data 14-01-2017 in NOTIZIE / MELTINGPOT

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