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Tempest (Study for The Raft) (Tempesta, Studio per La zattera) di Bill Viola, 2005, 16' 50 Tempest (Study for The Raft) (Tempesta, Studio per La zattera) di Bill Viola, 2005, 16' 50". Video a colori ad alta definizione su schermo piatto LCD installato a parete. Interpreti: Sheryl Arenson, Robin Bonaccorsi, Rocky Capella, Cathy Chang, Liisa Cohen, Tad Coughenour, Tom Ficke, James Ford, Michael Irby, Simon Karimian, John Kim, Tanya Little, Mike Martinez, Petro Martirosian, Jeff Mosley, Gladys Peters, Maria Victoria, Kaye Wade, Kim Weild, Ellis Williams, 66x109x10,2cm. Courtesy Bill Viola Studio.

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La classicità video di Bill Viola

Bill Viola. Rinascimento elettronico è la mostra ospitata a Firenze, presso le sale di Palazzo Strozzi, che accosta le opere video del maestro indiscusso della videoarte contemporanea alle opere del Rinascimento italiano leggi...
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Chiara Del Vecchio, Monreale, lavoro realizzato durante il workshop Scrivere e leggere la fotografia condotto da Patrice Terraz e Sandro Iovine per Palermofoto, 24 - 26 febbraio 2017. © Chiara Del Vecchio. Chiara Del Vecchio, Monreale, lavoro realizzato durante il workshop Scrivere e leggere la fotografia condotto da Patrice Terraz e Sandro Iovine per Palermofoto, 24 - 26 febbraio 2017. © Chiara Del Vecchio.

Scrivere e leggere la fotografia Prendendo spunto dall'esperienza personale di un workshop cui ha partecipato, Davide Bologna sviluppa le sue riflessioni sull'importanza di imparare a leggere le immagini
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Screenshot dal lavoro They Are Slaughtering Us Like Animals di Daniel Berehulak, pubblicato sull'edizione online del The New York Times il 7 dicembre 2016Screenshot dal lavoro They Are Slaughtering Us Like Animals di Daniel Berehulak, pubblicato sull'edizione online del The New York Times il 7 dicembre 2016.

Reportage: l'importanza di termini condivisi Anche in fotografia prestare attenzione alle parole può evitare false aspettative e delusioni. Perché le motivazioni che spingono alla realizzazione di un progetto contano...
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Da sinistra a destra: Ryan McGinley, Jake (Floor), 2004, Tim Falling, 2003, Dakota (Hair), 2004. Immagine della mostra Give Me Yesterday Fondazione Prada Osservatorio, Galleria Vittorio Emanuele II, Milano. 21 dicembre 2016 – 12 marzo 2017. © Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti/Courtesy Fondazione Prada.
Da sinistra a destra: Ryan McGinley, Jake (Floor), 2004, Tim Falling, 2003, Dakota (Hair), 2004. Immagine della mostra Give Me Yesterday Fondazione Prada Osservatorio, Galleria Vittorio Emanuele II, Milano. 21 dicembre 2016 – 12 marzo 2017. © Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti/Courtesy Fondazione Prada.

Il diario che si fa arte In equilibrio tra narcisismo e voyeurismo, il diario è una forma espressiva che nell'era dei social media si pone come chiave di lettura primaria del reale
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Titolo: Spazio e tempo Didascalia: L’intersecarsi di due geometrie che delimitano piani diversi e il mosso che le accompagnano cercano di rendere la sensazione dell’unità spazio-tempo. © Pietro Collini. Titolo: Spazio e tempo
Didascalia: L’intersecarsi di due geometrie che delimitano piani diversi e il mosso che le accompagnano cercano di rendere la sensazione dell’unità spazio-tempo. © Pietro Collini.

Titolo o didascalia? Si può dire che titolo e didascalia assolvono alla stessa funzione? E se sì quando?
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In mostra fino al 30 gennaio 2017, presso la Galleria Rossella Colombari di Milano, la mostra Le Affinità Elettive di Giovanni Gastel ed Ettore Molinario. © tspace, courtesy Galleria Rossella Colombari.In mostra fino al 30 gennaio 2017, presso la Galleria Rossella Colombari di Milano, la mostra Le Affinità Elettive di Giovanni Gastel ed Ettore Molinario. © tspace, courtesy Galleria Rossella Colombari.

Affinità Elettive: Gastel e Molinario Un autore e un collezionista si raccontano nell'intervista doppia di Glenda Cinquegrana per spiegare l'incontro che ha dato vita a una mostra che nasce dalla condivisione di un sentire comune
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Dayanita Singh, Senza titolo. Dalla serie Museum of Men – Recent, 2013. Stampa a pigmento d'archivio, 30x30cm. Courtesy of the artist and Frith Street Gallery, London. © Dayanita Singh. Dayanita Singh, Senza titolo. Dalla serie Museum of Men – Recent, 2013. Stampa a pigmento d'archivio, 30x30cm. Courtesy of the artist and Frith Street Gallery, London. © Dayanita Singh.

I "musei" di Dayanita Singh Quello presentato al MAST di Bologna non è solo un lavoro di "semplice" catalogazione, ma può configurarsi come un'indagine simbolica che affonda nella società indiana contemporanea con raffinata erudizione
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In questa immagine l'elemento umano perde completamente la sua connotazione e assume una veste puramente grafica: forme e linee in un gioco di dissonanze. © Pietro Collini. In questa immagine l'elemento umano perde completamente la sua connotazione e assume una veste puramente grafica: forme e linee in un gioco di dissonanze. © Pietro Collini.

Estetica della rappresentazione quotidiana I mass media esercitano davvero un ruolo attivo nella costruzione delle forme della rappresentazione quotidiana?
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Fabrizio Modesti, Riflessione, 2016, via Console Flaminio angolo via Saccardo, Milano. © Stella Bortoli. Courtesy Made in Lambrate. Fabrizio Modesti, Riflessione, 2016, via Console Flaminio angolo via Saccardo, Milano. © Stella Bortoli. Courtesy Made in Lambrate.

La street-art fra ecologia e territorio La streeet-art oscilla al giorno d'oggi tra due visioni: una "market-oriented" di matrice statunitense e una più europea "public oriented"
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Una fotografia che può essere letta emotivamente con grande facilità, in quanto ha tutti i canoni per attivare i soli circuiti emozionali. © Pietro Collini. Una fotografia che può essere letta emotivamente con grande facilità, in quanto ha tutti i canoni per attivare i soli circuiti emozionali. © Pietro Collini.

Pragmatica della visione Pietro Collini ci spiega perché la lettura emozionale di un'immagine si scontra inevitabilmente con dei limiti che la rendono quantomeno superficiale

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