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Fotografie dal Kurdistan

Bambini che giocano con un aeroplano di carta nel campo profughi in prossimità dell'ospedale di Emergency a Sulaymaniyah in Kurdistan. © Piero Ingrosso. Bambini che giocano con un aeroplano di carta nel campo profughi in prossimità dell'ospedale di Emergency a Sulaymaniyah in Kurdistan. © Piero Ingrosso.

Fotografie dal Kurdistan

Nella frenesia consumistica delle feste di fine d’anno ─ tra le lacrime per le vittime delle azioni terroristiche che vanno a colpire alla cieca la normalità della nostra vita quotidiana, le problematiche inerenti alla complessa vicenda dei migranti con le migliaia di morti disseminati nel Mediterraneo e le centinaia di migliaia in cerca di un futuro migliore in Europa, gli appelli alla pace di Papa Bergoglio e altre illustri personalità, le preoccupazioni per una situazione economico-politica della nostra Nazione per la quale non si intravedono sbocchi a breve termine, ministri che delirano sul ruolo dei giovani, faide e miserie tra partiti e correnti politiche e così via di questo passo ─ ci apprestiamo a salutare un altro anno difficile e complicato con la speranza che con il nuovo il timone di questa barca in balia delle tempeste, si orienti verso acque più tranquille.

Campo profughi accanto all'ospedale di Emergency a Sulaymaniyah in Kurdistan. © Piero Ingrosso. Campo profughi accanto all'ospedale di Emergency a Sulaymaniyah in Kurdistan. © Piero Ingrosso.

Permettetemi di salutare questo passaggio di calendario con una breve riflessione sull’opera di decine di migliaia di volontari che in tutto il mondo si adoperano per riparare per quanto possibile i mali del mondo.
Un mio caro amico sin dai tempi delle scuole elementari nel mio piccolo paese d’origine, Torchiarolo, nel Salento, il medico Piero Ingrosso ─ da sempre in prima fila al lavoro con le organizzazioni internazionali: è stato in moltissimi Paesi sottosviluppati come medico e organizzatore sanitario ─ si trova da qualche mese in un ospedale dell’organizzazione Emergency in una località del Kurdistan iracheno da dove mi manda notizie e messaggi. Tra questi alcune fotografie ─ Piero ha praticato sempre, attraverso fotografie e video, un esercizio visuale di documentazione delle situazioni che ha vissuto ─ secondo me commoventi per la semplicità della situazione: si tratta di alcuni bambini che, giocando con aeroplanini di carta, si avvicinano alle reti di protezione dell’ospedale nel momento in cui un aeroplanino finisce oltre il recinto, chiedendo di poterlo recuperare. Ecco, il bisogno di gioco, di normalità, rende emblematica, simbolica questa situazione: bambini cresciuti sotto le bombe, nella miseria, nel terrore che con i loro areoplanini ci indicano un segno di speranza.

Bambini che giocano con un aeroplanino di carta finito al di là delle recinzioni del campo profughi che si trova accanto all'ospedale di Emergency a Sulaymaniyah in Kurdistan. © Piero Ingrosso.Bambini che giocano con un aeroplanino di carta finito al di là delle recinzioni del campo profughi che si trova accanto all'ospedale di Emergency a Sulaymaniyah in Kurdistan. © Piero Ingrosso.

Mi permetto in chiusura di riportare un paio di frasi che mi scrive Piero: «[…] Sulaymaniyah, si trova a circa 200km da Mosul. Qui l’artiglieria non si sente se non dai racconti di profughi, quelli qui da due anni, dai tempi dell’Isis trionfante e quelli più recenti, fino ai nuovi arrivanti da Mosul che non parlano volentieri di quello che hanno vissuto... Storie di violenza inaudita sulle persone e su interi villaggi».

L'interno dell'ospedale di Emergency a Sulaymaniyah in Kurdistan. © Piero Ingrosso.L'interno dell'ospedale di Emergency a Sulaymaniyah in Kurdistan. © Piero Ingrosso.

«[…] Si naviga a vista nell’incertezza del domani e nella certezza che qualcosa non funziona già da ieri. E obbligati a resistere, a cercare di capire, essere più coraggiosi e contrattaccare. Lo so che sono solo parole ma diciamocele più spesso così diventano intenzioni, energia potenziale. Per il resto non ci resta che contemplare la bellezza struggente del creato ivi incluse le piccole cose del vivere quotidiano, nella Milano felix o a Ferrara od ovunque ci troviamo». [ Pio Tarantini ]


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pubblicato in data 28-12-2016 in NOTIZIE / FPART

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