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1 / 6       Rencontres d'Arles 2025, Yves Saint Laurent et la photographie. © SalvoVeneziano/Palermofoto/FPmag.

2 / 6       Rencontres d'Arles 2025, Ann-Christine Woherl, Whitches in exile. © SalvoVeneziano/Palermofoto/FPmag.

3 / 6       Rencontres d'Arles 2025, Yves Saint Laurent et la photographie. © SalvoVeneziano/Palermofoto/FPmag.

4 / 6       Rencontres d'Arles 2025, On Country — Photographie d’Australie.© SalvoVeneziano/Palermofoto/FPmag.

5 / 6       . Rencontres d'Arles 2025, la retrospettiva dedicata a Letizia Battaglia. © Salvo Veneziano/Palermofoto/FPmag.

6 / 6       Rencontres d'Arles 2025, Augustin Rebetez, Manifeste Primitif. © SalvoVeneziano/Palermofoto/FPmag.

Arles 2026: il festival rilegge il mondo

Dal 7 luglio al 5 ottobre 2025, la 56ª edizione dei Rencontres d'Arles ha animato la cittadina provenzale con oltre 40 mostre distribuite in 24 sedi storiche e contemporanee. Il tema portante, Images indociles, si ispirava al pensiero di Édouard Glissant sull'identità come qualcosa che si estende, si incrocia e si ricrea costantemente: un invito a esplorare la fotografia come strumento di resistenza, testimonianza e trasformazione sociale.

Rencontres d'Arles 2025, la settimana inaugurale. © Salvo Veneziano/Palermofoto/FPmag Rencontres d'Arles 2025, Open air exhibition Art Icon, Visage/faces autori vari. © Salvo Veneziano/Palermofoto/FPmag.


Tra le mostre più interessanti che abbiamo visitato ricordiamo On Country, grande collettiva dedicata alla fotografia australiana contemporanea, curata da Pippa Milne e Brendan McCleary, con oltre duecento opere che esplorano il legame spirituale dei popoli aborigeni con la terra. A questa si affiancavano una retrospettiva di Letizia Battaglia — oltre cento immagini, libri e documenti d'archivio che restituivano lo sguardo di una delle fotografe più importanti del Novecento italiano — e Mary Ellen Mark – Encounters, con cinque progetti tra cui le celebri serie su bambini di strada, pazienti psichiatrici e prostitute: uno sguardo senza filtri su un'America ai margini.

Rencontres d'Arles 2025, la retrospettiva dedicata a Letizia Battaglia. © Salvo Veneziano/Palermofoto/FPmag Rencontres d'Arles 2025, la retrospettiva dedicata a Letizia Battaglia. © Salvo Veneziano/Palermofoto/FPmag.

Kourtney Roy portava ad Arles La touriste, un progetto ironico e pop fortemente ispirato da Cindy Sherman e Martin Parr, che interroga con leggerezza i rituali del turismo e dell'identità femminile in vacanza. Keisha Scarville elaborava il lutto per la madre scomparsa usando indumenti e oggetti personali in Alma, trasformando il proprio corpo in un vaso di memoria e presenza. Chiudeva il percorso Witches in Exile di Ann-Christine Woehrl, parte della collettiva Sortilèges, che esplora magia e tradizioni mistiche attraverso le donne cacciate dalle loro comunità con l'accusa di stregoneria.

Rencontres d'Arles 2025. © Salvo Veneziano/Palermofoto/FPmag Rencontres d'Arles 2025, Alma di Keisha Skarville. © Salvo Veneziano/Palermofoto/FPmag.


Il Festival OFF

Al programma ufficiale si sono affiancate oltre novanta mostre indipendenti, promosse dall'associazione La Kabine con il supporto di Fisheye, in gallerie, atelier, giardini privati e spazi temporanei. La tradizionale Nuit de la Roquette ha chiuso la settimana con l'energia collettiva che rende Arles unica nel panorama dei festival fotografici mondiali. Rencontres d'Arles 2025, Festival Off, Il mago della minuteria alla galleria Cezar. © Salvo Veneziano/Palermofoto/FPmag Rencontres d'Arles 2025, Festival Off, Il mago della minuteria alla galleria Cezar. © Salvo Veneziano/Palermofoto/FPmag.

Road to Arles 2026

Ogni edizione dei Rencontres è come un soggetto che eredita dall'edizione precedente immagini, linguaggi, tensioni irrisolte e li rielabora senza poterle cancellare del tutto, perché il passato del festival abita ogni nuova proposta come un rimosso che ritorna. La trasmissione non è mai pura ripetizione né pura rottura: è un lavoro di elaborazione collettiva in cui ciò che si riceve viene trasformato e restituito, arricchito di nuove cicatrici, al pubblico che verrà. La 57ª edizione si intitola Des mondes à relire (mondi da rileggere) e il direttore artistico Christoph Wiesner ha costruito una programmazione all'insegna della complessità e della sensibilità, in risposta a quei discorsi che tendono a semplificare, a contrapporre, a ridurre. Non per addolcire la violenza del reale, ma per restituirle tutta la sua profondità.

Il programma del festival quest’anno si articola in sei sezioni — Indépendances, Traversées, Vies sensibles, Archives incertaines, Relectures ed Émergences — con un filo conduttore che percorre l'Africa e il Mediterraneo: dal Ghana alla Costa d'Avorio, dal Congo all'Africa del Sud, passando per Beirut e Tangeri. Un asse geografico e culturale già presente nell'edizione appena conclusa, che qui diventa struttura portante del programma.

Tra le mostre che ci incuriosiscono di più: le quattro grandi retrospettive dedicate a William Klein (cent'anni, ospitato al Museon Arlaten), Martine Barrat, Harry Gruyaert e Ming Smith — quattro autori con linguaggi e geografie molto distanti, accostati in un unico percorso che attraversa decenni di storia della fotografia. E poi il Prix Découverte Fondation Louis Roederer, con sette finalisti selezionati tra oltre 300 candidature: uno dei momenti in cui il festival sa ancora sorprendere davvero, come già visto nelle edizioni precedenti. E infine la sezione Vies sensibles, che quest'anno include pratiche ai confini del fotografico — dalla cianotipia dinamica alle colture batteriche su pellicola — promette di essere la più inattesa.

Come sempre, il Festival OFF vivrà di vita propria con decine di mostre parallele disseminate per la città, un ecosistema autonomo che si estende ben oltre le sedi istituzionali e che nei suoi anni migliori ha saputo rivaleggiare con il programma ufficiale per qualità e sorprese. L'edizione dell’Off 2025 era la prima gestita da una nuova organizzazione, e i risultati — almeno sul piano della cura verso artisti ed espositori — non hanno convinto del tutto. Ci auguriamo che il rodaggio sia servito.

Istruzioni per l'uso

Chi pensa di andare ad Arles ha davanti due opzioni. La settimana inaugurale (6–12 luglio) è la versione ad alta intensità: la città è al massimo della sua densità — fotografi, curatori, galleristi, collezionisti — con i vernissage delle mostre ufficiali, le feste dell'OFF e le storiche serate di proiezione al Teatro Antico.

Chi preferisce un ritmo diverso può scegliere qualsiasi altro momento fino al 4 ottobre: le mostre restano aperte, la città si svuota dei professionisti e si riempie di un pubblico più misto, e spesso è proprio in quei giorni che ci si ferma davvero davanti alle fotografie. Vale anche la pena tenere d'occhio settembre: Le septembre des Rencontres porta un programma di eventi dedicati alla trasmissione e alla lettura delle immagini, in coincidenza con il bicentenario della fotografia.

Per i biglietti, la scelta è tra il forfait toutes expositions (42,00 €, ridotto 33,00 €), che dà un ingresso per sede valido per tutta la durata del festival, e il forfait journée (35 €, ridotto 29 €), attivabile in un giorno a scelta. Esiste anche il biglietto singolo per singola esposizione, da 6 a 15 € a seconda della sede. L'ingresso è gratuito per i minori di 18 anni. Il forfait toutes expositions si ritira fisicamente alla biglietteria del festival (34 rue du Docteur Fanton, aperta dal 22 giugno), presentando un documento d'identità. La biglietteria online (che vi consigliamo vivamente di utilizzare) è già attiva su billetterie.rencontres-arles.com.

Per il Photo Folio Review — le letture portfolio con oltre centocinquanta esperti internazionali che si svolgono dal 6 al 10 luglio — le iscrizioni online sono aperte fino al 18 giugno, con tariffe da 200,00 € per 5 appuntamenti da 20 minuti. Chi si iscrive al Folio Review ha diritto al forfait toutes expositions a tariffa ridotta.

[ Pietro Alfano ]

pubblicato in data 12-06-2026 in NOTIZIE / EVENTI

ARLES2026 SalvoVeneziano






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