Friuli Venezia Giulia Fotografia 2017

pubblicità su FPmag
Comunicazione SandroIovine

Due Miss per la pace?

A sinistra, Adar Gandelsman e Sarah Idan, a destra Sarah Idan e Denisse Franco. Fonti: www.instagram.com/sarahidan e www.instagram.com/denissefrancop. A sinistra, Adar Gandelsman e Sarah Idan, a destra Sarah Idan e Denisse Franco.

Due Miss per la pace?

Qual è la differenza tra queste due fotografie pubblicate su Instagram?
E no, non mi riferisco al formato o alla posizione di miss Sarah Idan all'interno dell'inquadratura. Guardatele con attenzione. Quello che vi sto chiedendo è quale sia la differenza strutturale tra queste due immagini, ennesima declinazione dell'autoritratto autocelebrativo (scusate, ma selfie è una parola che proprio non sopporto).
Le avete analizzate bene? E cosa avete scoperto?
Sì, è proprio così: cambia uno dei personaggi raffigurati, quello sempre presente si sposta da destra a sinistra e, come già accennato, il formato dell'immagine è differente. Poi potremo aggiungere che l'illuminazione, l'angolo di ripresa e l'altezza da cui è stato fatto lo scatto etc. non sono identici. Ma di fatto la struttura generale è la stessa. Eppure all'immagine di destra non si è interessato nessuno, mentre di quella di sinistra oggi se ne parla sulla maggioranza dei quotidiani online.
Perché?

Adar Gandelsman, Miss Israele 2017 e Sarah Idan, Miss Iraq 2017, nell'immagine pubblicata sull'account di Sarah Idan. Fonte: www.instagram.com/sarahidan.
Adar Gandelsman, Miss Israele 2017, e Sarah Idan, Miss Iraq 2017, nell'immagine pubblicata sull'account di Sarah Idan. Fonte: www.instagram.com/sarahidan.

La risposta è semplice e si chiama notiziabilità. Nella foto di sinistra le due ragazze sono Adar Gandelsman, Miss Israele 2017, e Sarah Idan, Miss Iraq 2017. Nella foto di destra abbiamo sempre Sarah Idan, ma stavolta in compagnia di Denisse Franco, Miss Messico 2017. Entrambe le fotografie sono state scattate in occasione della partecipazione delle protagoniste al recente concorso di Miss Universo 2017.
Giornalisticamente parlando il peso delle due immagini è totalmente differente a dispetto gli aspetti strutturali delle due immagini. Che Miss Iraq e Miss Messico si facciano un autoritratto può interessare ai non certo pochi cultori della bellezza femminile e a parenti e amici delle ragazze raffigurate, ma poi ci fermiamo lì. Interesse giornalistico prossimo allo zero.
Diverso il discorso se sono raffigurate MIss Israele e Miss Iraq, che han pensato bene di ritrarsi una a fianco all'altra e lanciare messaggi di pace e fraternità tra i loro due popoli che tanto in buoni rapporti storicamente non sono mai stati. «Peace and Love from Miss Iraq and Miss Israel ❤️❤️💕💕» (Pace e amore da Miss Iraq e Miss Israele) scrive Sarah Idan. Dall'altra parte, in un post simmetrico, «Get to know, this is Miss Iraq and she's amazing❤️» (Vi presento Miss Iraq, è fantastica) replica Adar Gandelsman.

Adar Gandelsman, Miss Israele 2017 e Sarah Idan, Miss Iraq 2017, nell'immagine pubblicata sull'account di Adar Gandelsman. Fonte: www.instagram.com/adar_gandelsman.
Adar Gandelsman, Miss Israele 2017 e Sarah Idan, Miss Iraq 2017, nell'immagine pubblicata sull'account di Adar Gandelsman. Fonte: www.instagram.com/adar_gandelsman.

Ora prescindendo da quella stucchevolezza peace&love che solo un concorso di bellezza riesce produrre, la notiziabilità sta proprio nel contrasto tra quanto espresso nelle foto reciprocamente pubblicate e i rapporti tutt'altro che idilliaci che da sempre intercorrono tra Israele e il mondo arabo. E, infatti, se date uno sguardo ai quotidiani online di oggi, 18 dicembre 2017, potete constatare come le due Miss campeggino in home page su La Stampa, La Repubblica, ll Giornale e Corriere della Sera. Senza perdere troppo tempo, potete però facilmente trovare riscontri anche all'estero, ad esempio su The Indipendent e su The Telegraph. Non posso esimersi tuttavia dal sottolineare, onore al merito, che Alessia Arcoleci (e tante scuse a chiunque altro ne abbia parlato e di cui non ho trovato traccia) ne aveva già parlato in modo ragionevolmente neutro su Vanity Fair il 17 novembre 2017.

Ovviamente quanto detto fin qui rende le foto notiziabili, sì, ma con un appeal relativo, che potrebbe addirittura risultare urticante per un lettore ideologicamente molto schierato, tanto in una direzione quanto in quella opposta. Se però si riesce a trovare qualcosa in più, ecco che la notizia si guadagna le prime pagine e le home page. La tematizzazione della notizia è infatti per tutti più o meno sempre la stessa: la famiglia di Miss Iraq è stata costretta ad abbandonare il suo paese per le minacce ricevute da parte dell'ortodossia islamica. Una conferma di quanto già sapevamo.
Poco conta chi nel mondo israeliano o in quello arabo abbia fatto arrivare il proprio consenso. Troppo scontato. Conta poco chi saggiamente distingue tra ebraismo e sionismo. Troppo dotta come distinzione.
Si sa che Israele non è amata nel mondo arabo, quindi è più che possibile che menti non proprio illuminate decidano che il farsi un autoritratto con Miss Israele sia un gesto inaccettabile. E poi il nemico giurato dell'Occidente sono i mussulmani e per estensione gli arabi, quindi è naturale che manifestino la loro scelleratezza costringendo una famiglia alla fuga per una foto in cui si inneggia alla pace con il nemico per antonomasia.
Inevitabile quindi giocarsi la carta della pioggia di minacce e insulti «molti dovuti al fatto che la ragazza irachena aveva lanciato in rete diversi scatti in cui era vestita solo con un bikini», come scrive Letizia Tortello nel sul pezzo pubblicato su La Stampa. Tutto plausibile e non c'è motivo di mettere in dubbio quanto affermato, anche se certo il riferimento non è all'account Instagram che, sfogliato per intero (... che noia, a dispetto dell'indiscutibile avvenenza della protagonista), non ha mostrato immagini di Sarah Idan in bikini.

A margine si potrebbero anche notare altri dettagli. Se le date di pubblicazione dei giornali citati fanno fede, pare che i quotidiani italiani abbiano scoperto questa imperdibile... breaking news solo oggi, 18 dicembre 2017, mentre The Indipendent l'aveva pubblicata il giorno precedente (17 dicembre) e The Telegraph il 15 dicembre. Questa, però, rischia di essere un polemica inutile.
Quello che interessa in questa sede è sottolineare come la forza di un'immagine apparentemente innocente possa scatenare ancora oggi, anno domini 2017, tanto clamore. Certo, la storia giornalisticamente c'è: una ragazza si fa un autoritratto con un'altra ragazza e per via delle rispettive nazionalità scoppia una protesta virulenta nel mondo arabo che costringe alla fuga la famiglia di una delle due.
In un momento come questo in cui siamo perennemente sull'orlo di un possibile conflitto di civiltà (o almeno così ci ricordano praticamente tutti i giorni i mass media), non possiamo che riflettere su quanto intollerante sia il mondo arabo in generale e mussulmano in particolare. Bisogna prepararsi al peggio, perché i semi di questa intolleranza prima o poi ci porteranno la guerra in casa, perché tanto attraverso i migranti ci stanno già invadendo e porteranno via la nostra terra, la nostra cultura e le nostre tradizioni...
Chiudo con la coscienza che l'analisi potrebbe e dovrebbe essere più puntigliosa e che le veloci ricerche che ho fatto sui motori di ricerca non si possono certo considerare esaustive relativamente alla notizia del putiferio intorno alla foto delle due Miss pacifiste. Tuttavia, per dovere di cronaca, sottolineo che la notizia della fuga dall'Iraq della famiglia Idan era già stata pubblicata il 14 dicembre su The Jerusalem Post... [ Sandro Iovine ]


_ _ _

[ RISORSE INTERNE ]
◉ [ tag ] Sandro Iovine su FPmag

Friuli Venezia Giulia Fotografia 2017

pubblicità su FPmag



partecipa alla discussione

share

pubblicato in data 18-12-2017 in NOTIZIE / OPINIONI



altro in OPINIONI



notizie recenti



FPmag

direttore responsabile Sandro Iovine | sandro.iovine@fpmagazine.eu - caporedattore Stefania Biamonti | stefania.biamonti@fpmagazine.eu - web developer Salvatore Picciuto | info@myphotoportal.com - coordinamento linguistico Nicky Alexander - traduzioni Nicky Alexander, Rachele Frosini - collaboratori Davide Bologna, Mimmo Cacciuni Angelone, Laura Marcolini, Stefano Panzeri, Pio Tarantini, Salvo Veneziano - referente per il Lazio Dario Coletti - referente per la Sardegna Salvatore Ligios - referente per la Sicilia Salvo Veneziano - redazione via Spartaco, 36 20135 Milano MI | redazione@fpmagazine.eu - tel. +39 02 49537170 - copyright © 2015 FPmag - FPmag è una pubblicazione Machia Press Publishing srl a socio unico - via Cristoforo Gluck, 3 20135 Milano MI | P.I. 07535000967 - C.F. 07535000967 - Registrazione del Tribunale di Milano n. 281 del 9 settembre 2014

about | newsletter | cookies, privacy, copyright