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Un momento della lecture di Sandro Iovine su William Eggleston's Guide nell'ambito de La notte della fotografia 2026 1 / 4       Un momento della lecture di Sandro Iovine su William Eggleston's Guide nell'ambito de La notte della fotografia 2026. © FPmag.

Il pubblico alla lecture di Sandro Iovine su William Eggleston's Guide nell'ambito di La notte della fotografia 2026 2 / 4       Il pubblico alla lecture di Sandro Iovine su William Eggleston's Guide nell'ambito di La notte della fotografia 2026. © FPmag.

L'ex Chiesa delle Benedettina, una delle sedi delle proiezioni de La Notte della fotografia 2026. 3 / 4       L'ex Chiesa delle Benedettina, una delle sedi delle proiezioni de La Notte della fotografia 2026. © FPmag.

La sede di proiezione presso il Circolo dell'Unione durante La notte della fotografia 2026. 4 / 4       La sede di proiezione presso il Circolo dell'Unione durante La notte della fotografia 2026. © FPmag.

La qualità che ci salva dai troppi festival

Siamo circondati da notizie che definire cattive denota un alto grado di ottimismo. Una di quelle che potrebbero fare eccezione è quella che ci informa che nel nostro paese il numero delle manifestazioni culturali dedicate alla fotografia è in crescita. Non ho utilizzato il condizionale a caso in quanto se è vero che i numeri non possono non essere considerati positivi, d'altra parte si conferma l'assioma che non vuole vedere marciare fianco a fianco qualità e quantità. Di fatto a fronte di questo se negli ultimi anni abbiamo potuto assistere a un incremento considerevole di manifestazioni legate al mondo della cultura fotografica, di media non si può non essere critici (quasi sempre assai critici) rispetto alla qualità offerta, anche considerando le difficoltà che gli organizzatori immancabilmente debbono affrontare. In questo quadro quasi mai esaltante ci sono però delle eccezioni.

Un momento delle proiezioni presso l'ex Chiesa delle Benedettine. © FPmag Un momento delle proiezioni presso l'ex Chiesa delle Benedettine. © FPmag.

La notte della fotografia

Fra queste senza dubbio va annoverata La notte della fotografia, l'evento ideato e realizzato da Annamaria Belloni e giunto quest'anno alla sua quinta edizione. A differenza della maggior parte delle manifestazioni legate alla fotografia in Italia non sono previste mostre con le stampe appese alle pareti, ma una serie di proiezioni in differenti location nel centro di Piacenza. L'iniziativa trae spunto evidente dalla Nuit de la Photo che si tiene durante la prima settimana de Les Rencontres de Photographie ad Arles. Come nella manifestazione francese anche a Piacenza le proiezioni, dislocate in prestigiose sedi del centro storico, partono alle 21:00 per terminare a mezzanotte. Si assiste così a una piacevole migrazione, favorita dalla prossimità delle sedi, che vede gruppi di appassionati, ma anche di cittadini alieni alla perversione fotografica che si spostano in gruppi che si snodano tra una proiezione e la successiva. Da sottolineare quest'anno la presenza di autori internazionali di tutto rilievo, per il cui elenco rimando all'articolo pubblicato in precedenza (La fotografia illumina la notte di Piacenza).

Un momento delle proiezioni presso i Chiostri del Duomo. © FPmag Un momento delle proiezioni presso i Chiostri del Duomo. © FPmag.

Atmosfera arlesiana

Per quanto mi riguarda l'edizione di quest'anno è stata la prima cui ho avuto modo di partecipare, e posso solo dolermi di aver trascurato le precedenti. L'atmosfera che ho potuto respirare mi ha ricordato da vicino quella vissuta nelle estati artesiane. Ho apprezzato molto la durata di circa quindici minuti delle singole proiezioni mandate in loop: un tempo giusto per godere appieno di ciò che si sta vedendo riuscendo a mantenere viva l'attenzione senza perdere concentrazione. Belle e funzionali le sedi scelte per le proiezione, tutte al chiuso, meno quella all'aperto presso i bellissimi Chiostri del Duomo, per garantirsi da eventuali problemi metereologici imprevedibili al momento di decidere il programma della manifestazione. Straordinaria, strepitosa e qualunque altro superlativo di senso positivo possa venire in mente, la location dell'ex Chiesa delle Benedettine eccezionalmente aperta al pubblico in questa occasione e in grado di offrire uno spettacolo mozzafiato. Piacevole, raccolta ed estremamente funzionale anche la sede di Palazzo Ghizzoni Nasalli, dove peraltro ho avuto l'onore di poter tenere una lecture sul libro William Eggleston's Guide in occasione della presentazione/inaugurazione della manifestazione. A questo proposito mi fa piacere sottolineare come la partecipazione del pubblico sia stata considerevole sia sotto l'aspetto della quantità sia sotto quello della qualità tradotta in attenzione e partecipazione. In conclusione l'esperienza piacentina è stata particolarmente positiva nel suo complesso e mi sento di plaudire all'impegno di Annamaria Belloni e dei suoi collaboratori la cui dedizione mi auguro venga premiata al più presto dall'eco mediatico come meriterebbe e da una conseguente partecipazione di pubblico sempre più ampia.

[ Sandro Iovine ]


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La Notte della fotografia
Annamaria Belloni

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pubblicato in data 11-05-2026 in NOTIZIE / OPINIONI

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