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iSTONE(2002) di Shinichi Hiromoto.
© Shinichi Hiromoto-Kodansha Ltd – Kappa edizioni.

Che cosa succederebbe se improvvisamente l'acqua sparisse dalla Terra, la sabbia riempisse gli oceani e ogni forma di urbanizzazione venisse polverizzata? Che fine farebbe il paesaggio per come lo intendiamo? La visione apocalittica del fumettista giapponese Shinichi Hiromoto

Un pianeta asciutto e polveroso: immaginate che sulla Terra l'acqua non ci sia più. O che ne sia rimasta pochissima e chissà dove. Gli oceani sono contenitori colmi di sabbia e, all'interno di essa, vivono e si muovono giganti bizzarri, mostri deformi, fauci assassine. Le antiche città sono fatiscenti cimiteri di cemento da cui la vita è fuggita per scampare alla furia del Kuroshio, la corrente distruttiva che in epoche remote aveva posto fine alla civiltà.
La natura si è vendicata nei confronti di uomini e donne, responsabili di aver alterato ogni equilibrio e, soprattutto, di essere intervenuti senza controllo sul paesaggio e sulle terre, urbanizzando, edificando, brutalizzando o consumando ogni risorsa. Quando la possibilità di essere stanziali non c'è più, cosa accade?
Semplice: la gente torna a muoversi per sopravvivere. E in un pianeta dove le città sono silenziosi simulacri, e dove l'acqua è la risorsa più scarsa, gli essere umani sopravvivono vagando a bordo di gigantesche baleniere che solcano i mari di sabbia alla ricerca disperata di cibo. Le prede più ambite sono le balene della sabbia, ma catturarle è arduo, pericoloso ed espone chi caccia a rischi mortali. Zizi, ovvero la strega dai capelli rosa, è una ragazzina che vede attraverso la sabbia e riesce sempre ad avere la meglio sulle balene e sugli altri mostri nascosti nella sabbia. Ma vale la pena vivere in un mondo così?
Il mangaka Shinichi Hiromoto venne definito, un paio di decenni fa, l'enfant terrible dei fumetti giapponesi. L'anno prossimo l'ex-enfant compirà 50 anni. Sin dagli esordi di una carriera di tutto rispetto la sua fantasia lo ha portato a immaginare civiltà in declino e scenari apocalittici.
Stone, uscito per la prima volta in Giappone nel 2002, è un'epopea semplificata in cui tutto ruota intorno alla presa di coscienza di una eroina che si rivela in grado di affrontare vittoriosamente ogni tipo di avversità o di sfida. C'è un individualismo di fondo alla Mishima che nelle storie scritte e disegnate da Hiromoto acquisisce connotazioni pulp, con urla improvvise, cacofonie tonanti, sorprese paurose (come gli improvvisi attacchi dei Jaws, ovvero fauci voraci che non hanno corpo né occhi) e dialoghi nervosi. La trama è ridotta all'osso e, come capita sempre nei manga, ciò che conta davvero è l'emotività dei personaggi.
Verosimiglianza? Neanche un briciolo, ma questo per gli autori nipponici non è mai stato un problema.

[ Maurizio Principato ]

iSTONE (2002) di Shinichi Hiromoto.
© Shinichi Hiromoto – Kodansha Ltd – Kappa edizioni.

iSTONE (2002) di Shinichi Hiromoto.
© Shinichi Hiromoto – Kodansha Ltd – Kappa edizioni.

THE MASSIVE (2012)
di Brian Wood, Kristian Dolandson, Dave Stewart
© Panini comics – Dark Horse Comics

Un pianeta sommerso: immaginate che sulla Terra l'acqua sia ovunque. Esattamente all'opposto di ciò che descrive Stone, The Massive parla di un pianeta dove le città e la civiltà del passato sono state spazzate via dal grande Crollo, una disastro globale in cui il pianeta si è riappropriato di sé e della propria libertà, sommergendo ogni cosa. I mari sono solcati da navi come quella guidata dal capitano Callum Israel, che vaga su un peschereccio riconvertito in cerca di amici e compagni scomparsi.
Una storia di sapore hollywoodiano, dove l'ambiente de-urbanizzato è il protagonista assoluto e gli umani (ambientalisti o pirati che siano) sembrano perduti e senza prospettive, come navi alla deriva.




La copertina e l'incipit di THE MASSIVE (2012)
di Brian Wood, Kristian Dolandson, Dave Stewart.
© Panini comics – Dark Horse Comics.

iLa copertina e alcune tavole tratte dal primo episodio di STONE (2002) di Shinichi Hiromoto.
© Shinichi Hiromoto – Kodansha Ltd – Kappa edizioni.

iSTONE (2002) di Shinichi Hiromoto.
© Shinichi Hiromoto – Kodansha Ltd – Kappa edizioni.
v DUNE (1984)
di David Lynch

I richiami e le associazioni a Stone sono numerosi. In ambito cinematografico il primo e più diretto è probabilmente quello a Dune, un film di fantascienza del 1984 diretto da David Lynch e tratto dal romanzo omonimo di Frank Herbert. Saga complessa e articolata, il romanzo di Herbert propone una lotta per il potere assoluto in gran parte ambientata sull'inospitale pianeta Arrakis, ormai quasi del tutto privo di acqua e devastato sia da imponenti uragani che ne sconvolgono la superficie con venti a 800Km l'ora, sia da enormi vermi che vivono nella sabbia, invulnerabili ad ogni attacco umano.


Suna no Onna (1962)
di Hiroshi Teshigahara

Altro possibile richiamo è il claustrofobico Suna no nona (La donna di sabbia), diretto nel 1962 da Hiroshi Teshigahara e direttamente ispirato all'omonimo romanzo di Abe Kobo (che può essere visto in versione integrale sottotitolata in inglese qui). Il romanzo descrive in modo estremamente claustrofobico le vicende dell'entomologo dilettante Niki Junpei, che alla ricerca di un insetto ancora sconosciuto cui dare il proprio nome, finisce nella casa di una giovane vedova, sul fondo di una profonda fossa di sabbia. L'uomo e la donna sono costretti a scavare tutti i giorni la sabbia per non rimanerne seppelliti. La rabbia e l'angoscia per la situazione coatta dominano il romanzo, nella continua frustrazione di una fuga impossibile in quella prigione di sabbia. Un elemento in cui, a differenza dell'acqua, non si può nuotare, ma che imprigiona e uccide sotto il suo peso. La libertà mentale arriverà solo quando Junpei comprenderà per quale ragione esistono altre case in fondo a profonde fosse analoghe a quella in cui lui è costretto a vivere.

iL'apertura del primo episodio di STONE (2002) di Shinichi Hiromoto.
© Shinichi Hiromoto – Kodansha Ltd – Kappa edizioni.

Shinichi Hiromoto - Nato a Kumamoto (Isola di Kyūshū, Giappone) il 4 gennaio 1966, Shinichi Hiromoto inizia l'attività professionale di autore e disegnatore di fumetti agli albori degli anni Novanta, con la pubblicazione dei manga Single Action Army (1992) e Benkei (1993). Entrambe le serie uscirono per Kodansha, una delle più importanti case editrici nipponiche di fumetti. Altre opere di grande successo realizzare in seguito dal mangaka sono: Fortified School, Hells Angels, Bushidou, Girls Zombie. Freddo e razionale, non scevro da un compiaciuto gusto per l'orrido o per il rivoltante, Shinichi Hiromoto è un autore alla costante ricerca di nuove opportunità narrative. Non mira al successo commerciale – anche se a volte lo raggiunge involontariamente – e si impegna a immaginare e mostrare universi futuri dove le città sono distrutte e in cui ciò che oggi riteniamo mostruoso o deforme è semplicemente parte della quotidianità. In molti dei suoi manga Hiromoto indulge inoltre in tematiche erotico-pornografiche esplicite, pensate per un pubblico adulto e con uno stomaco resistente ai colpi bassi, ma non è il caso di Stone.