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Racconti dalla camera oscura

La fotografia e la figura del fotografo sono stati più volte scandagliate dalla letteratura. Interessanti spunti di riflessione sono stati offerti più volte da studiosi come Diego Mormorio che, in varie occasioni, si è lanciato nella ricerca di parallelismi e incroci tra le due forme di espressione. Diversa è la riflessione implicita nel lavoro di Walter Guadagnini, che ha raccolto una serie di brani o opere intere che segnano una relazione più o meno diretta tra la letteratura occidentale e la fotografia.
Passando per Hawthorne, Hardy, Maupassant, Pirandello, Bioy Casares, Cortázar, Calvino e Conway, Guadagnini ci offre la possibilità di accedere a una letteratura che racconta di fotografi, inventori, negromanti o, in qualche caso, di scienziati che con le loro creazioni possono scoprire delitti, distruggere famiglie, scoprire nuove forme di vita o addirittura modificare il corso del tempo.
La veloce cavalcata nel mondo della letteratura proposta da Guadagnini ripercorre varie fasi di approccio all'idea stessa di fotografia, passando da una riproposizione più o meno pedissequa della percezione contemporanea di conquista della scienza che farà soccombere le altre rappresentazioni iconiche, contrapposta a visioni reazionarie e conservatrici che, nella prima metà dell'Ottocento, individuavano nello strumento prodigioso, un nemico se non da abbattere, quantomeno da evitare. Il fotografo, o meglio il dagherrotipista come nel caso de La casa dei sette abbaini, assomma in se stesso una commistione di pensiero e pratica che è sospesa tra una dimensione scientifica e una magica.
Più in là nel tempo, in autori come Hardy (Una donna di immaginazione) e Pirandello (La buon'anima e La giornata), la fotografia si sostituisce alla persona, la rimpiazza in ambiti al confine tra fantasia e realtà. Il conflitto sotteso è quello tra una storia troppo breve per essere accolta dalla letteratura con onore e la natura di analogon della fotografia, condannata a rimanere ancora in un limbo a metà strada tra realtà e magia, tra scienza e fantasia.
Di grande interesse, per chi non li avesse ancora letti, Le bave del diavolo di Julio Cortázar (cui è liberamente ispirata la sceneggiatura di Blow Up di Michelangelo Antonioni), L'invenzione di Morel di Adolfo Bioy Casares e L'avventura di un fotografo di Italo Calvino. Tutte opere che evidenziano, come scrive lo stesso Guadagnini, «il cambiamento di clima nella pratica e nella riflessione sulla fotografia che ha trovato in questi autori i suoi rappresentanti maggiori». Un volume che costituisce un prezioso riferimento per quanti intendano avvicinarsi al rapporto tra fotografia e letteratura e a una dimensione non passiva della pratica fotografica. Certamente da avere in libreria. [ Sandro Iovine ]

IL LIBRO

Racconti dalla camera oscura a cura di Walter Guadagninititolo: Racconti dalla camera oscura
autore: a cura di Walter Guadagnini
ISBN: 885721855
formato: 14x21cm
pagine: 192
fotografie: -
rilegatura: brossura
editore: Skira
prezzo: 15,00 €
info: contatti
web: www.skira.net
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pubblicato in data 31-01-2016 in NOTIZIE / LIBRI







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