Articolo disponibile in pochi istanti... ...VAI ALL'ARTICOLO »

iGabriele Basilico, rue El Marrrad, Beirut, 1991.
© Gabriele Basilico.

In occasione della mostra presso l'Abbaye de Jumièges, ripercorriamo i paesaggi urbani della Beirut di inizio anni Novanta con le immagini e le parole di Gabriele Basilico, a poco più di due anni dalla sua scomparsa

«Nel 1991 sono stato coinvolto dalla scrittrice libanese Dominique Eddé in un progetto che aveva come obiettivo la documentazione fotografica dell’area centrale della città di Beirut. Il lavoro era stato pensato per un gruppo di fotografi le cui esperienze si sarebbero liberamente incrociate. Mi sono trovato a lavorare accanto a Raymond Depardon, René Burri, Josef Koudelka, Fouad Elkoury e Robert Frank. Le necessità della committenza garantivano il più ampio grado di libertà: a nessuno era stato assegnato un compito specifico né tanto meno una porzione di territorio sulla quale operare. Solo l’area topografica era stata individuata ed era la stessa per tutti, corrispondente alla parte centrale della città, limitata a nord dal mare, a sud dalla tangenziale chiamata Ring, a est dal quartiere cristiano, e a ovest da un quartiere “misto”.
Non si trattava di realizzare un reportage o di produrre un inventario, bensì di comporre uno “stato delle cose”, un’esperienza diretta del luogo affidata a una libera e personale interpretazione, in un momento delicatissimo e irripetibile della storia di Beirut: la fine, nel 1990, di un’estenuante guerra iniziata quindici anni prima (13 aprile 1975), e l’attesa di una ricostruzione annunciata.
Una guerra assurda, spietata, perversamente giocata sulla ricomposizione degli schieramenti. Una guerra logorante, combattuta con armi medie e leggere, che ha distrutto centinaia di migliaia di vite umane e devastato il centro della città: in un’area di un chilometro per un chilometro e mezzo si è sparato senza sosta, nelle strade, dalle finestre, dai tetti, fin nei luoghi più sacri e privati, come dimostravano i bossoli di differenti calibri di proiettili che si trovavano ancora negli angoli più impensati. Alla fotografia veniva affidato il compito civile di contribuire, con la testimonianza della follia umana, alla costruzione della memoria storica.
Abbiamo lavorato tutti nel periodo compreso fra l’ottobre e il dicembre 1991.» (1)

[ Gabriele Basilico ]

--------------------------------------------
(1) - testo tratto da Basilico/Beirut, La Chambre Claire, Paris 1994.

iGabriele Basilico, provini a contatto, dal volume Gabriele Basilico, Beyrouth 1991... Photographies.

iGabriele Basilico, rue Petro Paoli, Beirut, 1991.
© Gabriele Basilico.

iGabriele Basilico, rue Allenby - rue Fakhry Bey.
© Gabriele Basilico.


LA MOSTRA


Gabriele Basilico, Beyrouth 1991... Photographies

a cura di Gabriel Bauret e Giovanna Calvenzi
14 marzo – 25 maggio 2015

Abbaye de Jumièges - logis abbatial

24, Rue Guillaume le Conquérant - Jumièges (Francia)
www.abbayedejumieges.fr

Orario:
da lunedì a domenica, ore 10,00-12,30 e 14,30-17,00.
Ingresso: intero 6,00 €; gruppi (almeno 20 persone) 5,00 €; ridotto 4,00 € (18-25 anni, famiglie numerose, insegnanti, previa presentazione di documentazione); gratuito (meno di 18 anni – esclusi i gruppi scolastici –, disoccupati, titolari RSA o assistenza sociale, previa presentazione di documentazione). Prenotazione obbligatoria per i gruppi.





L'Abbaye de Jumièges. © Giovanna Calvenzi.

BEIRUT CENTRE VILLE 1991

Nell'ambito della mostra Gabriele Basilico, Beyrouth 1991... Photographies, in esposizione presso l'Abbaye de Jumièges dal 14 marzo al 25 maggio 2015, verrà proiettato il documentario Beirut Centre Ville 1991, realizzato da Tanino Musso. In circa diciassette minuti il filmato ripercorre l'esperienza che coinvolse nel 1991 Gabriele Basilico, René Burri, Fouad Elkoury, Robert Frank e Sélim Nassib nella documentazione di Beirut.
FPmag è in grado di mostrarvi in queste pagine un ricco estratto dal documentario, realizzato dalla redazione, della durata di sei minuti.
Un sentito ringraziamento da parte di tutti noi a Giovanna Calvenzi per la concessione del filmato e per la garbata e presente collaborazione nella realizzazione di questo articolo.

riprese Tanino Musso
ricerca musicale Claudio Ricordi
in collaborazione con Studio SWE Produzioni Cine-TV Milano
regia Tanino Musso

Gabriele Basilico Gabriele Basilico - È nato nel 1944 a Milano, dove ha frequentato il Liceo artistico e successivamente si è laureato in Architettura al Politecnico. Il suo approccio alla fotografia avviene mentre è ancora studente e inizialmente è rivolto al sociale. Ben presto, però, le periferie urbane di Bill Brandt, le aperture intellettuali di Ugo Mulas, il rigore di Paolo Monti, Walker Evans e dei coniugi Becher e le aree del paesaggio postindustriale di Lewis Baltz entrano a far parte dei suoi riferimenti visivi e culturali. La sua prima grande ricerca è la serie Milano. Ritratti di fabbriche, 1978-80, nell'ambito della quale individua e cataloga la fabbrica come possibile simbolo indentitario del capoluogo lombardo. Nel 1984-85, partecipa alla Mission Photographique de la DATAR, un grande progetto di committenza pubblica francese mirato a fissare lo stato del paesaggio di fine secolo. Nel 1991 fotografa la città di Beirut, devastata dalla guerra. Cinque anni più tardi con Stefano Boeri presenta alla Biennale di Venezia Sezioni del paesaggio italiano, un lavoro con cui ricerca un metodo per descrivere le trasformazioni dello stratificato paesaggio nazionale. A partire dalla seconda metà degli anni Novanta, mentre continua a lavorare su Milano, realizza indagini su singole città alla ricerca di una chiave di lettura del complesso spazio urbano dei nostri tempi (Cityscapes, 1999; Scattered City, 2005). Gabriele Basilico è scomparso a Milano il 13 febbraio 2013.