GLOBAL RELIGION La religione nel mondo e i suoi aspetti meno conosciuti: tra misticismo e lati oscuri

«Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali» recita l’articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana. Eppure al di là del dettato costituzionale in quest’epoca, complici anche gli avvenimenti tragici imposti dalla cronaca internazionale, la percezione comune delle religioni differenti da quella cristiana è spesso oggetto di diffidenza, quando non è venata da sentimenti al limite del razzismo.
Global Religion è un progetto alla cui origine vi è proprio la constatazione di questa realtà e la voglia di mostrare come la vita di molti sia fortemente ispirata a forme di spiritualità lontane per tradizione e origine geografica, ma non per questo meno potenti di quelle generate dalla cultura prevalente in Italia. Si è trattato quindi, agli esordi del lavoro, di ricercare un possibile terreno comune, quello della spiritualità appunto, in cui potessero incontrarsi tanto gli italiani quanto gli stranieri presenti sul territorio nazionale.
Del resto la religione, al di là della professione individuale o collettiva, impregna ogni aspetto dell’attività umana sotto qualsiasi latitudine. Per questo motivo può rivelarsi facilmente un ottimo filo conduttore per un’analisi molto più vasta e approfondita, che sconfina negli ambiti della sociologia e dell’antropologia. Global Religion, infatti, ha finito per indirizzarsi proprio verso una chiave di lettura giornalistica dei fenomeni religiosi molto più ampia. La religione, da soggetto principale di analisi, si è in altre parole trasformata nello strumento attraverso il quale far passare il racconto di storie complesse e articolate. Questo si è verificato attraverso un processo di avvicinamento progressivo alle tematiche socio-antropologiche passato attraverso la documentazione della fuga dei cristiani siriani, perseguitati da al-Nuṣra, da Aleppo e Kessab verso l’Armenia. Una situazione che ha poi generato, a distanza di circa un anno, un ritorno sui luoghi per raccontare il Paese nelle sue sfumature più intime e meno conosciute in occasione del centenario dell’eccidio armeno.
Grazie a Tamara Ferrari e Marco Finazzi, e alla testata Vanity Fair, si è potuta verificare una ulteriore evoluzione che ha dato il via a un lavoro molto lungo che, nel corso degli anni, porterà alla documentazione dei luoghi nel mondo in cui si sarebbero verificate apparizioni mariane. Il fil rouge dei luoghi di culto, nati laddove il credo popolare vuole che la Madonna sia apparsa agli esseri umani, sarà dunque la guida per indagare su situazioni per lo più semisconosciute in cui il fenomeno, definito in termini religiosi, non è che la punta di un iceberg di reti relazionali dai risvolti estremamente complessi.

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