Friuli Venezia Giulia Fotografia 2017

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Una giornata estiva

Martino Lombezzi, Patrizia Poli è nata a Bologna nel 1957. Il 2 agosto 1980 si trovava sul terzo binario con il marito Ettore, in procinto di raggiungere alcuni amici a Roma per poi proseguire il viaggio verso la Sardegna. Le schegge e i detriti hanno ferito lei ma soprattutto il marito, sul capo e sul corpo. Sono stati tra i primi a raggiungere autonomamente l’ospedale. Mentre Ettore veniva medicato Patrizia, ignara della natura e delle dimensioni dell’accaduto, ha assistito al ricovero di decine di altri feriti, molti dei quali in gravi condizioni.. © Martino Lombezzi1 / 7       Martino Lombezzi, Patrizia Poli è nata a Bologna nel 1957. Il 2 agosto 1980 si trovava sul terzo binario con il marito Ettore, in procinto di raggiungere alcuni amici a Roma per poi proseguire il viaggio verso la Sardegna. Le schegge e i detriti hanno ferito lei ma soprattutto il marito, sul capo e sul corpo. Sono stati tra i primi a raggiungere autonomamente l’ospedale. Mentre Ettore veniva medicato Patrizia, ignara della natura e delle dimensioni dell’accaduto, ha assistito al ricovero di decine di altri feriti, molti dei quali in gravi condizioni. © Martino Lombezzi.

Martino Lombezzi, Una borsa fatta durante un campo scuola che Roberta Garuti portava con se il giorno dell’esplosione. Roberta Garuti è nata a Bologna nel 1964. Il 2 agosto 1980 avrebbe fatto il suo primo viaggio da sola,
raggiungendo i genitori a Chianciano Terme. L’esplosione l’ha sbalzata verso l’edicola: è uscita da sola dalla stazione, ricoperta di tagli provocati dai vetri esplosi. Per i venticinque anni successivi non ha mai più parlato con nessuno di questa esperienza. © Martino Lombezzi2 / 7       Martino Lombezzi, Una borsa fatta durante un campo scuola che Roberta Garuti portava con sé il giorno dell’esplosione. Roberta Garuti è nata a Bologna nel 1964. Il 2 agosto 1980 avrebbe fatto il suo primo viaggio da sola, raggiungendo i genitori a Chianciano Terme. L’esplosione l’ha sbalzata verso l’edicola: è uscita da sola dalla stazione, ricoperta di tagli provocati dai vetri esplosi. Per i venticinque anni successivi non ha mai più parlato con nessuno di questa esperienza. © Martino Lombezzi.

Martino Lombezzi, Marina Gamberini è nata a Bologna nel 1960. Nel 1980 lavorava negli uffici dell’azienda di ristorazione Cigar, ubicati nel piano sovrastante la sala d’attesa. Le colleghe Katia Bertasi, Mirella Fornasari, Euridia Bergianti, Nilla Natali, Franca Dall’Olio, Rita Verde sono state uccise dall’esplosione. Solo lei e un’altra collega, pur ferite, si sono salvate. © Martino Lombezzi3 / 7       Martino Lombezzi, Marina Gamberini è nata a Bologna nel 1960. Nel 1980 lavorava negli uffici dell’azienda di ristorazione Cigar, ubicati nel piano sovrastante la sala d’attesa. Le colleghe Katia Bertasi, Mirella Fornasari, Euridia Bergianti, Nilla Natali, Franca Dall’Olio, Rita Verde sono state uccise dall’esplosione. Solo lei e un’altra collega, pur ferite, si sono salvate. © Martino Lombezzi.

Martino Lombezzi, Lo skateboard che Giuseppe Soldano aveva con sé il giorno della strage. Giuseppe Soldano è nato a Brunico (Bolzano) nel 1966. Il 2 agosto 1980 aspettava un treno per Merano, dove avrebbe dovuto frequentare un corso di canoa. Il padre, che lo accompagnava, era andato a comprare dei panini, lasciandolo a guardia dei bagagli, quando la bomba è esplosa. È stato il primo a soccorrerlo, individuandolo e tirandolo fuori dalle macerie. Giuseppe si è risvegliato in ospedale con diverse costole rotte, lesioni a un polmone, un trauma cranico e varie ustioni in diversi punti del corpo. Oggi vive a Roma ed è un rocciatore professionista. © Martino Lombezzi4 / 7       Martino Lombezzi, Lo skateboard che Giuseppe Soldano aveva con sé il giorno della strage. Giuseppe Soldano è nato a Brunico (Bolzano) nel 1966. Il 2 agosto 1980 aspettava un treno per Merano, dove avrebbe dovuto frequentare un corso di canoa. Il padre, che lo accompagnava, era andato a comprare dei panini, lasciandolo a guardia dei bagagli, quando la bomba è esplosa. È stato il primo a soccorrerlo, individuandolo e tirandolo fuori dalle macerie. Giuseppe si è risvegliato in ospedale con diverse costole rotte, lesioni a un polmone, un trauma cranico e varie ustioni in diversi punti del corpo. Oggi vive a Roma ed è un rocciatore professionista. © Martino Lombezzi.

Martino Lombezzi, Eliseo Pucher è nato ad Ovaro (Udine) nel 1950. Nel 1980 lavorava presso un hotel di Salsomaggiore Terme come cuoco. Il 2 agosto si trovava nella sala d’aspetto, in attesa di un treno per tornare a Salsomaggiore a lavorare. L’esplosione gli ha rotto entrambe le gambe e le schegge di vetro l’hanno ferito in più punti. Oggi è tornato a vivere nel suo paese natale e lavora in un ristorante della zona. © Martino Lombezzi5 / 7       Martino Lombezzi, Eliseo Pucher è nato ad Ovaro (Udine) nel 1950. Nel 1980 lavorava presso un hotel di Salsomaggiore Terme come cuoco. Il 2 agosto si trovava nella sala d’aspetto, in attesa di un treno per tornare a Salsomaggiore a lavorare. L’esplosione gli ha rotto entrambe le gambe e le schegge di vetro l’hanno ferito in più punti. Oggi è tornato a vivere nel suo paese natale e lavora in un ristorante della zona. © Martino Lombezzi.

Martino Lombezzi, La coppa vinta nell’ultima gara di sci alpino disputata da Sonia Zanotti prima che le gravi ferite riportate nella strage le facessero smettere di sciare. Sonia Zanotti è nata ad Ortisei (Bolzano) nel 1969. Il 2 agosto 1980 si trovava alla stazione con la cugina in attesa di tornare a casa dopo una vacanza dai nonni sugli Appennini. L’esplosione le ha gravemente lesionato un piede e procurato numerose ustioni in varie parti del corpo. Oggi ha due figli e vive in provincia di Bolzano. © Martino Lombezzi6 / 7       Martino Lombezzi, La coppa vinta nell’ultima gara di sci alpino disputata da Sonia Zanotti prima che le gravi ferite riportate nella strage le facessero smettere di sciare. Sonia Zanotti è nata ad Ortisei (Bolzano) nel 1969. Il 2 agosto 1980 si trovava alla stazione con la cugina in attesa di tornare a casa dopo una vacanza dai nonni sugli Appennini. L’esplosione le ha gravemente lesionato un piede e procurato numerose ustioni in varie parti del corpo. Oggi ha due figli e vive in provincia di Bolzano. © Martino Lombezzi.

Martino Lombezzi, Un taxi schiacciato dal crollo della sala d’attesa, conservato nella sede bolognese della CoTaBO. © Martino Lombezzi7 / 7       Martino Lombezzi, Un taxi schiacciato dal crollo della sala d’attesa, conservato nella sede bolognese della CoTaBO. © Martino Lombezzi.

Una giornata estiva

Con gli scatti riuniti sotto il titolo Una giornata estiva, Martino Lombezzi intende richiamare alla memoria uno dei più gravi attentati della storia italiana del Dopoguerra, quello avvenuto alla stazione di Bologna il 2 agosto 1980. Il progetto è presentato al pubblico attraverso una mostra itinerante che, fino all’8 settembre 2017, resterà in esposizione presso il Palazzo Provinciale 2 di Bolzano.

Le affollate sale d’aspetto della stazione centrale di Bologna, nonché le strutture sovrastanti, parte della pensilina ed il treno Ancona-Basilea, in sosta al primo binario, crollarono il 2 agosto 1980 a seguito dello scoppio di un ordigno ad alto potenziale contenuto in una valigia. L’esplosione causò ottantacinque morti e duecento feriti. Il progetto di Martino Lombezzi, realizzato con la consulenza storica di Cinzia Venturoli, vuole coinvolgere e avvicinare il pubblico a questo evento controverso e drammatico attraverso i ritratti e i racconti di alcuni sopravvissuti alla strage.
È la memoria, infatti, la base della nostra identità, non solo personale, ma anche collettiva che, come descritto dal comunicato stampa ufficiale dell’evento, «è fatta di tracce, di segni, di frammenti, di integrazione di ricordi individuali che rischiano di essere labili se non vengono raccolti, preservati e messi a disposizione dei membri della comunità in luoghi del cuore e in luoghi della memoria».

La mostra presso Palazzo Provinciale 2 si configura come la prima tappa del tour espositivo di Una giornata estiva ed è stata organizzata da Foto Forum, con il sostegno della Provincia Autonoma di Bolzano Alto Adige e in collaborazione con l’Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage della Stazione di Bologna del 2 Agosto 1980. [ Sara Zanini ]

Martino Lombezzi. Una giornata estiva
Palazzo Provinciale 2, piazza Silvio Magnago, 10 - Bolzano
25 luglio – 8 settembre 2017

orario: da martedì a venerdì, ore 15,00 - 19,00 | sabato, ore 10,00 - 12,00
ingresso: libero
info: www.foto-forum.it


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RISORSE INTERNE
◉ [ video ] Parigi. Il giorno dopo

RISORSE ESTERNE
Martino Lombezzi
Palazzo Provinciale 2
Foto Forum
Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage della Stazione di Bologna del 2 Agosto 1980

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pubblicato in data 27-07-2017 in NOTIZIE / MOSTRE

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