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Seven Japanese Rooms

Lieko Shiga, Untitled, 2012. Dalla serie Rasen Kaigan. 1 / 10       Lieko Shiga, Untitled, 2012. Dalla serie Rasen Kaigan.

Tomoko Kikuchi, Lala, Zhangjie and Pandra, Sichuan Province, 2011. Dalla serie I and I. 2 / 10       Tomoko Kikuchi, Lala, Zhangjie and Pandra, Sichuan Province, 2011. Dalla serie I and I.

Tomoko Kikuchi, Guimei at the mirror, Chongqing, 2011. Dalla serie I and I. 3 / 10       Tomoko Kikuchi, Guimei at the mirror, Chongqing, 2011. Dalla serie I and I.

Lieko Shiga, Untitled, 2012. Dalla serie Rasen Kaigan. 4 / 10       Lieko Shiga, Untitled, 2012. Dalla serie Rasen Kaigan.

Chino Otsuka, Untitled, 2015. Dalla serie Memoryscapes. 5 / 10       Chino Otsuka, Untitled, 2015. Dalla serie Memoryscapes.

Chino Otsuka, Untitled, 2015. Dalla serie Memoryscapes. 6 / 10       Chino Otsuka, Untitled, 2015. Dalla serie Memoryscapes.

Koji Onaka, Asahi, Toyama, 2013. Dalla serie
Short Trip Again, Matatabi-2. 7 / 10       Koji Onaka, Asahi, Toyama, 2013. Dalla serie Short Trip Again, Matatabi-2.

Koji Onaka, Asahi, Toyama, 2013. Dalla serie
Short Trip Again, Matatabi-2. 8 / 10       Koji Onaka, Asahi, Toyama, 2013. Dalla serie Short Trip Again, Matatabi-2.

Risaku Suzuki, dalla serie Sakura 07, 4-56, 2007. 9 / 10       Risaku Suzuki, dalla serie Sakura 07, 4-56, 2007.

Risaku Suzuki, dalla serie Sakura N. 51, 2003. 10 / 10       Risaku Suzuki, dalla serie Sakura N. 51, 2003.

Seven Japanese Rooms

Tomoko Kikuchi, Toshiya Murakoshi, Koji Onaka, Chino Otsuka, Lieko Shiga, Risaku Suzuki e Chikako Yamashiro. Sette nomi per sette artisti giapponesi e altrettanti approcci stilistici. Sette voci diverse per dar vita a un percorso espositivo in grado di restituire al pubblico un assaggio della vivacità e del fermento creativo di cui si nutre l'attuale panorama artistico giapponese, oggi più che mai eterogeneo per metodi espressivi, tematiche e media utilizzati.

L'esposizione, intitolata Seven Japanese Rooms. Fotografia contemporanea dal Giappone e curata da Filippo Maggia, intende infatti proporre al pubblico l'opera di sette fotografi tra i più rappresentativi della scena artistica giapponese contemporanea. Autori di età e formazione diversa, caratterizzati da stili espressivi talvolta estremamente differenti che tuttavia, guardando nel complesso la loro produzione, risultano accumunati da un modo di osservare e restituire la realtà che li circonda per certi versi più intimo e privato. Una prospettiva obliqua, ricca di rimandi e sottointesi, in cui l’esperienza diretta – intesa come coinvolgimento dell’artista nel vissuto quotidiano – diviene elemento fondante della narrazione, il diaframma attraverso il quale far vibrare su altre tonalità tematiche di più ampio respiro.

«Osservata dall’esterno, – sottolinea Filippo Maggia nel testo introduttivo al catalogo che accompagna la mostra – la scena contemporanea giapponese appare nella sua complessità ricca, assai variegata, finanche seducente. La stessa impossibilità di definire una o più tendenze assume immediata valenza positiva, tali e tanti sono i campi d’indagine, tutti affrontati con pari intensità e quella originalità di cui molte volte difetta la fotografia occidentale. È questa un’altra peculiarità che rende unico il palcoscenico nipponico delle immagini: capace di distaccarsi dall’ingombrante eredità dei maestri facendo proprie istanze che nascono dai cambiamenti in atto nella società contemporanea, tradotte in opere nitide, a volte anche formalmente classiche eppure graffianti, crude, essenziali. Ci troviamo di fronte a una generazione di artisti che, per quanto proceda in ordine sparso e ancora a credito di adeguato sostegno, è ben consapevole dei propri mezzi e parimenti abile a intercettare trasversalmente sensibilità condivisibili da tutti, in primis proprio dalla critica e dal pubblico occidentale che sembra da anni ormai come sedato da estetismi ridondanti».

L'esposizione rientra nell'ambito delle iniziative organizzate in occasione del 150° anniversario delle relazioni tra Italia e Giappone, e verrà inaugurata venerdì 16 dicembre 2016, alle ore 18,00, presso gli spazi di Fondazione Carispezia a La Spezia, dove resterà aperta al pubblico fino al 5 marzo 2017. All'inaugurazione sarà presente Michiko Kasahara, Chief Curator del Tokyo Museum of Photography, la quale sabato 17 dicembre terrà, presso gli stessi spazi, una lecture dedicata alla fotografia giapponese.

Con questa nuova mostra, Fondazione Carispezia intende proseguire il percorso dedicato alla fotografia contemporanea inaugurato nel 2015 con la prima personale in Italia del fotografo armeno-siriano Hrair Sarkissian (cfr. link inserito tra le Risorse Esterne). Un programma espositivo pensato per valorizzare questo particolare aspetto del linguaggio artistico contemporaneo, anche quale strumento per la comprensione di alcune di quelle contraddizioni e complessità che caratterizzano oggi molteplici aspetti della società e della cultura contemporanee.

Seven Japanese Rooms. Fotografia contemporanea dal Giappone
Fondazione Carispezia, via Domenico Chiodo, 36 - La Spezia
17 dicembre 2016 – 5 marzo 2017

orario: da martedì a venerdì, ore 15,00 - 19,00 | sabato e domenica, ore 10,30 - 13,00 e 15,00 - 19,00 | chiuso il lunedì, il 25 e 26 dicembre 2016 e il Primo gennaio 2017
ingresso: libero
info: 0187 258617
info@fondazionecarispezia.it
www.fondazionecarispezia.it

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[ RISORSE INTERNE ]
◉ [ mostre ] Araki Amore
◉ [ video ] Odyssey di Miki Nitadori
◉ [ mostre ]
Hrair Sarkissian. Back to the future

[ RISORSE ESTERNE ]
Fondazione Carispezia
Koji Onaka
Chino Otsuka
Lieko Shiga
Risaku Suzuki

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pubblicato in data 21-11-2016 in NOTIZIE / MOSTRE

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