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Migliori. Settant’anni di arti visive

Da Il tempo rallentato, 2009. © Nino Migliori. Da Il tempo rallentato, 2009. © Nino Migliori.

Migliori. Settant’anni di arti visive

Chi segue questa rubrica, e in genere le mie note sulla fotografia, sa che provo profonda stima verso Nino Migliori, di cui ho scritto più volte e recentemente in occasione dei suoi novanta anni, compiuti alla fine del settembre scorso. A Nino mi lega anche una sincera amicizia cementata dalla sua esuberante vitalità e dalla sua non comune disponibilità. Torno a scrivere questa breve nota, in apertura di anno ─ come piccolo, ulteriore omaggio e testimonianza verso il suo lavoro e la sua persona ─ in occasione del volume scritto dal critico ed editore Roberto Maggiori che, per le sue Edizioni Quinlan, ha pubblicato una raccolta di suoi saggi, Nino Migliori. Settant’anni di fotografia e arti visive, scritti nell’arco degli ultimi dodici anni e a lui dedicati.

Ossidazione - Autoritratto, 1949. © Nino Migliori. Ossidazione - Autoritratto, 1949. © Nino Migliori.

Il volume testimonia l’interesse dell’autore/editore verso Migliori, con cui Maggiori ha realizzato come curatore diverse mostre e pubblicazioni. Articolato in cinque capitoli, preceduti da una prefazione di Gianfranco Maraniello e da una introduzione di Maggiori, il volume ripercorre a grandi linee il lungo percorso fotografico e artistico ─ questi due termini nello specifico non sono pleonastici e poi tenterò di spiegare perché ─ del fotografo bolognese, un percorso iniziato sin dalla fine degli anni Quaranta. Maggiori parte dagli anni Cinquanta e dal ruolo che Migliori ha avuto nell’ambito del Neorealismo, una vicenda che, giustamente, l’autore considera non solo italiana.

Da Gente dell’Emilia, 1959. © Nino Migliori.Da Gente dell’Emilia, 1959. © Nino Migliori.

Il primo elemento che salta agli occhi in chiunque studi l’opera di Migliori è che, essendo un fotografo eclettico, ha saputo sempre navigare tra diverse modalità espressive della fotografia per cui riusciva contemporaneamente, e con risultati di altissimo livello, a realizzare fotografia più propriamente documentaria ─ nell’ambito appunto del Neorealismo: si ricordano, tra gli altri, i lavori Gente del Sud, Gente del Delta, Gente dell’Emilia, tutti datati tra la metà e la fine degli anni Cinquanta ─ e ardite sperimentazioni che lo vedevano misurarsi con elaborati procedimenti e usi di materiali diversi nella realizzazione delle fotografie. Queste manipolazioni si inseriscono nella grande tradizione delle avanguardie storiche cui Migliori dà un importante contributo nell’ambito del linguaggio fotografico. Ecco perché prima scrivevo di percorso fotografico e artistico, che può sembrare una definizione criticamente superata dal fatto che la fotografia è ormai considerata anche in Italia, come è giusto che sia, come una qualsiasi forma d’arte.

Da Lumen-Metope del Duomo di Modena, L’ermafrodito, 2015. © Nino Migliori.Da Lumen-Metope del Duomo di Modena, L’ermafrodito, 2015. © Nino Migliori.

In Migliori questo aspetto viene ancor più accentuato dal suo interesse, sempre vivo, verso le forme di arte visiva diverse dalla fotografia. Un capitolo del volume è dedicato, non a caso, alla frequentazione di Peggy Guggenheim, la miliardaria americana trasferitasi a Venezia dove ha svolto per decenni il ruolo di mecenate dell’arte. Migliori era dunque in piena sintonia e partecipazione con quegli artisti che, negli anni Cinquanta, svecchiavano la statica e polverosa arte italiana introducendo i sovversivi linguaggi delle Avanguardie Storiche e le contemporanee esperienze che stavano rivoluzionando l’arte, dall’Astrattismo all’Informale, fino alla Pop-Art.

Da Gente del Sud, 1956. © Nino Migliori.Da Gente del Sud, 1956. © Nino Migliori.

Chiudono il volume due capitoli, uno dedicato alle riflessioni (e realizzazioni fotografiche) di Migliori sulla natura ─ declinata stilisticamente nei modi più vari, dal Realismo all’Iperrealismo, all’Astrattismo ─ e l’altro a uno dei più recenti lavori, che Maggiori raccoglie sotto il titolo di Storie di luce e ombra, in cui Migliori realizza fotografie in bianconero di monumenti e relativi dettagli, illuminati soltanto dalla luce di candele: dichiarato l’intento di guidare l’osservatore verso una visione più intima e in linea con quella che storicamente si poteva avere ai tempi ─ Medio Evo e Rinascimento ─ in cui quelle opere vennero realizzate.
Ancora una volta grazie Nino per la tua vitalità creativa, così stimolante per le nuove generazioni di fotografi, e grazie Roberto Maggiori per questo volume indicato a chi vuole approfondire il percorso artistico di questo maestro della fotografia italiana. [ Pio Tarantini ]


Gilbert Garcintitolo: Nino Migliori. Settant'anni di fotografia e arti visive*
autore: a cura di Roberto Maggiori, con prefazione di Gianfranco Maranello e testi di Roberto Maggiori
ISBN: 978-88-99390-07-5
formato: 13,5x20,5cm
pagine: 132
editore: Edizioni Quinlan
prezzo: 21,00 €
anno: 2016
web: Compra online


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Saggio tirato in 250 copie numerate


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[ RISORSE INTERNE ]
◉ [ FPart ] FPart: la rubrica di Pio Tarantini
◉ [ FPart ] I novanta anni di Nino Migliori
◉ [ mostre ]
Nino Migliori. Lumen. Leoni e metope del Duomo di Modena

[ RISORSE ESTERNE ]
Nino Migliori
Edizioni Quinlan

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pubblicato in data 02-01-2017 in NOTIZIE / FPART

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