Friuli Venezia Giulia Fotografia 2017

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Le magie di Nino Migliori

Nino Migliori, dalla serie Muri, 1952. © Nino Migliori. Nino Migliori, dalla serie Muri, 1952. © Nino Migliori.

Le magie di Nino Migliori

Su queste pagine è stata già segnalata a suo tempo la mostra Il tempo, la luce e i segni di Nino Migliori, in corso a Milano presso la galleria M77*. Tuttavia ritengo che qualche ulteriore nota su questa esposizione possa invogliare lettori e appassionati che pur gravitando nell’area metropolitana milanese non l’hanno ancora visitata e fornire qualche ulteriore dato di riflessione ad altri lettori che invece non potranno visitarla per ragioni contingenti.

Nino Migliori, dalla serie Gente dell'Emilia. © Nino Migliori.Nino Migliori, dalla serie Gente dell'Emilia. © Nino Migliori.

Su Nino Migliori (Bologna, 1926) – uno dei più importanti fotografi italiani e internazionali – scrivo da molti anni, irresistibilmente attratto dalla sua ecletticità e dalla sua personalità così carica di positività, di passione, di rapporti umani fecondi che spingono molti di noi suoi ammiratori a parlare di lui come del ragazzo di novant’anni. Che credo sia un complimento tra i migliori che si possano fare a un grande artista rimasto sempre umile, attento e disponibile agli stimoli altrui.

Nino Migliori, dalla serie Cliché-verre, 1955_1958. © Nino Migliori.Nino Migliori, dalla serie Cliché-verre, 1955_1958. © Nino Migliori.

La mostra presso la Galleria M77, a cura di Michele Bonuomo, è importante per più motivi: tra gli altri – oltre alla spettacolarità delle opere − perché è ospitata in una galleria non specificamente fotografica, per la quale è stata pensata in modo da esaltare l’aspetto di ricerca artistica di un autore che già tra la fine degli anni Quaranta e i primi anni Cinquanta del secolo scorso, con grande coraggio, spingeva le sue sperimentazioni fotografiche fino ai confini estremi del connubio con altre forme d’arte visive, pur restando squisitamente dentro la materia della fotografia.
I suoi pirogrammi, cellogrammi, cliché-verre e altre sperimentazioni sono note perché appartengono ormai alla storia della fotografia, ma vedere le stampe originali, spesso in grande formato – come accade in questa mostra – è sempre un piacere per l’occhio e la mente.

Un dettaglio della mostra di Nino Migliori presso la Galleria M77 di Milano. © Lorenzo Palmieri.Un dettaglio della mostra di Nino Migliori presso la Galleria M77 di Milano. © Lorenzo Palmieri.

Della corposa produzione di Nino il curatore ha scelto tre momenti significativi: le sperimentazioni, i muri e una parte della sua produzione realista. Tre fasi importanti del suo percorso nelle quali lo spettatore può ritrovare gli elementi di forza di un autore fuori dalle regole, un libero pensatore visivo che non si è mai fatto ingabbiare da correnti, tendenze, mode. Dalle testimonianze documentarie e poetiche sull’Italia degli anni cinquanta ai suoi materici muri, ai suoi graffiti fotografici che paiono gigantesche incisioni, la mostra affascina e coinvolge buttando d’un colpo alle ortiche qualsiasi tardivo dibattito sul rapporto tra arte e fotografia.
Ho avuto il privilegio, qualche settimana fa, di trascorrere un pomeriggio e una serata insieme a lui e alla sua compagna Marina nel suo fantastico studio bolognese – sede della Fondazione Nino Migliori − dove, tra un’applicazione concreta della sua recente ricerca di fotografie realizzate alla luce di fiammiferi e un discorrere intrigante di questioni fotografiche e artistiche ho avuto anche il piacere di vedere un’anteprima di un video che racconta una sua recente esperienza didattica con bambini in età prescolare: è incredibile l’entusiasmo di Nino Migliori nel rapportarsi a bimbi così piccoli e nello stesso tempo ineguagliabili le sue osservazioni su quanto lui stesso riceve dagli stessi bambini. Ecco dove sta la grandezza di un autore, con buona pace di tanti fotografi/artisti che si adornano di una superbia quasi sempre fuori luogo.

Nino Migliori nel suo studio, Bologna, ottobre 2017. © Pio Tarantini.Nino Migliori nel suo studio, Bologna, ottobre 2017. © Pio Tarantini.

Scrive Michele Bonuomo in conclusione del suo intervento nel prezioso catalogo che accompagna la mostra: «[…] (Migliori) è rimasto stregato dalla magia della fotografia e non ha mai voluto essere liberato da tale sortilegio. È un mago e un maestro che continua a stupirci con i suoi incantesimi». [ Pio Tarantini ]

* Il catalogo della mostra Nino Migliori, Il tempo, la luce e i segni, a cura e con testo di Michele Bonuomo con il coordinamento editoriale di Emanuela Baccaro, conta pagine 96, formato 21x28cm con copertina cartonata, è edito da Edizioni Galleria M77, Milano, 2017, 30,00 €. Il catalogo può essere acquistato in Galleria oppure richiesto all'indirizzo e–mail: info@m77gallery.com.

Nino Migliori. Il tempo, la luce, i segni
M77 Gallery, via Mecenate, 77 - Milano
17 ottobre 2017 – 27 gennaio 2018

orario: da martedì a sabato, ore 11,00 - 19,00 | domenica e lunedì chiuso
ingresso: libero
info: 02 87225502
info@m77gallery.com
www.m77gallery.com

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[ RISORSE INTERNE ]
◉ [ FPart ] FPart: la rubrica di Pio Tarantini

[ RISORSE ESTERNE ]
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pubblicato in data 24-11-2017 in NOTIZIE / FPART

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