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I giorni e le notti di Kinshasa

Jean Depara, Bienvenue à la fête, dalla serie Night in Kinshasa, 1955-1965. ©Jean Depara/Revue Noire. Jean Depara, Bienvenue à la fête, dalla serie Night in Kinshasa, 1955-1965. © Jean Depara/Revue Noire.

I giorni e le notti di Kinshasa

È l'ebbrezza sottile dell'indipendenza dalla dominazione coloniale a sottendere le immagini di Las nuits et le jours de Kinshasa, 1951-1975 di Jean Depara. Siamo in Congo, a Kinshasa, e gli uomini e le donne fotografati da Depara vivono una dimensione che a modo suo interpreta i modelli occidentali. L'immagine globale che ne deriva è quella di una popolazione che danza, si dedica alla cura del corpo, è quella di una città che in cui si canta e ci si avvia, finalmente, a prendere in mano il proprio destino. O almeno così sembra.

Jean Depara, L’Apollon, série Day in Kinshasa, 1955-1965. © Jean Depara/Revue Noire.
Jean Depara, L’Apollon, série Day in Kinshasa, 1955-1965. © Jean Depara/Revue Noire.

Tra gli anni Cinquanta e Sessanta la modernità irrompe in Congo, fa affievolire le preoccupazioni derivanti dall'essere bianchi o neri. La multiculturalità si espande e gli africani di tutte le nazioni confluiscono a Kinshasa. Lo stesso Depara, del resto, è angolano. Il Paese ancora sotto la dominazione belga, ma si sta aprendo al mondo e soprattutto all'indipendenza, come mostrano le abitudini quotidiane della popolazione. L'american way of life sta diventando accessibile se non a tutti, alla maggioranza.
Le medaglie, però, hanno sempre due facce. I tempi delle sanguinose repressioni in Katanga, della corruzione e del nepotismo incarnati da Mobutu e delle conseguenze dell'essere diventati indipendenti sono ancora lontani. Come stato indipendente, però, il Congo è destinato a diventare una pedina all'interno di uno scacchiere internazionale che vede la guerra fredda coinvolgere direttamente o indirettamente anche i paesi africani, soggetti al gioco delle influenze di Stati Uniti e Unione Sovietica.

L'allestimento della mostra Les nuits et les jours de Kinshasa, 1951-1975 in rue Saint Vincent a La Gacilly in occasione di Photo Festival La Gacilly 2017. © FPmag.
L'allestimento della mostra Les nuits et les jours de Kinshasa, 1951-1975 in rue Saint Vincent a La Gacilly in occasione di Festival Photo La Gacilly 2017. © FPmag.

Ma c'è ancora tempo per tutto questo e il film girato in bianconero da Jean Depara ci racconta una fase transitoria con tutto il suo portato di ebbrezza per il recupero di una indipendenza negata dal colonialismo fino a quel momento. Quindi le immagini si susseguono in un turbinio di danze, serate nei club più prestigiosi di Kinshasa, donne in abiti leggeri e automobili. Una temerarietà che aleggia su ogni cosa, rende scintillante il bianconero di Depara, cui è affidato un carico di memorie storiche della quotidianità che, oggi, possiamo fruire con la curiosità di chi ha memoria di quella storia che al momento degli scatti era ancora futuro.

L'allestimento della mostra Les nuits et les jours de Kinshasa, 1951-1975 in rue Saint Vincent a La Gacilly in occasione di Festival Photo La Gacilly 2017. © FPmag.
L'allestimento della mostra Les nuits et les jours de Kinshasa, 1951-1975 in rue Saint Vincent a La Gacilly in occasione di Festival Photo La Gacilly 2017. © FPmag.

Nel complesso la mostra vive soprattutto dell'operazione curatoriale che la propone al grande pubblico più per il valore documentario che per la qualità oggettiva delle immagini. La sua forza risiede infatti, a mio avviso, proprio nella capacità di trasmettere allo spettatore contemporaneo il sapore di un'epoca di transizione importante nell'economia della storia dell'Africa. Il lavoro fotografico di Depara costituisce a tutti gli effetti una testimonianza straordinaria, al di là di quegli aspetti che per lo spettatore occidentale potrebbero veder sfumare i confini che separano la fotografia professionale da quella vernacolare. [ Sandro Iovine ]

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LES NUITS ET LE JOURS DE KINSHASA, 1951-1975
di Jean Depara
rue Saint Vincent - La Gacilly (Francia)
3 giugno – 30 settembre 2017
ingresso: libero


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pubblicato in data 04-06-2017 in NOTIZIE / MOSTRE

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