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Elger Esser, sublime neo-pittorialista

Ninfa – Σωσώ (Soso), 
2013, 
203x257,5x4,5cm 
© Elger Esser 2017/
Courtesy Atelier Elger Esser. Ninfa – Σωσώ (Soso), 
2013, 
203x257,5x4,5cm 
© Elger Esser 2017/
Courtesy Atelier Elger Esser.

Elger Esser, sublime neo-pittorialista

Una mostra antologica, Elger Esser. De Sublime, del fotografo tedesco Elger Esser – non vasta come numero di opere esposte (ventotto), ma imponente nella grandiosità fisica delle stesse – è ospitata fino al 25 giugno 2017 negli spazi della Fondazione Stelline a Milano.

Blois i, 186x238x4cm. © elger esser 2017
/courtesy galleria alessandra bonomo.
Blois I, 
186x238x4cm. 
© Elger Esser 2017
/Courtesy Galleria Alessandra Bonomo.

Esser (Stoccarda, 1967) è uno dei rappresentanti, il più giovane tra quelli divenuti internazionalmente noti, della famosa scuola di Düsseldorf, diretta da Bernd e Hilla Becher. L'autore, molto legato all’Italia perché ha trascorso l’infanzia e la giovinezza a Roma, ha tenuto il 9 giugno, in concomitanza con la sua mostra, una Lectio Magistralis in cui ha illustrato il suo percorso di ricerca fotografico-artistica. L’abbinamento di questi due aggettivi – fotografico e artistico – pur non rientrando nella consuetudine del mio scrivere di fotografia perché può dare adito alla solita e inutile diatriba tra fotografia e arte, risulta in questo caso appropriato perché Esser, come lui stesso ha ricordato in apertura di conferenza, è considerato un po’ un eretico rispetto allo stile che caratterizza gli esponenti della scuola tedesca.

Fondamente Nove, Italia, 2002, 184x235x5cm. © Elger Esser 2017/Courtesy Galleria Alessandra Bonomo.
Fondamente Nove, Italia, 2002, 
184x235x5cm. © Elger Esser 2017/Courtesy Galleria Alessandra Bonomo.

La cifra stilistica di questi fotografi consiste infatti, in gran parte, in un oggettivismo/iperrealismo visivo attraverso cui la fotografia documenta luoghi e paesaggi con una impostazione freddamente descrittiva che viene esaltata dalla grandezza delle stampe finali. Il linguaggio fotografico, nella pratica dei fotografi tedeschi della scuola di Düsseldorf, torna alla sua funzione primaria: documentare cercando di rimanere, per quanto possibile, vicini alla realtà percepita. Paesaggi, interni di luoghi pubblici e privati fortemente connotati nella loro funzione, caratterizzano i soggetti principali di questa tendenza che ha avuto tanta fortuna nei decenni più recenti grazie anche, oltre alla qualità delle opere, alla forte spinta del mercato dell’arte e alle notevoli risorse finanziarie di Enti e banche tedesche che molto hanno investito in questo ambito.

Tonnay I, Francia, 1997, 123,5x161,6x5cm. © Elger Esser 2017/Courtesy Galleria Alessandra Bonomo.
Tonnay I, Francia, 1997, 123,5x161,6x5cm. © Elger Esser 2017/Courtesy Galleria Alessandra Bonomo.

Esser invece, stilisticamente, ha scelto una strada diversa che potremmo collocare, per semplicità di definizione, all’interno di un moderno concetto di pittorialismo: osservando le sue opere saltano subito agli occhi alcune caratteristiche che avvicinano i suoi paesaggi all’idea del dipinto. L’uso della luce, di certi cromatismi innaturali, di una estrema pulizia compositiva, sono tutti elementi agli antipodi dell’iperrealismo e della cosiddetta fotografia diretta. La sua è più una fotografia meditativa, ricca di sospensioni temporali, di suggestioni visive dove si parte dal realismo delle situazioni e lo si trascende in spazi mentali senza tempo.
Una sorta di moderno romanticismo ottenuto con il procedimento del togliere, con il rigore e la pulizia formale che caratterizzano il suo linguaggio per non collocarlo fuori dalla contemporaneità. Il risultato è una non comune, moderna sontuosità di opere che, viste contemporaneamente in una mostra, accentuano il ritmo narrativo. [ Pio Tarantini ]

Ameland pier i, paesi bassi
, 2000, 184x244x5cm. © elger esser 2017/courtesy galleria alessandra bonomo.
Ameland Pier I, Paesi Bassi
, 2000, 
184x244x5CM. © Elger Esser 2017/Courtesy Galleria Alessandra Bonomo.

Elger Esser. De Sublime
a cura di Enrica Viganò e Alessandra Klimciuk
Fondazione Stelline, corso Magenta, 61 – Milano
20 aprile – 25 giugno 2017

orario: da martedì a domenica, ore 10,00 - 20,00 | lunedì chiuso
ingresso: 6,00 €
info: 02 454621
fondazione@stelline.it
www.stelline.it

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[ RISORSE INTERNE ]
◉ [ FPart ] FPart: la rubrica di Pio Tarantini


[ RISORSE ESTERNE ]
Elger Esser
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pubblicato in data 12-06-2017 in NOTIZIE / FPART

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